Home Autori Demiurghi Il Pendolo e l'Orologio Digitale
Il Pendolo e l'Orologio Digitale
Autori demiurghi
Scritto da jarabe didp   

Al mio pendolo che giace immobile da circa cinque anni…

 

E’ mattina presto, suona la sveglia dell’orologio digitale ipertecnologico sul comodino e trenta secondi dopo quella del vecchio pendolo appeso alla parete.

DIGITALE: “Alla buonora! Pare che abbiamo dormito bene, eh?!”

PENDOLO: “Hai poco da far lo spiritoso, non è colpa mia se mi ha regolato dopo…”

DIGITALE “Non è colpa sua, è che sei imperfetto, ti perdi i secondi per strada. Ammira, piuttosto, la mia precisione. Aspetta che attivo il calendario… Ok, fatto… Sono 2 anni, 3 mesi, 7 giorni, 9 ore e 15 secondi che non sbaglio di un centesimo…”

PENDOLO.: (Scocciato) “Ti avranno fatto ipertecnologico, ma non ti hanno certo dotato di simpatia”

DIGITALE: “gnegnegnegnegne, sei solo invidioso! Guardami, sono molto più bello di te, ho tremila funzioni che tu non ti sogni manco d’avere”

OR AN.: “Posso dirti una cosa soltanto?”

OR DIG.: “Certo, aspetta solo un secondo che faccio partire il cronometro, così misuro la durata delle tue stronzate!”

PENDOLO.: “Non è un caso che dicano tutti che gli orologi di una volta sono i migliori, siamo più solidi e più visibili; ci amano anche per questo.”

DIGITALE: “Certo, certo, come no, aspetta che attivo il termometro così vedo se i tuoi deliri sono dovuti alla febbre!”

PENDOLO.: “Stai dando i numeri!”

DIGITALE: “Probabile, è il mio lavoro. E tu cosa stai dando? Le lancette? Ahahahahaha”

PENDOLO.: “Sei patetico, se solo avessi la possibilità di muovermi verrei lì a resettarti”

DIGITALE: “Guarda mi sto pisciando sotto dalla paura! Aspetta un istante che attivo l’igrometro così ti dico quanto mi sono inumidito eheheheheh”

PENDOLO.: “Ma vaffanbagno!!!”

DIGITALE: “Me lo posso permettere tanto sono subacqueo!”

PENDOLO.: “C’è qualcosa che non sei o non sai fare?!”

DIGITALE: “Forse non so stare appeso a una parete come un deficiente ehehehehe”

PENDOLO.: “Hai poco da ridere, sono maestosamente in alto, tappo!”

DIGITALE: “Occhio a non cadere, non si sa mai coi chiodi. Aspetta che attivo il calcolatore, ché faccio una rapida equazione sulla forza d’urto della tua prossima caduta ehehehehehe”

PENDOLO.: “shhhhh shhhhh sta arrivando lui!”

Il proprietario degli orologi sale su una sedia e carica il pendolo con la chiavetta.

PENDOLO.: “ahhhhhhhh…ahhhhhhhh… che bello! Si ancora! Ahhhhhh… ahhhhh… Ancora! Caricami tutto! Tutto, tutto, fino all’ultimo giro! Wowowowowowow…”

Il proprietario esce di casa e va a lavoro.

DIGITALE: (Preoccupato) “Ma che ti succede? Stai male? Aspetta un istante che attivo il sensore”

PENDOLO.: “No, no, sto divinamente. Sono le emozioni”

DIGITALE: “Emozioni?”

PENDOLO.: “Sì! Qualcosa che tu non avrai e non darai mai!”

DIGITALE: “Scusa, ma non ti seguo”

PENDOLO: “Tu non puoi seguirmi, tu vai avanti, sei d’avanguardia, volgi al futuro. Io, invece, mi muovo a stento in avanti, ma è come se il senso del passato e il gusto della memoria si fossero impossessati del moto oscillatorio del mio pendolo. La gente mi ama perché con me il tempo pare bloccato, immobilizzato, in un’altra dimensione: quella dell’eternità del Gioco”

DIGITALE: (Lo asseconda come se lo ritenesse pazzo) “Certo, certo, come no… Sicuro, amico! Aspetta un secondo che attivo il barometro, così ti dico che tempo farà domani, sempre se tu funzionerai ancora eheheheheheh…”

PENDOLO: “Non ho bisogno di sapere che tempo farà domani. Vivo alla giornata, godendomi senza fretta la mia imperfezione e questo mi è sufficiente per sentirmi u-ma-no”

 
 

Cerca