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Cogito Ergo Ruhm
Altro che San Valentino, io festeggio San Marone
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da SynthWriter   

di SynthWriter (synthwriter.wordpress.it)

abbasso San ValentinoPregherò per te, che hai San Marone nel cuor e se tu lo vorrai crederai. Io lo so perché tu la fede non hai, ma se tu lo vorrai crederai. [Rivisitazione della rivisitazione di Stand by me]

Oggi è San Valentino, la cosiddetta ‘festa degli innamorati’, l’ineluttabile giorno in cui i morosi si scagliano addosso un dono poco azzeccato come pegno d’ammmore. Non tutti certamente, io per esempio mi astengo (e non solo per tirchieria!). Passino le feste della mamma, della donna, del papà, dei nonni, della marmotta (grande Bill Murray!), ma San Valentino no! Per me ha sempre rappresentato una mera case-history delle insane potenzialità dell’I-love -you-marketing, quella sotto-sotto-disciplina economica volta a trasformare un sentimento astratto, e dunque non quantificabile, in miliardi di cuori sfregiati dal codice a barre. Fake plastic love!, verrebbe da dire, citando i Radiohead.

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La “medicina amara” del dottor Monti
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da Lucio Garofalo   

Prime impressioni a caldo circa le “medicine amare” prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua “equipe medica”. Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l’andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l’Italia. Di conseguenza, servirà un’altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni. Prima o poi esploderà una reazione popolare, come minimo qualche rivolta sociale di massa. Né serviranno i blandi sedativi morali somministrati dal governo in carica, come il goffo tentativo, o più semplicemente l’annuncio propagandistico di abolire, o quanto meno ridurre, le franchigie concesse alle varie caste privilegiate, in primis le immunità e i favori riservati alla “casta” dei politici.

Ho assistito in diretta al pianto di commozione della ministra del Welfare durante la conferenza stampa di ieri sera e mi è balzata in mente una riflessione “maligna” (sono scettico e diffidente, perciò le interpreto sospettosamente come lacrime di coccodrillo). Monti e i suoi ministri rappresentano ipocritamente il volto “umano” ed “elegante” di un modello di organizzazione dei rapporti politici, materiali e sociali, di fatto fallimentare. Il governo Monti è il “curatore fallimentare” di un assetto iniquo ed irrazionale, arido e disumano, in grado di generare solo debito, crisi, guerra, miseria e sottosviluppo. Un sistema ingordo e famelico, che stenta a funzionare e giace ormai in condizioni di lenta agonia, alla stregua di un malato terminale a cui non si stacca la spina e sopravvive a malapena in funzione vegetativa grazie a continue trasfusioni di sangue o a trattamenti intensivi che si traducono in semplici cure palliative. O come chi è sprofondato in uno stato di coma irreversibile e riceve forzatamente una sorta di accanimento terapeutico.

Il capitalismo è (appunto) una compagine moribonda, che si regge a fatica su un meccanismo di potere cinico e sprezzante, quanto abulico e autoreferenziale, che non ha più alcun fondamento di legittimità democratica e si avvita inesorabilmente su se stesso, varando politiche spregiudicate di emergenza permanente al fine di imporre e innescare una spirale infinita di manovre economiche estorsive a danno soprattutto delle classi lavoratrici e popolari. E’ facile prevedere che non possa durare troppo a lungo.

 
Il peso del riformismo è enorme
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da beru   

 

Anche se la data fatidica del crollo definitivo, nelle coscienze, così come nella pratica quotidiana, dell'ideale comunista viene fatta coincidere, almeno per ciò che riguarda l'Europa e l'Italia, con il crollo del Muro di Berlino, è facile supporre che esso sia in realtà di molto antecedente. Infatti, in seno all'ideale comunista, si muoveva da tempo lo spettro di un pensiero coniugante, pacificatore, il cui maestro è Bernstein: parliamo del riformismo.

