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Dire no. E passare al bosco, appropriandosi della propria sostanza individuale. Socrate è uomo singolo. L'uomo singolo è sostanza, disse lo Stagirita.
Entrare nel bosco, mimetizzarsi, nascondersi al potere assoluto (invenzione molto cerebrale, può sembrare).
Ma il potere assoluto, inventato, esiste in questo secolo, nei fatti tecnici e nel muoversi dei corpi. Passare al bosco è essere ribelli.
Troviamoci pure scomodi nell'attimo che precede il tic nervoso: non siamo "noi" quando restiamo in ufficio solo perchè ha senso poter "pensare" alla liberazione. Siamo già morti nella vita, perchè c'è già tutto qui: la trascendenza è provata.
Tre sole figure dotate di sostanza positiva esistono al mondo: sacerdote, lavoratore, ribelle.
Chi cammina sulla terra ma è già morto di qua, e vivo per sempre, è il sacerdote che porta la fiammella. Il sacerdote però, quello vero, non ha religione dogmatica: è solo pensiero con fiammella. Il lavoratore è la persona più buona e rassegnata al mondo. Lui vuole stare bene: ha già in se la sostanza di ciò che può dare la vita. Il ribelle è quello che passa al bosco, che rifiuta la società "messa insieme nell'ottica generalizzata", che ostacola il potere assoluto che gli fiata sul collo. Il ribelle rinuncia ad uniformarsi perchè non ha niente da difendere, se non il suo spirito. Il ribelle non ha paura, ha bisogno di capire la paura per intravedere il superamento dell'opacità che vede nel mondo. Tre figure, tutte rinchiuse dentro ogni uomo. Quale prevale, a seconda dei momenti? Quanto percepiamo, ad ogni istante, l'infinità della retta? Fino a che punto ci sta bene così? Non importa saperlo. Non esisterà rivoluzione collettiva per cambiare le cose. Mai. Il bosco non è solo un'entità materiale
E' un luogo della mente, è il vero prolungamento della materia. Il ribelle ha guardato fino a dove riusciva, ha visto il bosco e ha capito che era suo: fra rovi brillava la libertà che è il semplice infinito. |