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Nel fluire del tempo...
Autori Laperquisiani
Scritto da Rigo   

Nel fluire del tempo, tra pensieri nascosti, tentazioni banali, leggiadre formulazioni di verita' astruse, sorride di incredulita'.

 

D'improvviso, si erge un istante che non e' in nessun tempo.

Vede una persona come una forma d'arte,

il centro di una gioia modificante;

un'esperienza significativa che cambi la vita, la storia del mondo.

 

Cio' che egli chiama 'amore'.

 

Uno sguardo di letizia, la finitezza immeditata nel cuore dell'immediato.

 

Non il rimuginare interiore e mentale,

l'accumularsi, l'estendersi, il ramificarsi di nessi astratti, quel qualcosa di irreversibile, che grava; l'astrazione che obnubila, infioca, offusca.

 

Avvolti nella tenebra, gli esseri astratti, sono fantasmi al pari di Apollo, il dio dalla violenza raffinata, che seduce con l'aerea natura della parola e della freccia; con l'arco, strumento dell'amore da lontano:

che colpisce ma non tocca l'altro con mano.

 

Quando grazia e armonia (forme d'arte),

assurgono a evanescenti tessuti dell'astrazione, aspetti falsificati della ragione, la conoscenza rifiuta le figure del presente, intende i pensieri e i sentimenti come travestimenti da mascherare.

 

La vita non si attinge al pozzo dell'astrazione.

Non esiste ciò che non si vede.

Come nella fisica, c'e' bisogno del fattore 'k':

la realta' si presenta quando la si guarda.

La realta' non e' un mercato di biglietti falsi.

 

Dice Nietzsche:

ogni cinico vorrebbe essere un rivoluzionario, un sovvertitore, anche se si maschera da uomo della conoscenza.

Il contrario del cinismo e' la venerazione.

Le nature nobili, le quali non sanno vivere senza venerazione, sono rare.

 
 

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