Siamo forse adesso al palesarsi delle potenzialità del pensiero riformista: una stampella di salvataggio dell'imperialismo e del mondo degli affari. Lo spettro del riformismo è stato in grado, anche, di distruggere (eccetto le latenti potenzialità antagoniste) per intero la fiducia verso il comunismo, non come modello di vita (perchè la vita va oltre il comunismo o il capitalismo, cioè va oltre la sfera economica) ma come modello economico.

Credo sia ormai sotto gli occhi di tutti la natura profondamente morbosa ed autoritaria dei rapporti sociali vigenti. Una enorme responsabilità in tutto ciò, l'hanno non tanto il capitalismo in sé, o il comunismo in sé, ma l'ha proprio l'aver dato fiducia al riformismo come modalità di mettere insieme gli ideali degli uni e degli altri. La conseguenza è che siccome il principio di un potere non è divisibile, esso appartiene in toto ai capitalisti, di cui i riformisti sono una parte. Quando la gente si sveglierà da questa illusione e comprenderà le motivazioni per cui è necessario schierarsi contro questo tentativo d'impossessarsi, fino all'ultimo pulsante nervo vitale, delle vite individuali, comprenderà le ragioni per cui forse, tolti tutti gli altri problemi della vita che non hanno relazione con l'economia, è conveniente lavorare e lottare per un modello che sia comunista.

E' giusto che io adesso mi attiri le critiche di coloro che non accettano che il mondo politico ed economico non abbia altre alternative che non siano il capitalismo o il comunismo. Ma io a tali critiche risponderei che se è possibile una via transitiva, vitale e dinamica dell'esistente, questa debba avvenire dando fiducia a un ideale sociale di senso compiuto. Dunque sarà, secondo me, lo stesso comunismo che ci libererà sia dal capitalismo che dal comunismo.

Un'altra considerazione aggiuntiva è che il comunismo, come forma storica, si sia già giocata le sue carte, collassando. Io risponderei che l'ideale comunista non ha tempi e luoghi definitivi. Essendo un processo mentale e collettivo, è sempre vivo, e mai uguale.

I paurosi della direzione da intraprendere sono i riformisti, che rimangono ancorati al potere esistente, ne subiscono il fascino e l'inganno, e rappresentano perciò la stessa ideologia.

Cosa ci può dare uno scatto rispetto a ciò?

Non certo la disillusione verso ogni forma di ideologia e di aggregazione sociale, come avviene per le filosofie anarco-individualiste. E' semplice capire perchè. Chiamarsi fuori dal senso collettivo della storia e dell'esistenza, vuol dire comunque subirne (o goderne) le conseguenze. L'anarco-individualista non ha un senso collettivo dell'azione, se non misurandolo col suo “tornaconto” privato. Ma intendendola così diviene anche assurdo criticare poi l'ordine sociale esistente, perchè non dovrebbe e non potrebbe esistere un qualsiasi ordine sociale adatto all'anarco individualista, mancando in lui qualsiasi legame organizzativo e compiuto che possa relazionarsi a un concetto di ordine sociale.

Non può esistere poi una società di anarchici individualisti, poiché tale società non saprebbe di essere tale. Insomma l'anarco-individualista, in politica, è destinato o a subire le azioni di coloro che si organizzano, o a stare zitto.

Perciò prediligo l'anarchia associativa, o collettiva, e questa, in campo economico, con i concetti oggi disponibili,dobbiamo ancora chiamarla azione neo-comunista o comunitaria, che dir si voglia, per poi probabilmente liberarcene ed andare oltre.

Beru

 

Beru

 
Bologna, 2 Agosto 1980
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da Roberto Pistagna   

Quella mattina io ero seduto sul sedile posteriore dell'Alfa 2000 di papà con mia sorella. Direzione Gargano. La spensieratezza di un bambino di 7 anni era tale che il grande ingorgo dell'esodo estivo che ci vedeva bloccati nell'innesto dell'A1 sull'A14, per mutuare Onda Verde, era nulla rispetto alla prospettiva di un mese di mare, giochi e divertimento.

