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Il Rinoceronte è l'opera che forse più di ogni altra mi ha messo davanti allo specchio per dirmi: "se veramente hai una forza, usala per salvaguardare te stesso da tutte le stupide e inspiegabili omologazioni". Non ho voglia di raccontare niente della trama di questo libretto teatrale, che è stato più o meno fortunosamente messo in atto per non essere assolutamente capito da quei politici che, all'applauso finale hanno spesso aggiunto: "divertente, surreale, sarcastico!". Vi dico solo una cosa: che l'immagine di questo rinoceronte, Ionesco la vedeva profondamente intorno a se, in un mondo che, piegato dalle miserie fisica e morale, si uniformava e si condannava all'anti-umanità, costretto da una semplice questione numerica: la legge dei più. In buona sostanza, è quello che è sempre avvenuto e che sempre avviene, poiché risponde a una terribile legge della natura: l'interdipendenza e l'imitazione.
Il lato concettuale dell'opera è di matrice banalmente fenomenologica. Facendo un'ipotesi per spiegare la questione , assumiamo che il numero di persone che indossano i pantaloni rossi cresca inspiegabilmente di giorno in giorno fino a raggiungere la quasi totalità dei casi e che i "rossofili" facendo corpo e mente comune tendano ad essere protetti e ad avere fortuna nella vita.
Come si comporteranno gli ultimi frastornati che non vogliono indossare i pantaloni rossi? Se il valore politico sociale dell'opera è tanto banale quanto folgorante (anche ammesso che l'eternità mostri questioni cicliche resta il fatto che il tema dell'omologazione negativa è attuale e dobbiamo comunque porci il perché) il valore letterario è squisitamente unito a quello politico.
Vabbè che io non so porre distinzione tra i due valori, ma anche ammesso che si possa e si debba fare, qui siamo di fronte a un gioiello di surrealismo che, ripeto, nella sua semplicità tocca un nervo che il nostro intelletto pratico fatica a toccare, scatenando una serie di perché che fa immaginare una rivoluzione che è bellissimo concepire quando, nel letto, il sonno sta prendendo il sopravvento. |