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Jarabe sull'America
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da jarabe didp   

da Miky che risponde a Chinasky: ''Credo davvero,superata l' incredulità dopo aver letto la tua riflessione(?), che questa come consimili riflessioni siano frutto di menti distorte. Essere critici severissimi della politica estera e sociale degli U.S.A va benissimo ed io sono il primo ad esserlo;sostenere che le parole libertà e democrazia affiancate agli U.S.A fanno trasalire,beh questa è pura ignoranza e nient' altro voglio sperare.Che tu lo voglia o no,pur con tutti i difetti e le anomalie che vuoi,stai comunque parlando della più GRANDE DEMOCRAZIA del pianeta.Gli Stati Uniti sono stati tante volte vicini all' Europa nei momenti bui della sua storia(chi pensi che abbia combattuto il nazismo:nostradamus?),e ora non ci sono ne se, ne ma,è nostro dovere aiutare il popolo americano in questo loro momento tragico,essergli vicini.Trovo incomprensibile reazioni come la tua e insultanti nei confronti e delle vittime e dell' intelligenza in sé.

Non ci sono due blocchi antidemocratici che si fronteggiano, c'è una lotta di tutta l'UMANITà contro una minoranza di persone che vogliono negare validità a valori come LIBERTà e DEMOCRAZIA.Il fine del terrorismo non è la distruzione del nemico,ma l' imposizione di una griglia di valori semplicemente diversi,che poi sono autoritarismo e controllo totale delle vite umane,azzeramento dell' individuo ecc ecc;questo sia che la matrice del terrorismo sia islamica sia che sia occidentale.Conta sino a 20000 e più prima di vomitare altre insensate parole. ''

JARABE: Comincio sempre più a credere che l'imperialismo culturale americano abbia da tempo mietuto le sue vittime e ci sia una foltissima schiera di persone culturalmente condizionate che non riescano a guardare oltre i fatti che accadono e cosa ancora più grave abbiano un'eccessiva sicurezza nel dividere il bene dal male, il mostro infernale dal supereroe, in questi casi si è spesso passive vittime d'allucinazioni condotte... Da queste persone così certe, così convinte, ho sempre tentato di tenermi alla larga, mi accorgo che non è possibile e bisogna conviverci, sono giorni che taccio, i discorsi da Bar non m'interessano...

Al contrario di molti vivo la tragedia di NYC con un certo distacco (nel senso che non mi sento colpito individualmente meno di quanto non lo ero stato per altre vite strappate in modi egualmente brutali, addirittura più sopraffini nella loro brutalità, a parti rovesciate), e non mi sento partecipe di un' incosciente assunzione di valori assoluti(roba da telefilm americani,penetranti come messaggi subliminari, gesti condotti che portano a balzare in piedi e con la mano sul cuore alle prime note dell'inno a stelle e strisce), mi considero capace di capire motivazioni e situazioni che solo un distacco e una sensibilità di questo tipo mi consentono di utilizzare, per questo mi sento particolarmente libero e fortunato, evito le autolimitazioni e le finte sicurezze, non ne ho bisogno... Non ho bisogno di padri difensori o amici del bene anche perchè non ne vedo in giro e la mia testa ha ottimi meccanismi di difesa nel continuo negoziare con l'esterno...

Inoltre mi limito a sottolineare una contraddizione di una società come la nostra in cui per teoria e frasi fatte: ''LA VITA UMANA HA LO STESSO VALORE, E' UN DELITTO ANNIENTARE DI PER Sè'' e poi in termini pratici la si discrimina, ci sono i morti buoni e i morti cattivi, ci sono i morti colpevoli e i morti innocenti, morti di Serie A e morti di Serie B, i morti americani e i morti musulmani... e mi domando come possano passare inosservati i danni e le vittime delle guerre americane in medio-oriente, per lo più civili (le scuole e gli ospedali di Bagdad non possono essere considerati obbiettivi militari!) e i soprusi spesso legittimati da un finto organismo 'democratico' internazionale(evidentemente subordinato) avvenuti anche solo negli ultimi anni e decenni... Ritengo giusto che in una situazione come questa gli occhi vengano aperti in varie direzioni per cercare la maggiore obiettività possibile, senza scartare riflessioni ed osservazioni che non ci vengono proposte su un tracciato ideologico per così dire istituzionale... E' davvero il momento di conquistarsela in mezzo a mille insidie la propria libertà!

Alla faccia della democrazia e la libertà di cui dici di far parte, Miky!

Nelle tue parole vedo monolitiche chiusure cognitive... Ed ho quasi un contrastante senso di felicità nel sentirmi anni luce lontano dalla tue parole e di tristezza nel sentirle così vicine ai miei timpani...

Ora taccio, mi ritiro nel mio catartico silenzio...

 
 

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