Papà e mamma erano oramai rassegnati: la forca caudina bolognese era inevitabile e i leitmotiv prima della partenza era sempre il solito, "...chissà che coda ci sarà a Bologna...".

Quella mattina però era diverso nell'aria si respirava qualcosa di anomalo, c'era tensione. C'erano gli AB205 della Polizia che volavano radenti sulle auto incolonnate, c'erano le Alfetta 1.8 della Polizia che sfrecciavano sulla corsia di emergenza, c'erano i FIAT238 con la livrea della Croce Rossa: un'incidente? Forse. Ma c'era tensione nell'aria.

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La questione Libia
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da Dino Mammola   

Premetto che per l'ennesima volta i cosiddetti paesi occidentali si stanno per lanciare nell'ennesima coglionata e vi chiedo di condividere alcune considerazioni.

Alla mia età ne ho viste di cotte e di crude (la DC, il Psi, mani pulite, la Lega. il berlusconismo, la frana PD) per cui adesso schematizzo anche

perché non voglio essere troppo tedioso. La Dc ebbe un atteggiamento ambivalente: da un lato si strusciava con gli Usa e gli ebrei filo israeliani, dall'altro intesseva relazioni privilegiate con i paesi arabi ed i loro movimenti estremisti (principalmente Olp e Arafat). Avete notato che nessun serio attentato di matrice islamica è mai avvenuto in Italia? Ma va'? Chissà perché? Di conseguenza i Dc erano stronzi, mafiosi e intelligenti, rubavano e intrallazzavano ma sapevano dove fermarsi (mungi la vacca ma falla star bene, altrimenti muore e non la mungi più). Ed inoltre avevano come contraltare un Pc di gente con i coglioni turgidi.

Poi sono arrivati i Socialisti,che hanno esagerato, e Mani pulite, sacrosanta ma che come sotto prodotto ha dato origine ad una classe politica di imbecilli, a destra come a sinistra (tranne Bossi, un genio del male che ha sempre ragione ed aumenta sempre i suoi voti).

E poi è crollata l'URSS dando via libera agli USA. E noi dietro come cani servili e pulciosi (destra o sinistra stessa storia dalla Jugoslavia all'Iraq e prossimamente alla Libia). Il concetto dell'intervento umanitario: un monstrum, la prima regola della comunità internazionale dovrebbe essere: “Mai interferire negli affari interni di uno stato sovrano”. (La spiegazione di questa mia affermazione è data dalla massima: “La via dell'Inferno è lastricata di buone intenzioni”).

Ci sarebbe da scrivere volumi a riguardo e ve li risparmio (Jugoslavia, l'unico stato comunista ricco e libero immolato per le buone intenzioni della coscienza occidentale, Afganisthan come impegolarsi in una guerra persa in partenza, Iraq abbattiamo l'unico governo laico e non integralista dei paesi islamici). Che poi fanno tanto i buonisti: ma se un paese è un po' grande e potente, tipo Cina o India o Russia o Brasile, non lo si tocca manco di striscio.

Comunque veniamo alla Libia. Per una volta tanto gli Italiani l'avevano messa in quel posto a tutti: i servizi segreti italiani dicevano giustamente: attenti non è come in Tunisia o Egitto, il popolo non c'entra un tubo, è una lotta tra clan rivali per la spartizione del bottino e quello di Gheddafi è il clan più forte e vincerà. Manco per le palle: il Berlusca si fa convincere a scaricare Gheddafi, quando poteva essere il suo unico alleato e beccarsi tutti i vantaggi. Angela Merkel, e qui si vede la superiorità di essere cresciuti in un sano vetero-regime comunista, boccia l'intervento armato della Nato e per di più rilancia una politica di denuclearizzazione e passaggio a fonti alternative riproponendosi come gran figa sotto molti punti di vista.

Vabbé, mi sono stufato, le altre considerazioni traetevele da voi (pensierino della sera: ma non è che Obama, alla faccia di tutti gli intellettuali pseudo-sinistrorsi è il peggior presidente Usa degli ultimi centocinquantanni?).

saluti

 
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