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Manifesto politico surreale per la res cogitans e la ghiandola pineale
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da beru   

Se davvero avessimo appreso la quintessenza del pensiero di colui che riteniamo essere, insieme a  Francesco Bacone, Galilei (e allo sperimentalista medievale Raimondo Lullo) il principale progenitore del pensiero scientifico moderno, e cioè Cartesio, non dovremmo ora credere di trovarci al punto di conoscere così tanto la res extensa e così poco la res cogitans. Parliamo di Cartesio come padre del pensiero moderno, ma in fondo abbiamo capito solo parzialmente la sua "rivoluzione" se ne abbiamo derivato che solo della res extensa si possa avere adeguata conoscenza. Il fraintendimento è così grave che trattiamo la res cogitans con gli strumenti della res extensa e dimentichiamo che Cartesio ha posto a fondamento di tutta la conoscenza l'intuizione e sulla base di questa ha preteso dimostrare l'esistenza di Dio come causa sia della res cogitans che di quella extensa. Ora, forse che si vuole dire che l'intuizione è una cosa materiale?

Abbiamo dunque creduto di seguire la strada di Cartesio ma in realtà siamo precipitati in una metafisica mozzata che vede la res cogitans assunta come materia.

Nella scienza di oggi infatti la res cogitans è ritenuta essere il cervello visto come elemento topografico e cioè spaziale. Quelli che noi "occidentali" riteniamo essere i principali disturbi riguardo la salute sono oggi situabili nel cervello, come sintesi di psiche ed emozione. Abbiamo un cervello pieno di problemi e abbiamo una produzione farmacologica adeguata al modo d'intendere la res cogitans. Se nel cervello si verifica quello che noi chiamiamo uno squilibrio, la medicina tratta il pensiero come materia e opera un'analisi spaziale del cervello, rimescolando i liquidi e le materie al suo interno. Tutti i farmaci psicotropi fanno questo.

Correggono lo squilibrio e portano l'individuo laddove deve stare: nella sedazione.

L'origine del disturbo però non può essere nei liquidi e nella materia della res extensa, se ancora vogliamo dichiararci figli di Cartesio. Egli stesso infatti ammise come "luogo" della compenetrazione tra pensiero e materia la cosiddetta ghiandola pineale, situata nel centro del cervello. Questa ghiandola però non è un solo luogo materiale, ma è una sintesi perfetta tra le due estensioni. Non è possibile una cura materialistica della ghiandola pineale, una cura che si basi sul rimescolamento dei liquidi e delle materie, come fanno i farmaci chiamati benzodiazepine, o i vari inibitori cerebrali, perché il cervello non è sola res extensa. Attualizzando il pensiero di Cartesio, oggi sappiamo che l'intero encefalo è il luogo di sintesi per eccellenza tra psiche e pathos. Se davvero vogliamo dunque dichiararci moderni nel senso di Cartesio dobbiamo anche ricordarci che egli ha parlato della res cogitans come luogo della verità indagatrice e di res extensa come luogo della verità indagata. Da ciò ne deduco che i cosiddetti problemi psicologici ed emotivi che affliggono la nostra società siano motivati in misura maggiore dalla scarsa attività del pensiero puro considerato come essenza, piuttosto che dallo squilibrio liquido-materico del cervello esteso. E' un illusione conoscitiva della scienza "capitalistica" (e cioè interessata e miope insieme) il credere che un disturbo sia "causato" da uno squilibrio materico (che resta pur sempre ancora da indagare nei suoi motivi) piuttosto che credere, più ragionevolmente, che lo squilibrio materico sia lui stesso "causato" da un qualcosa che a livello di essenza si trova nella res cogitans, cioè nel pensiero puro.

L'azione emotiva e le attività del pensiero sono scarse, perchè in generale il pensiero "capitalista" è scarso. Come esempio semiotico, rilevo che il termine paranoia ottant'anni fa non esisteva (almeno per ciò che risulta a me), oggi invece è l'esatto emblema, è la sintesi carnificata, è la radiazione di fondo del nostro essere sociale e allo stesso tempo la grafia concettuale dello stato in cui versa la nostra ghiandola pineale.

 

L'uomo e la donna dovrebbero recuperare in modo istantaneo lo iato che ci separa dalla magnifica potenza della res cogitans!

 

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