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Monografie: Akira Kurosawa (Introduzione)
Approfondimenti di celluloide
Scritto da AkiraK   

Il mondo del cinema ha perduto un altro dei suoi pilastri: il grande regista giapponese Akira Kurosawa è morto lo scorso 6 settembre all'età di ottantotto anni, ed ha così avuto fine una straordinaria carriera, costituita da 31 film, diversi allori internazionali e la grande riconoscenza di tutti coloro che hanno ammirato e amato i suoi film.

Cineclub intende rendere un sentito e doveroso omaggio a questo grande cineasta che ha segnato la storia del cinema; per questo motivo, da questo numero, cercherò di raccontarvi la, credo interessante e in un certo senso avvincente, biografia del regista; corredata di citazioni tratte dall'autobiografia, che lo stesso Kurosawa scrisse in una di quelle lunghe pause in attesa di poter girare un altro film (Kagemusha), intitolata Qualcosa come un'autobiografia.

In questo mio raccontarvi la vita di Kurosawa, avranno particolare rilievo gli anni dell'adolescenza e dei primi film; questo perché credo sia particolarmente interessante conoscere gli avvenimenti che hanno “formato” il regista (d'altronde lo stesso Kurosawa ci rivela quanto importanti siano stati quegli anni dedicando a quel periodo due terzi della sua Autobiografia). Inoltre, nelle scorse settimane, praticamente tutti i giornali e le riviste, di settore e non, hanno reso omaggio al regista presentando la sua vita artistica attraverso l'analisi dei suoi film più rappresentativi; io, nel mio piccolo, spero invece di farvi cosa gradita raccontando di Akira Kurosawa ciò che, probabilmente, ancora non avete avuto modo di leggere.

Un'annotazione mi sembra doverosa riguardo la considerazione che Kurosawa ha avuto presso la televisione italiana. "Quale attenzione?"

si starà probabilmente chiedendo qualcuno. "Nessuna attenzione" rispondo io. O quasi, se teniamo giustamente in conto il ciclo di film trasmesso a tarda notte da RAI1 nel 1986.

Mi sembra scandaloso (ma forse a fatti del genere ci siamo ormai abituati) che, a parte gli ultimi (Madadayo, Rapsodia in agosto, Sogni), la televisione non passi i film di Kurosawa. Perchè, per esempio, ogni anno, magari più volte, vengono trasmessi i film di Fantozzi o di Totò (lungi da me comunque l'idea di denigrare degli attori e dei film di cui sono un ammiratore...è solo un esempio), ma neanche a tarda notte, come invece avvenuto in quel fausto e ormai lontano 1986, i film di Kurosawa? Perchè viene trasmesso praticamente ogni anno I magnifici sette e mai I sette samurai di Kurosawa, di cui il film di Sturges è il remake in chiave western? Per motivi di audience probabilmente, o forse perchè il cinema di Kurosawa è considerato "difficile", o per chissà quale altro motivo. Comunque la si voglia mettere credo sia un delitto culturale che capolavori quali sono Vivere, Cane randagio, L'angelo ubriaco, La fortezza nascosta, solo per citare alcuni dei più sconosciuti al grande pubblico, non vengano diffusi dalle televisioni nazionali e dalla televisione di Stato in particolare.

Oltrettutto neanche nelle settimane successive alla morte di Kurosawa la RAI, come avviene normalmente per la morte di un regista o di un attore particolarmente famosi o importanti, ha voluto variare il proprio palinsesto (che come tutti ormai sappiamo non è certo un esempio di affidabilità per quanto riguarda il rispetto dei programmi e degli orari annunciati) per omaggiare il cineasta scomparso.

Mi auguro che venga presto smentito. Che i responsabili delle TV abbiano solo preso tempo per preparare un altro ciclo di film (come quello dell'86) dando così la possibilità al pubblico televisivo di poter apprezzare un regista che ha fatto la storia del Cinema.

Chiudo questa introduzione ricordando che quasi un anno fa, il 24 dicembre del '97, è morto l'attore Toshiro Mifune, che con Kurosawa ha formato uno dei binomi artistici più famosi del Cinema. Mifune, dopo aver esordito nel cinema alla fine degli anni '40, nel 1950 diventa famoso interpretando il bandito accusato di aver ucciso un uomo e averne stuprata la moglie in Rashomon, uno dei capolavori di kurosawa. Ed è proprio a kurosawa che, nella sua lunga carriera, resta particolarmente legato, interpretandone una dozzina di film fra i più importanti.

 

Buona lettura.

 
 

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