La Boccia Di Vetro
Autori Laperquisiani
Scritto da skui   

Ma cosa avete, siete ciechi? Mi passate accanto e non vi accorgete di niente. Siete ciechi o fate gli indifferenti? Io sono qui, per terra, in attesa di qualcuno che venga a vedermi, a farmi ridere, a tirarmi su; quattro parole valgono miliardi. Eppure non si ferma nessuno, tutti passano, lanciano una rapida occhiata distratta e poi scappano per la loro strada. Rimaniamo qui io e il mio pesce rosso, lui si nasconde nel suo piccolo castello di plastica e non vuole uscirne. Io continuo ad accartezzare la boccia dove lui vive come se servisse a qualcosa. Ma un attimo, vedo qualcuno che si avvicina. Che luccichio di denti, che sfarzosità; come mai mi nota una persona così? Si avvicina, mi guarda dall'alto con uno sguardo pungente. Si abbassa, sputa parole sibilline e acide che mi spaventano. Abbraccio la boccia del pesce e mi sforzo di non sentire. La persona tira fuori da sotto l'impermeabile la sua boccia di vetro, ma dentro non c'è un goldfish. Dentro c'è uno sfavillante piraña che mi ringhia contro e per reazione nasconto la boccia con tutto il mio corpo.

Basta, vattene, lasciami in pace, meglio che resti solo piuttosto che con te. Se ne va. Tremo, ho la tachicardia a mille, respiro a tratti mentre abbraccio forte il mio pesciolino.

Anche lui trema e ha paura di vivere una vita sprecata. Rimaniamo così per ore mentre la gente ci passa attorno e non ci degna di uno sguardo o di una mano di aiuto. A un tratto il cuore rallenta, il respiro si regolarizza, i singhiozzi spariscono con la paura. Rialzo lo sguardo e loro sono ancora li che girano, corrono, si rincorrono senza nessun motivo a me chiaro. E qui mi scuoto. Sento che devo reagire. Lo faccio: prendo la boccia in mano e mi alzo. Da qui tutto è diverso, la gente che corre non è poi così distante. Mi guardo ancora un po' attorno e poi decido di buttarmi nella mischia. Comincio a camminare e mi sembra bello, tutta questa gente che ti passa accanto correndo a più non posso mi fa venire le vertigini. Mi piace, non mi fa sentire solo. Allora accelero il passo, cammino rasente alle persone, le sfioro e scappo via. Accelero ancora, comincio a correre tra di loro. E poi a un certo punto mi fermo a guardare il mio pesce. Lo vedo agonizzante, sembra non dare segni di vita. Sono spaventato a morte, mi guardo attorno per vedere se qualcuno può aiutarmi. Comincio a gridare aiuto. Ma cazzo com'è possibile che non mi sentiate? Com'è possibile che nessuno noti il mio piccolo pesce rosso in fin di vita? Ma vedo qualcuno che si avvicina. Sono due! Anzi tre, quattro, cinque! Tutti che vengono verso di me e il mio pesciolino. Ma quando arrivano mi accerchiano e mi guardano di sbieco con i loro sorrisi canini.

Continuo a girare su me stesso per trovare una via di fuga tra loro, ma non la trovo. Giro sempre più veloce e in panico totale. Finchè capisco, capisco tutto e mi fermo. Abbraccio forte la boccia. Un ultimo bacio e poi la lascio cadere. Uno schianto atroce la frantuma in milioni di schegge di vetro ormai inutile. Io mi sento sfinito e mi lascio cadere a terra. Loro continuano a guardarmi dall'alto, felici del loro risultato. Io mi sento sfinito e mi lascio morire, qui, per terra, dopo che ho ammazzato il mio segreto più profondo. Ormai sono morto, ma so che nessuno sposterà il mio cadavere, non mi notavano nemmeno quand'ero vivo. Sono morto.

 
 

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