Gli amanti del b-movie mi attaccheranno, ma il paradosso è un forte stimolo alla riflessione. Il buono di questo film del ‘65 è aver messo in primo piano la potenza femminile, ma con autorità, oltre che con le mammelle delle nostre maggiorate protagoniste. La trama non esiste, sembra un film improvvisato sul momento, e gli attori e le attrici non riescono a cucirsi tra di loro se non con borchie, pellame e jeans attillati. Il regista, digiuno di qualunque velleità artistica, si abbandona a violenze mal recitate, impastate con sudori lesbici, in mezzo al polveroso deserto. Con queste premesse il film sarebbe anche guardabile, invece è noioso, perché pretende una trama che non c’è. Si sforza di far partecipare al massacro altri personaggi, ma guardarlo stanca, ci fa spazientire. L’unico motivo per tentare di vedere il film è non perdersi gli enormi seni di Tura Satana schiacciati nella tuta di pelle nera. Ma una domanda viene spontanea: sarà stata mica la tiroide?