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Questa è una rubrica dedicata a chi legge.Qualsiasi cosa, da Charles Bukowsky a Luigi Pirandello, da Robert Musil a Beru Dagivo.Io ho l'onore di esserne un collaboratore e il difetto di avere la qualità dell'atipicità;quindi contrariamente a chi crede che le recensioni debbano riguardare ciò che di nuovo ed originale esiste nel mondo dei libri,il criterio da me adottato è totalmente illogico,a volte sensato,a volte indisponente.
Ovvero: parlo del primo libro che mi viene in mente, fosse anche datato di mille anni. Oggi c'è "Seta" di Baricco. C'è "Seta" per una sorta di sfida critica tra il sottoscritto ed il direttore che ha reputato quest'opera: leggera. Vero,se non fosse che Seta è un libro leggero per quello che dice, ma estremamente pesante per ciò che invece non dice, e visto e considerato che ciò che è alla luce del sole non necessita di grandi approfondimenti, parlerò più dettagliatamente dell'altra faccia del medaglione. Faccia A: alla luce del Sole. Harvè Jancour è un francese che vive in una piccola cittadina nel sud della Francia, è sposato con Helene, una bella donna dal seno adolescenziale che ha tutta l'aria di amare follemente il marito.
Harvè Jancour compra e vende bachi da seta, e lo fa inizialmente per sopravvivere. L'attività rende ed egli rischia di diventar ricco sul serio.Quando però arriva l'epidemia che colpisce le uova di baco in tutta Europa egli è costretto, per trovare delle uova sane, a lunghi e ripetuti viaggi in Giappone. Da questi viaggi, Harvè Jancour, torna arricchito da bachi sani ma soprattutto torna arricchito di uno sguardo, misterioso, sconvolgente.Uno sguardo di una ragazza dal taglio non orientale e dall'aria da ragazzina.
Faccia B:quello che non si dice ciò che in Seta non viene detto è quell'insieme di emozioni,sentimenti,dolori che caratterizzano la vita di Harvè come quella di qualsiasi altra persona;concetti inesprimibili attraverso il semplice uso delle parole,concetti che possono essere solamente vissuti, e osservati a distanza, come se si stesse assistendo ad una rappresentazione teatrale, ritenendo eccessivamente ambizioso cercare di esternare tali contenuti emotivi. Questo è quello che capita ad Harvè, che per il resto vive una vita comunissima, o invece no: particolarissima.Ma la sostanza non cambia, siamo sempre lì. Sempre lì perchè al di là di ciò che caratterizza la nostra vita le uniche cose da dire veramente sarebbero proprio quelle che non riusciamo a dire talmente sono dense di contenuto; e allora vale certo la pena di provarci con una serie di metafore, che formano guarda caso le pagine di " Seta ",scritto da A.Baricco,nato a Torino, nel 1958.
Ma, forse, ho completamente sbagliato recensione ed aveva ragione il direttore. In questo caso è meglio leggersi quella scritta da Pietro Citati. Piu affidabile. Ma io ci riproverò. |