Home Cartastraccia, la rubrica libresca "Canone inverso" di di Paolo Maurensig
"Canone inverso" di di Paolo Maurensig
Cartastraccia
Scritto da Chinasky   

Da "Canone inverso" di Paul Mauresig hanno anche tratto un film e lafascetta gialla che avvolge il libro ce lo fa notare come se fosse la migliore pubblicità del mondo.

Non vado a sindacare su una cosa del genere, ma gradirei che gli editori si rendessero conto che questo genere di accessori non fanno che rendere più difficile la vita del lettore che ci tiene a non rovinare ciò che ha acquistato.

Detto questo si può anche iniziare a parlare più specificatamente dell'opera in questione. Il Mauresing ama molto questo genere di storie in cui l'intreccio si carica di mistero e di complicati rimandi nelle prime pagine, per poi sbrogliare la matassa alla fine. Tutto d'un colpo. Giusto per spiazzare il lettore. Io credo che questi siano metodi troppo banali che non sortiscono completamente gli effetti sperati. Mi auguro che l'autore non sia talmente sciocco da credere che bastino castelli, musiche celestiali e personaggi misteriosi per affascinare le nostre menti. Questi sono elementi che vanno giostrati con sapienza. Bisogna essere bravi a costruire scatole cinesi e una storia in cui gli ingranaggi combaciano perfettamente.

E Mauresing non chiarisce nulla così bene e ci lascia con in bocca il sapore salmastro del dubbio. Poca roba. Accompagnata, tra l'altro, da scarse conoscenze della tecnica violinistica (i punti e gli staccati sanno tutti cosa siano, che ci vuoi far credere? Che sono robe da virtuosi?) e della psicanalisi. Che poi sarebbero i due pilastri sui quali si vorrebbe costruire la vicenda. La narrazione procede senza picchi. La costruzione delle frasi è semplice al punto di diventare noiosa. Le descrizioni sono quasi sempre superflue e le disquisizioni sull'immortalità degne di un bambino delle elementari. Da evitare!

 

 
 

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