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PERSO HOLDERLIN
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

 

PERSO HOLDERLIN

 

 

Perso Holderlin

è come se al posto dell’uomo e della natura,

avessimo messo marionette e cartelloni

di questo poi, sazi, avessimo detto: che bello, è il mondo.

 

Poi, perso Holderlin, ma senza aver conto di ciò,

è come avessimo afferrato le cose per sentirle,

ma il vuoto suono di loro ci fu restituito,

e senza un canto, nè un segno,

avessimo sognato un mondo senza il sognatore

o avessimo certezza di noi stessi senza il sogno.

 

Perso Holderlin, è tutto questo, oppure di più

o qualcosa di assai simile

con l’aggiunta di un moto (mi pare cupo)

di fiducia nell’uomo fattosi stanco

dall’enorme encefalo denso di fantasmi

fuori di un vero controllo,

mostri aggiranti in ostici vortici.

 

La ragione che volevamo elevare, perso Holderlin,

franata nella perdita non spiegata di se stessa,

in un amaro e pungente fosso

va mendicante agghirlandata a finzione di vero e di forza.

 

E così, chi davvero ha sempre parlato,

dico, i moti immani del cosmo animato

le visioni che abitavano l’aria e i Celesti,

le Anime Belle che amavano Natura e il suo Uomo,

ora come eternamente, respirano vivi

perfettamente beati

e bramano, eternamente, lo so, e bramano.

 
ANATOMIA DELL'IMPOSSIBILE
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

ANATOMIA DELL’IMPOSSIBILE

 

Questa è la storia di un signore elegante, gentile, discreto, sulla cinquantina che, completamente spento, disilluso, rancoroso, batte la testa contro un palo mentre guarda al telefono, a capo chino, scabrose e già violate immagini.

Questa è una storia verosimilmente triste, forse troppo breve, che racconta un piccolo e determinato episodio, quello della morte di un uomo elegante, discreto, ma rancoroso, che camminava ed è poi morto.


Ma tra la constatazione del decesso chiaro ai passanti e ai soccorritori, il subdolo momento dell'esangue rilascio del corpo, che appare perciò totalmente disanimato, ossia il venire meno del sistema circolatorio, respiratorio e via dicendo, un sogno si è sviluppato nel mondo interiore di questo elegante uomo: quello del suo risveglio in un luogo senza ricordo.

Quanto aveva dormito, si stava chiedendo?

 
PICCOLEZZA DEL MONDO
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

PICCOLEZZA DEL MONDO

 

Cosa mai può essere lo scenario più grandioso,

grandi, divine, terribili forze naturali

un mondo intero dispiegato allo sguardo

e la sua ricchezza di vita nei minimi dettagli,

la monade proto-primordiale, la diffusione per mitosi,

proliferazioni incontrollate, meccaniche algoritmiche,

posizioni, figure geometriche, il pneuma degli stoici,

l'anabasi della quintessenza che vaglia il suo cammino

la cascata vetero-genetica dei caratteri somatipici

un volto di tutti i volti, una forma delle forme

per semplice, azzardata, testarda volontà di sommatoria!

 

 

Dico, lo sguardo lacrimante si spegne e contiene in se già tutto.

 
Ho ucciso un ragno
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Ho ucciso un ragno stamattina

O almeno penso sia già morto

Ora

Mentre scrivo.

E, se qualcuno legge,

Ora

Mentre leggi.

 

L'ho messo in una bottiglia

Di plastica

Vuota.

Ma c'era rimasta un po' d'acqua

Sul fondo.

E io l'ho visto

Visto arrancare.

 

Volevo aprire la bottiglia

Svitare

Il tappo.

Ma ho dimenticato

Di farlo

Non l'ho fatto.

È morto.

 

Ho pensato

Allora è così

È questo che accade

Quando quello che a noi

Potrebbe

Apparire come un Dio

Si dimentica dei tappi_

 
Taviano (A mio padre)
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Noi due a scolpire nel fiume

A battere contro la dura pietra nera

Fra il suono frusciante

continuo ed ossessivo che fa il Limentra

Fra i girini, la pozza e la cascata

Fra i necci impilati vicino al camino

E le nocciole crude e verdi

E l’odore della pietra bagnata

Le nostre matite spuntate

Su fogli ingialliti e consunti

Nella montagna, tra cielo e acqua

Il sapore della grafite sulle dita

I discorsi fatti sui pittori

Su Pazzagli, Loffredo e Fattori

E le trote pescate dalle tue mani

Sotto le pietre nascoste dal fiume

E io che rubo i tuoi colori

E vorrei rubarti il segno

Quel segno forte e raffinato

dei tuoi disegni e delle tue mani_

 
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