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TORNARE DOVE NON SI PUO'
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Scritto da beru   

TORNARE DOVE NON SI PUO’

Stancamente mi stanco di una stanchezza essa stessa stanca e il punto è che sono troppo  stanco per tutto, compreso l’esser stanco.


 

Il problema, il tratto effimero ed estetico di una poesia, così come un lembo di pelle di un uomo,cosa essi davvero siano,

ecco è che il problema, questo problema, è la diffrazione delle onde del mare, è l'insieme  impossibile da vedere.

 

Di vero non c'è che il sospetto, il mondo è una pagina che poi vola via, capire è voler capire ancora,

nè l'uomo ha tanto da dire, dopo che l'eco delle acque, dei monti, delle anime belle di Holderlin ha smesso di parlare.

 

 

Non solo mi spengo poiché vedo, poiché sento, poiché appaio agli altri e a me stesso, anche mi spengo perché  non vedo, non sento e non sono da nessuna parte.

 

Quello che cercavo, ora non lo cerco più, mentre cerco però qualcosa da cercare, come spostare le lenzuola per voler vedere il letto,

e vedere ancora e solo lenzuola.

 

Il profumo del mio agire, inseparabile dall’odore della stanza, è il Mondo, è tutto il Mondo che ci può essere; dall’angolo sottile sotto cui l'osservo m’appare come un Tutto, eppure non lo è, ma oltre è vano dire.

 
5° pensiero cardinale
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Scritto da beru   


Per opposizione, per scarto, per difetto o per eccesso, mi ricavo dal resto del disegno dell'umanità e del pensabile.

Sono forse una parentesi vuota tra le altre parentesi vuote che aspirano al "pieno", come un polmone che vuole avere sempre aria pulita.

Per contrapposizione o per analogia percepisco i miei punti di forza e debolezza: devo comparare, ragionare, cogliere differenze, creare alti e bassi, mettere assieme.

Chi sono?

Folle muro.

Se guardo all'interno di me escludendo TUTTO il resto rimbalzo su questo “ME” fino alla nausea e arrivo in una zona vuota e linda solo dopo aver fatto mille peripezie, prodotto sangue, vomito, sputo.

Sono convinto che è impossibile accettare davvero la morte, perché è anche questa vita, così come si presenta, che non è lei stessa propriamente ACCETTABILE: non vedo un ultra-reale, in una stanza forse separata, un mondo dietro il mondo, sempre lì e sempre qui?

Immagino che tutto ciò disperderebbe i resti di questo reale, questo reale che noi possiamo persino pensare come TUTTO.


6.

Sarebbe veramente troppo chiedere all'uomo, nel suo stato ordinario, di essere pienamente cosciente di se stesso, del mondo, comprese queste due cose: che è nato, e che dunque prima non era “vivo”, e che muore, che potrebbe morire anche subito, ovvero che presto non sarà più quei “due piedi” che ora lo portano appresso, quelle mani che si grattano la cute e sfiorano la vita ogni attimo.

Eppure, questo troppo è TUTTO. L'enorme, fatidica importanza che l'uomo conferisce alla storia fin qui compiuta, al cammino esteticamente mirabolante delle razze umane e delle civiltà, al susseguirsi delle singole esistenze sul pianeta, m'appare uno scherzo di un attimo, una folgore colorata, rispetto a TUTTO.

 
Due giochi
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Scritto da beru   

I bambini giocavano

 

 

I bambini giocavano, e io stavo zitto zitto,

a vedere come giocavano.


I bambini giocavano, mentre io no, io facevo il serio.

 

Ma io piangevo,

loro no.

 

 

Le sette meno un quarto

 

Alle sette meno un quarto, l'UOMO smette di pensare alla vita.


E' un'ora qualunque, è vero, ma basta un'ora qualunque

e io quest'uomo lo penso tutti i giorni.

 

Quest'uomo è DIO!


Io m'immagino quest'uomo come un altro me stesso, di solito più bello, comunque più REALE.

Quest'uomo è DIO, che alle sette meno un quarto smette di pensare alla vita,

e gli succede QUALCOSA, un nervo gli salta, un MONDO gli cade dalle mani

e dopo che ha smesso di pensare alla vita, VIVE.

 
Stabilità
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Scritto da beru   

 

STABILITA'

 

Come un'ospite inattesa e mai desiderata

tu, stabilità, hai forzato le porte di casa mia

e pari a un molosso inguardabile, ti sei piazzata sul mio divano.

 

Sono il “giusto equilibrio” tra i principi della vita,

mi hai detto, sono il miele in cui languono e dormono

le molteplici contraddizioni,

e tra tutte, le due: il nome e il senza nome,

l'origine di tutte le contraddizioni: la CONTRADDIZIONE.

 

Vai fuori di qui, ti ho urlato!

Dolcezza, miele, equilibrio, noia, STABILITA'...

queste cose non m'interessano, voglio la VITA pulsante,

grondante sale e miele insieme, contraddizioni, tutto quanto!

 

Sei uscita, dal divano ti sei alzata e con riserbo mi hai detto:

me ne vado, poichè non mi garba stare in luoghi tormentati.

 

Ma è rimasto il tuo fantasma, pesante a dirsi,

seduto lì sul mio divano

e talvolta la sera mi fermo il braccio,

mentre aspira, in segreto, al tuo abbraccio.

 

beru

 
STANNO INVECCHIANDO
Autori demiurghi
Scritto da beru   

 

STANNO INVECCHIANDO

 

Stanno invecchiando, le dolci e miti creature

che nella primavera della vita mia,

senza nulla da fare e da dire,

senza nulla che mancasse al mio respiro,

vedevo giocare nel limbo dello spirito,

nel giardino incantato delle cose sempre verdi.

 

Anche loro stanno invecchiando,

che sembravano esser fuori dal tempo

e non bruciarsi mai anche camminando sul fuoco

e risplendere solo di luce propria

come si dice di una stella.

 

Se anche di loro, dolcezza senza pari,

massimo impeto di vita pensabile,

grandezza che spegne il fiato di Eolo,

se anche di loro,

la mia vista che è Desiderio

inizia, con tutto l'orrore del caso,

a intravederne le pieghe della carne

la mollezza dello spirito

il tremolio dei corpi

di quelli che un tempo furono solidi e luminosi

varcanti ogni confine,

è perché Altro,

di nascosto e imperscrutabile

di supposto e non guardabile

sarà l'Eterno che muove e fugge.

 
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