Spring '02
Autori Laperquisiani
Scritto da skui   

« Quanto tempo ho dormito? Dimmelo, lo devo sapere! » « Non fare il pignolo... » « Ti ho detto che devi dirmelo! » « Qualche settimana... » « Qualche settimana?? Come qualche settimana.. sii preciso! » « L'hai voluto tu: cinque mesi » « CINQUE MESI!!!!!!!??????!!!!!! » « Cinque mesi, sì.. » « Come cinque mesi, il tempo mica si ferma.. Cazzo, quante cose mi sono perso? Con tutto quello che ho da fare!!! Come ho fatto, che malattia ho avuto? » « Nessuna malattia. Se vuoi puoi chiamarlo letargo.. » « Che cazzo vuol dire "se vuoi puoi chiamarlo letargo"?? Non sono mica un animale!! » « Non accetto che tu te la prenda con me per quello che è accaduto.. » « Bhe, in fondo tu non c'entri.. » « Anzi, dovresti anche ringraziarmi per averti sostituito per tutto questo tempo » « Sostituito??!!?? Oddio no, dimmi che non è vero. Dimmi che non è vero!! » « È verissimo » « No, cazzo, NOOO! Ti avevo detto di non toccare niente... » « Immaginavo una reazione simile.. » « Dimmi cos'hai fatto! Esigo spiegazioni, voglio sapere cosa cazzo hai combinato in cinque mesi!! » « Ti ho sostituito. » « Madonna scolpita in legno, ho capito che mi hai sostituito, ma cosa cazzo hai fatto?? Lei c'è ancora o sei riuscito a farla scappare? » « No, c'è ancora. » « Meno male!! » « Si però è un po' nervosetta.. Da quando abbiamo litigato per gelosia non si è più calmata » « Lo sapevo, lo sapevo! Che cazzo hai fatto! Sii più preciso: in che senso gelosia? » « Le continuava a suonare quel cazzo di telefono e io gliel'ho rotto » « Oddio svengo! » « Però il giorno dopo gliene ho comprato un'altro. Identico » « Non è così che si fa, porcamignottona! Non risolvi le cose rigenerandole! » « Quasi non si è accorta di niente. Però è nervosa.. » « Vabbè, riparerò io. E in casa com'è la situazione? » « Come al solito.. » « Vedi di smetterla di girare intorno alle cose. Dimmi cos'hai fatto! » « Li ho trattati come meritavano di essere trattati » « Adesso ti tratto io a te come meriteresti! Dimmi tutto!! Che hai fatto al capo? » « Continuava a trattarmi da bambino e gli ho fatto capire io chi è il bambino tra di noi » « Noooooooo. Cazzo, ti ho sempre detto che il capo non può soffrire! Non deve soffrire! » « E io? Avrei dovuto accettare senza reagire? » « Non sto dicendo che lui ha ragione, ma lo sai che si fa un culo così per farti vivere e tu lo ripaghi così! » « Senti, se non ti piace la mia condotta o te ne trovi un altro o la smetti di sparire! » « Lo sapevo, come ogni anno hai fatto solo danni! Ma almeno hai scritto qualcosa? » « Avevo il vuoto dentro » « Come il vuoto? Non dirmi che non hai messo giù neanche una parola » « Se hai il vuoto dentro, poi spremerti quanto vuoi che non esce niente. » « Ho capito. Come ogni anno mi tocca riniziare da capo. Come ogni anno mi tocca ammazzarti per farti risorgere in ottobre per aiutarmi » « Mi usi » « Devo, se voglio esistere.. Adesso mi rimboccherò le maniche e metterò a posto il casino che sei stato capace di far esplodere » « Se vuoi un consiglio cerca di andare avanti il più a lungo possibile.

E se puoi cerca di non farti sostituire più » « Zitto ora che mi tocca ammazzarti. Sono di fretta, la primavera è appena iniziata e ho un mare di robe da fare................. »

 

Seduto su un muretto del chiostro dell'università osservo il mio Io primaverile che litiga, per cose immaginate, e poi ammazza il mio Io collezione Autunno-Inverno. Il sole mi scalda le braccia, scoperte dopo mesi di latitanza sotto spessi strati di lana. Gusto affondo il fumo dei Mini-che, piccoli sigari di tabacco italiano perfetti per nostalgici cubani.

Ne aspiro solo una piccola parte, trattengo il fumo ancora un po' in bocca e butto tutto fuori mentre la nuvoletta danza generando spire nel venticello.

Faccio una polaroid mentale a due passerotti che si rincorrono sotto un abete, per ricordarmeli quando dovrò definire la libertà. Intorno a me schiere di gente che parlano, si abbracciano, scherzano, ascoltano musica e mangiano i primi timidi gelati.

Sbuffo l'ultimo tiro di Mini-che con calma e gusto e lo spengo contro il muro. Guardo la folla di margherite che sguazza nel prato mentre assaporo l'odore di polline che già vola nell'aria. Di fianco a me un tatuaggio tribale con delicati ghirigori spunta tra i pantaloni e la maglietta alzata di una ragazza, seduta di schiena, di cui posso solo immaginare il colore degli occhi. Sotto al tatuaggio un bordo di pizzo inviterebbe a buttarmici addosso e strapparlo a morsi. Ma non posso. E poi sono di fretta, la primavera è appena iniziata e ho un mare di robe da fare.................

 
 

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