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Muoviti pensiero, affinchè non rimanga adagiato,
sul gelido spazio inerte dello schienale.
Corri, e realizzati libero ma nel frutto della forma,
come a cogliere frutti da un albero
e scoprir che fra essi, la similitudine è inganno.
Che sempre ognuno conserva un profumo, disgiunto dall'altro,
ma che tutti attingono dalla medesima forza: la terra.
Muta pensiero, simile ad un crepuscolo d'autunno
che pieno di sé irradia sui colli il colore dell'ambra,
e vederne il caleidoscopio nascente.
Cambia, a voler inseguire il significato intangibile
di questo nostro eterno oscillare, fra un'alba e un tramonto.
Realizzati così, nel movimento e nella tensione
senza mai approdare, fra una pausa e una forma.
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