Home Cartastraccia, la rubrica libresca "Una splendida donna bianca" di Adam Zameenzad
"Una splendida donna bianca" di Adam Zameenzad
Cartastraccia
Scritto da Chinasky   

Una cosa mi piace più di tutte: la genialità che sta nelle storie semplici. In questo genere di affari alla casa editrice Marcos y Marcos sembrano essere dei veri campioni. In tutti questi anni di attività sono sempre stati capaci di lanciare sul mercato cosine deliziose andando a scovare autori semi-sconosciuti in ogni parte del mondo.

Oggi vorrei parlarvi di un certo Adam Zameenzad. Uno scrittore che, se la memoria non mi tradisce, dovrebbere essere nato in India per poi trasferirsi a New York.

E proprio nella Big Apple è ambientato il suo romanzo "Una splendida donna bianca". Una città malata, sessualmente spregiudicata e sempre sull'orlo del precipizio, viene filtrata attraverso gli occhi di un ragazzino di origini indiane che si sposta in America per le vacanze accasandosi presso i suoi squinternati parenti emigranti. Questi ultimi, religiosi e rancorosi, inizieranno Lahya (il nome del protagonista) ad un'avventura a dir poco curiosa.

Bisogna sapere che il ragazzino è il frutto di un'unione tra un indiano nerissimo ed un'americana lattea, bellissima nella sua improbabile figura materna. Il più classico dei complessi edipici porta Lahya a desiderare ardentemente di assomigliare alla madre, contro una natura crudele che l'ha voluto morfologicamente molto più simile al padre. La soluzione al problema, nel mondo incredibile di Zameenzad, è semplice: cercare una vittima da sacrificare alla dea Calì perché faccia avverare il suo sogno.

 

E allora, tra amori impossibili, cugine sul letto di morte e nonni odiosi che gestiscono catene di porno shop, l'undicenne Lahya si aggira per New York al fine di trovare qualcuno adatto ad essere concupito, sgozzato e donato alla dea più cattiva del firmamento.   Naturalmente il finale non va raccontato e comunque spero di aver già abbastanza stuzzicato la vostra curiosità. Se comunque non vi bastasse vi lascio con ancora due chicche: - la copertina (geniale) vede rappresentata una statua della libertà con sei braccia - l'io narrante della storia (ancora più geniale) è la stessa dea Calì!   Assolutamente imperdibile.

 
 

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