|
Certo, c'è del rammarico a stare qua seduti,
profusi da questa strana malinconia del vivere,
che ci tiene per un secondo di più attaccati a questa sedia,
che è il loco del mezzo vivere.
E il limitarsi a descrivere le linee di questo vivere, senza contribuire a
tracciarle,
è un riparo comodo, che ci concede l'assenza del movimento e dell'errore che
ne seguirebbe.
E non riesco a staccare lo sguardo, la sua bellezza non mi da pace.
Come un mare infinito da attraversare, l'orizzonte regna perenne
in modo tale da scoprire tutte le profondità di una bellezza,
che è sempre movimento, perché è scoperta.
Scoprire la sua bellezza è non fermarsi a ciò che vedi
ma scavare, inventando nuove bellezze che dolcemente navigano nel nostro
saper amare.
La sua bellezza è infine quella del respiro, che affannoso,
intesse i legami fra le forme di vita, affinchè risplendano, come un campo
di grano,
luce essenziale del nostro voler ammirare e piangere un fiore, umile ed
assoluto.
Questo fiore sei tu, nella bellezza, che alla fine è la vita.
Meditazione, sospiro. Introduzione con vento tenue da ovest.
|