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Vorrei parlare con mio cugino. Sta di là. Di fianco a dove siamo noi c'è
una stanza. L'altra, non questa. Se è possibile che io possa parlare con mio
cugino, allora potrei stare meglio, e tranquillizzarmi. Potrei parlare come
si deve. Adesso sono molto agitato, scusate.
Il superiore capo lo guardò solamente di striscio, poi disse: -- Scusi,
Leogivildo6, lei è uscito alle ore 17.45 dal Deposito leucocitario, dove
aveva appena terminato il turno C, sapeva che i suoi passi da compiere erano
esattamente 985, eppure, nonostante questo, lei ne ha fatti solo 856. Ora,
con 856 passi è impossibile percorrere tutta la strada che separa il
Deposito dalla sua abitazione, eppure lei è giunto nella sua abitazione!
Questo è impossibile.- Il superiore capo era sgomento, con gli occhi
completamente infiammati, guardava preoccupato il monitor di riferimento, e
s'interrogava di continuo sui medesimi punti. Il procuratore capo era
smanioso di giungere ad una conclusione, sebbene era chiaro che la logica
del suo ragionamento non avrebbe consentito di comprendere la situazione.
Egli d'altronde non ne era conscio, quindi proseguiva per la sua strada. -
Ci risulta, dal monitor di riferimento, uno sbalzo emotivo nel suo stato d'
animo al passo 450, si ricorda cosà le successe al passo 450? - Leogivildo6,
che stava sforzandosi di ricordare ma senza risultati, rispose: -- Mio
cugino è di là, lui ha ricevuto il brevetto di specializzazione in
numericità passuale. Io no. Io facevo i miei passi come sempre, quando, a un
certo punto, mi trovo qua, dove voi mi dite che io non ho fatto i miei
passi. -
L'ispettore capo ritenne di dover fare almeno un passo verso Leogivildo6, e
diede quindi le disposizioni e i passi necessari a chiamare il cugino, che
non stava certo nella stanza di fianco, come figurava nella testa di
Leogivildo6, ma a 5263 passi di distanza, in un'abitazione sulla Statale 24,
pronto a salutare la moglie dopo il rientro a casa, ancora più pronto a
digerire la cena e a unirsi alla moglie, mentre i figli, due, Marco e Paolo,
uscivano a sbronzarsi.
Il cugino venne disturbato mentre stava facendo i 14 passi dalla cucina alla
camera da letto, venne disturbato con questa frase: -- La autorizzo a
cambiare la tabella di riferimento dei suoi passi giornalieri e a venire con
noi, questo è il Pass per i suoi passi delegati.- Il cugino bestemmiò dentro
di sé per il cambio improvviso alla morbidità giornaliera, che solo adesso
andava consumandosi, e sparì con gli Ispettori. Fecero il tragitto come
sempre a piedi, impiegandoci 75 minuti.
All'arrivo nella stazione dell'Ispettore Capo, il cugino venne fatto entrare
nella stanza dove Leogivildo6 era rinchiuso.
L'ispettore capo guardò il cugino e disse: -- Quest'uomo dovrebbe essere suo
cugino. Lo riconosce? -. Il cugino si fermò un attimo a riflettere: " se io
dico che lo riconosco, mi faranno altre domande, fino al punto in cui,
completamente incalzato, sarò costretto ad ammettere che Leogivildo6 ha
sbagliato i suoi passi in accordo con me. Dovevamo incontrarci segretamente,
è vero, ma io non sono stato pronto e così Leogivildo6 ha fatto partire il
sistema di controllo ed è stato individuato; no, devo fingere."
A questa riflessione seguì il comportamento corrispondente. L'ispettore capo
prese nota che Leogivilo6 mentiva, o che mentivano entrambi; fece rilasciare
il cugino per mancanza di rispondenza empirica alle accuse e condannò
Leogivildo6 alla pena prevista in questi casi, emettendo questa
dichiarazione: "in ottemperanza al Codice Passuale Assoluto, il soggeto è
colpevole di Inadempienza ai suoi passi. Siccome il codice considera
gravemente fuorviante colui che non sa stare ai suoi passi, la condanna è:
ripercorrere in senso inverso tutti passi compiuti da Leogivildo6 dalla
nascita ad oggi, fino all'arrivo. Al momento della nuova nascita, verificare
la congruenza del soggetto con i parametri di nascita".
Leogivildo6 perse sé stesso, la moglie, tre figli. Scomparì a marcia
indietro dalla realtà consolidata di quel momento storico, andando incontro
a Leogivildo7.
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