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Agosto è il mese più freddo dell’anno
Quali nuvole là in alto?
Quelle che corrono a branchi gucciniani, quelle giovani subsoniche o quelle aristoteliche del poeta?
O queste banali nuvole di tutti
che io non riesco neanche a fermare con la penna?
Vorrei trattenerle
e descriverle
vorrei immergermi
e farmi descrivere
Ma poi ci pensano loro
e fanno tutto da sole
Lo scroscio di pioggia è forte
e per ricordarmi
la mia natura
si trasforma in lacrime
che cadono dal cielo
e bagnano tutto il me stesso
che attende disperatamente
un primo raggio di sole
Presto arriverà la notte
La aspetto
per coprire di buio
queste gocce di dolore
Non si vede più nulla
è ho l’incertezza della pioggia che cade su di me
con la consapevolezza della pioggia che scende in me Dove sei tu che mi tendi l’ombrello e mi asciughi il dolore di una stagione con troppo sole di cartapesta?
Aspetto senza sperare
sperando di non dover aspettare
E intanto cerco di asciugarmi
da solo
con l’ultimo asciugamano rimastomi
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