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Altro che San Valentino, io festeggio San Marone
Cogito Ergo Ruhm
Scritto da SynthWriter   

di SynthWriter (synthwriter.wordpress.it)

abbasso San ValentinoPregherò per te, che hai San Marone nel cuor e se tu lo vorrai crederai. Io lo so perché tu la fede non hai, ma se tu lo vorrai crederai. [Rivisitazione della rivisitazione di Stand by me]

Oggi è San Valentino, la cosiddetta ‘festa degli innamorati’, l’ineluttabile giorno in cui i morosi si scagliano addosso un dono poco azzeccato come pegno d’ammmore. Non tutti certamente, io per esempio mi astengo (e non solo per tirchieria!). Passino le feste della mamma, della donna, del papà, dei nonni, della marmotta (grande Bill Murray!), ma San Valentino no! Per me ha sempre rappresentato una mera case-history delle insane potenzialità dell’I-love -you-marketing, quella sotto-sotto-disciplina economica volta a trasformare un sentimento astratto, e dunque non quantificabile, in miliardi di cuori sfregiati dal codice a barre. Fake plastic love!, verrebbe da dire, citando i Radiohead.


Leggendo, qualcuno storcerà il naso e sbufferà “Ecco, il solito musone alternativo…”. In realtà, non è proprio così; in me alberga da trentacinque anni un cupido armato di artiglieria pesante che ha sempre e comunque celebrato l’amore, anche a rischio di non superare i metal-detector della vita. Con il passare degli anni, però, trovo la festa del 14 febbraio sempre più scevra di ogni significato, svuotata dalla crescente anemia spirituale della nostra epoca.

 

Essendo un inguaribile romantico che disprezza San Valentino, sono quindi dovuto scendere a compromesso: festeggerò sì il 14 febbraio, ma in modo poco ortodosso… Convertendomi per ventiquattro ore alla religione ortodossa (non scusate il gioco di parole).
Secondo il calendario di questa confessione, infatti, il 14 febbraio cade San Marone (lo so, non è bello infilare un ‘San’ tra le parole ‘cade’ e ‘marone’, ma tant’è…). Estrapolo live da Wikipedia: San Marone fu un sacerdote siriano, conosciuto per le guarigioni ed i miracoli, che condusse la vita ascetica dell'eremita su una montagna del Tauro. Un asceta eremita è un ottimo contraltare al materialismo ‘sanvalentiniano’, non trovate? Viva viva San Marone allora! Per celebrarlo, mi rifugerò tutto il giorno nel rito della preghiera ringraziando il padre eterno (beato lui) per il sentimento infinito (beato me) che provo per la mia compagna… Sì, lei, l’unica e ineguagliabile… quella che, quando riceverà i miei auguri “Amore, buon San Marone!”, mi centrerà un ‘marone’ con il tacco a spillo.

 

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