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Il Cigno Nero di Darren Aronofsky, 2010
Autopsie di film
Scritto da Zenone   

Spesso accade che sentimenti repressi e pulsioni inespresse portino alla scissione della propria personalità. Ma non solo quella quotidiana che tutti gli uomini hanno, e neppure quella generata dallo zoppicante autoerotismo freudiano. O forse si, ma dipende molto dalla personalissima fede filosofica. Non mi dilungo in inutili premesse psicoabilitanti, e arriverò al dunque. Nel cinema la tematica del doppio è stata utilizzata in maniera capillare se non abusiva, si pensi alle innumerevoli storpiature del romanzo di Stevenson fino a Superman passando da Renoir; Aronosfsky compie un ulteriore tentativo, in questo senso, ma con scarsa efficacia, come del resto gran parte dei suoi predecessori. Interessante il (solo) punto di vista delle psicopatologie della protagonista che vengono proposte allo spettatore, ma la confusa sceneggiatura getta sabbia nell’architettura del film. Nauseabondo nella sua parte il Cassel coreografo che cerca di sciupare più femmine possibile dentro l’harem della scuola di danza. Anche la Portman è imbarazzante, gelida, inespressiva, quasi alle prime armi, eppure ricordo con affetto le sue passate interpretazioni da scafata attrice tredicenne nel ruolo di Mathilda. Il fatto che abbia preso l’oscar di miglior attrice per questo film, non è significativo; chiunque l’avrebbe preso se si fosse trovato in “stato interessante”; Nicole Kidman, Jessica Alba, Cate Blanchett, han dovuto ricorrere allo stratagemma della maternità per prenderlo, esattamente come Natalie. Raccapriccianti, se non ridicole, alcune metamorfosi della protagonista: neanche Cronenberg alla fine degli anni settanta avrebbe fatto una cosa del genere. Il punto di vista del regista è chiaro, simbolico, ma di un simbolismo appassito, riscaldato, dismesso: bianco nero, bello brutto, castità e lascivia, moralismo e softporno, ma gradirei che mi venga offerto di più da Darren, se vuole continuare ad avere la mia stima, premesso che della mia stima Darren si sciacqua i cabasisi. Ma tutti prima o poi scivoliamo.

Questa volta è capitato a Darren.

 

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