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Haru no uta (reprise) - La Tromba
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Oggi al parco Tsurumi-ryokuchi risuona deciso il suono di una tromba. Talvolta in questo luogo accade qualcosa che non ti aspetti. Una visione fuori posto, una sensazione distaccata, dei suoni capaci di sorprendere.

Non è però una musica piacevole e armoniosa. Se non fosse che non c'è nessun metodo apparente dietro questi suoni sconnessi, si potrebbe pensare a qualche studente affannato dagli esercizi di scale e note da memorizzare. Oppure si potrebbe pensare al riscaldamento schizofrenico di un grande jazzista dadaista.

Anche oggi mi trovo nel solito giardinetto di Strauss e da qui capisco che il suono proviene proprio dall'adiacente area francese. Anche Strauss osserva la situazione col suo severo sguardo metallico. Appare visibilmente indispettito da quelle note allegre. Non può rispondere al fuoco, né partecipare al banchetto musicale. Mi sporgo, incuriosito, tendendo orecchie e occhi verso quella cascata di suoni. A creare quella musica sconnessa è un vecchietto seduto sulla panchina. La vecchia figura di quello che una volta fu un grande jazzista dadaista, penso.

Il vecchietto è magro, piccolo e assorto. Le sue dita ossute ripercorrono i movimenti conosciuti quando erano ancora giovani. Ora lo vedo alzarsi, sembra percosso da un'energia inconsueta per la sua condizione. Le braccia si agitano, il collo si gonfia. La sua tromba mi acceca, vibra, luccica e brilla solo il caldo, sotto la forte luce del sole, sotto questo cielo così profondamente immerso nell'azzurro da apparire smaccatamente falso_

 

Cla

 
Dario di un mammo #1
Autori Laperquisiani
Scritto da SynthWriter   

L’ossessione delle somiglianze

di SynthWriter (synthwriter.wordpress.com)

“È una catena (genetica) ormai che scioglie il sangue dinte vene sai”

miafiglia

Tra le tante futili disquisizioni intavolate da familiari e amici di due neogenitori, ci sono senza dubbio quelle relative alle somiglianze. Prima di addentrarci nella comprensione del fenomeno 'la creatura assomiglia sempre a qualcuno’, preferisco mimetizzare l'identità di chi verrà chiamato in causa per preservare l'incolumità di chi scrive. Inoltre, tanto per condire il racconto con un po' di simpatia pseudopartenopea, ‘meridionalizzeró’ nomi e cognomi.

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Haru no uta (reprise) - Tsurumi Ryoukuchi Koen / Strauss
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Oggi nel parco vicino a casa sono andato nuovamente a trovare Strauss. Al parco

arrivo in bici e poi proseguo a piedi. Tra fiori e alberi bellissimi osservo, di

tanto in tanto, scorci d'acqua, laghetti, cosplay intenti al trucco e cosplay

intenti a cosplayare. Cosplay come il gruppo di donne ninjia che si riunisce vicino

al giardino giapponese. Queste ragazze non fanno niente di particolare, a parte

riunirsi vestite da ninjia, con colori differenti, salire sugli alberi e

fotografarsi.

Ma anche oggi, dicevo, sono andato a trovare Strauss; ovviamente nell'area dedicata

all'Austria. Questo parco è stato costruito nel 1990 in occasione di un expo

floreale internazionale. Ci sono aree dedicate a vari paesi, Italia compresa. L'area

italiana però è tra le meno evocative. L'area austriaca invece ti porta indietro nel

tempo, ai primi del '900, al fervore malinconico della Secessione Viennese. Ti

accoglie un giardinetto ovale, decadente e mal messo, che ti accompagna alla

fontana di Strauss. Una fontana ormai spenta da tempo, puzzolente di acqua stagna e

sporca da sembrare credibile, come una vera fontana dei primi del '900.

Circondato da figure biancheggianti di gusto liberty (i capelli e il panneggio delle

figure a formare diverse onde decorative) ecco apparire lui, Strauss. Di metallo, a

differenza del cemento delle altre sculture. Si sta scrostando, suona il violino -

gli manca l'asticella - e guarda lontano. Magari in direzione della sua Austria,

chissà... mi piace pensare che sia così.

Ecco, mi piace stare qui, solo, in compagnia di Johann. Non nascondo di averci anche

scambiato qualche parola, anche se solo mentalmente. Ed è stato come quando ci si

rivolge a dio. In passato, da bambino, mi è capitato spesso di rivolgermi a dio. E

ancora oggi, talvolta. Non il dio cattolico, ma neanche il dio di qualche altra

religione. Un dio, ipotetico. Come quando ci si rivolge a qualche parente che non

c'è più. Come quando mi rivolgo ai miei nonni e mentalmente ci comunico.

Ovviamente, come succede anche con Strauss, sono monologhi più che vere e proprie

conversazioni.

Ecco che quindi Johann diventa un po' il mio dio personale. Cos'altro è un dio, in

fondo, se non un personaggio ipotetico, rappresentato in forma artistica, che non

risponde mai quando gli parli?

Oggi però Stauss ha già un altro discepolo al mio arrivo. Mi scopro un po'

indispettito... Era il mio spazio privato, questo, in solitaria. Dividerlo con altri

non mi garba di certo e, soprattutto, non mi serve_

 
Poverino
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

Non aprirti, “grande” essere.

Soffoca, appena nasce, l'urlo di bisogno,

annienta, appena puoi, la voglia di dirlo.

Dai.

 

In te stesso, implodi di ciò che hai dentro

stai zitto, non aprirti a nessuno,

orgoglioso dei tuoi dolori,

affoga d'angoscia,

sparisci.

 
Due intermezzi
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

1. Avendo toccato l'alto e il basso delle corde emotive,

della poesia mi è rimasto un cumulo di cenere,

e ora, che provo a tirare le sintesi di un qualcosa

mi vedo come un oracolo che aspetta di essere toccato.

 

 

2. Va sempre bene la poesia,

se rivedi, fulminea, un'immagine di vita che fu tua

mentre sei chiuso nel tuo giaciglio dormiente,

tra un pigiama riverso e un orribile mostro sulla parete

tra l'odore spento del tuo seme e della tua urina:

 

eri lì che ti stavi lasciando morire, nel mezzo di ciò che avveniva,

simulavi la tua vitalità come una cartolina da mostrare agli altri

ma ti stavi lasciando andare come un triste cane,

eri già in frantumi

e la tua parte molle riversava le sue sacre lacrime,

eppure ti sentivi, in mezzo agli altri, felice.

 

Lo eri?

 

Afferri ora, mentre comprendi che stai davvero morendo,

l'amore impossibile, la poesia di sempre, l'indecisione del sapere?

 

beru

 

 
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