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Opus incerta sed ars
Bariccole
Scritto da AlbertOzio   

oziocari porcellini laperquisiani, cari laporquellini?

AlbertOZIO ha assistito alla "performance" imbastita venerdi 30 novembre

2007 presso il circolo Arcivizioso o qualcosa del genere.

Si provi a ricordare un tale, vecchiotto e cicciotto e pelato, che continua a mangiare, e bere (purtroppo non si può fumare), durante lo spettacolare spettacolo facendo capolino di quando in quando, per affollamento,  dalla colonna centrale che impedisce la vista dell'opera all'opera: quello ero io.

Ma il lavoro di mandibole e la scarsa visibilità non hanno impedito l'attenzione, anzi!

ricordo una piece da inghiottire tutta insieme come un piatto unico: esce la sega acustica, momento vibrante, vuole un primo piano (almeno non dietro al piano!).

col pilastro in mezzo "spigolo" meglio la musica che c'è e solo a tratti riempie l'aria, mentre perlopiù accompagna: può o deve vestire meglio le pause ed i sospiri poetanti?

i turni di parole versate in microfono e risputate in diffusione con uguale timbro tra riflessione e poesia  e xilofono che gronda musica da lignee mammelle a un passo dalla lignea panza della chitarra, elettrica però per produrre lamenti, sotto la luce vivida sguardi e anime...si l'opus incerta è ars, la percepisco nettamente col salame

E' installazione di oggetto luminoso (ancor più dal buio dietro pilastro) e sonoro e ritmico con ritmo poetico e musico e dentro al recinto corpi consistenti prima e cangianti in voce: manca un canto!?

clown panici davanti al loro pubblico (questa ve la spiego meglio prossimamente)

La percezione di unica espressione ha gasato la semantica poetica insieme alla sonorità: i voli mortali di Virga ricadendo in voce sull'installazione.

la pasta non male

mi occorre una foto sonora del complesso la (ri)vedo volentieri

sa(luti)qui per la

 
 

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