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Delirica Poetica
Dario di un mammo #1
Autori Laperquisiani
Scritto da SynthWriter   

L’ossessione delle somiglianze

di SynthWriter (synthwriter.wordpress.com)

“È una catena (genetica) ormai che scioglie il sangue dinte vene sai”

miafiglia

Tra le tante futili disquisizioni intavolate da familiari e amici di due neogenitori, ci sono senza dubbio quelle relative alle somiglianze. Prima di addentrarci nella comprensione del fenomeno 'la creatura assomiglia sempre a qualcuno’, preferisco mimetizzare l'identità di chi verrà chiamato in causa per preservare l'incolumità di chi scrive. Inoltre, tanto per condire il racconto con un po' di simpatia pseudopartenopea, ‘meridionalizzeró’ nomi e cognomi.

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Haru no uta (reprise) - Tsurumi Ryoukuchi Koen / Strauss
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Oggi nel parco vicino a casa sono andato nuovamente a trovare Strauss. Al parco

arrivo in bici e poi proseguo a piedi. Tra fiori e alberi bellissimi osservo, di

tanto in tanto, scorci d'acqua, laghetti, cosplay intenti al trucco e cosplay

intenti a cosplayare. Cosplay come il gruppo di donne ninjia che si riunisce vicino

al giardino giapponese. Queste ragazze non fanno niente di particolare, a parte

riunirsi vestite da ninjia, con colori differenti, salire sugli alberi e

fotografarsi.

Ma anche oggi, dicevo, sono andato a trovare Strauss; ovviamente nell'area dedicata

all'Austria. Questo parco è stato costruito nel 1990 in occasione di un expo

floreale internazionale. Ci sono aree dedicate a vari paesi, Italia compresa. L'area

italiana però è tra le meno evocative. L'area austriaca invece ti porta indietro nel

tempo, ai primi del '900, al fervore malinconico della Secessione Viennese. Ti

accoglie un giardinetto ovale, decadente e mal messo, che ti accompagna alla

fontana di Strauss. Una fontana ormai spenta da tempo, puzzolente di acqua stagna e

sporca da sembrare credibile, come una vera fontana dei primi del '900.

Circondato da figure biancheggianti di gusto liberty (i capelli e il panneggio delle

figure a formare diverse onde decorative) ecco apparire lui, Strauss. Di metallo, a

differenza del cemento delle altre sculture. Si sta scrostando, suona il violino -

gli manca l'asticella - e guarda lontano. Magari in direzione della sua Austria,

chissà... mi piace pensare che sia così.

Ecco, mi piace stare qui, solo, in compagnia di Johann. Non nascondo di averci anche

scambiato qualche parola, anche se solo mentalmente. Ed è stato come quando ci si

rivolge a dio. In passato, da bambino, mi è capitato spesso di rivolgermi a dio. E

ancora oggi, talvolta. Non il dio cattolico, ma neanche il dio di qualche altra

religione. Un dio, ipotetico. Come quando ci si rivolge a qualche parente che non

c'è più. Come quando mi rivolgo ai miei nonni e mentalmente ci comunico.

Ovviamente, come succede anche con Strauss, sono monologhi più che vere e proprie

conversazioni.

Ecco che quindi Johann diventa un po' il mio dio personale. Cos'altro è un dio, in

fondo, se non un personaggio ipotetico, rappresentato in forma artistica, che non

risponde mai quando gli parli?

Oggi però Stauss ha già un altro discepolo al mio arrivo. Mi scopro un po'

indispettito... Era il mio spazio privato, questo, in solitaria. Dividerlo con altri

non mi garba di certo e, soprattutto, non mi serve_

 
Poverino
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

Non aprirti, “grande” essere.

Soffoca, appena nasce, l'urlo di bisogno,

annienta, appena puoi, la voglia di dirlo.

Dai.

 

In te stesso, implodi di ciò che hai dentro

stai zitto, non aprirti a nessuno,

orgoglioso dei tuoi dolori,

affoga d'angoscia,

sparisci.

 
Due intermezzi
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

1. Avendo toccato l'alto e il basso delle corde emotive,

della poesia mi è rimasto un cumulo di cenere,

e ora, che provo a tirare le sintesi di un qualcosa

mi vedo come un oracolo che aspetta di essere toccato.

 

 

2. Va sempre bene la poesia,

se rivedi, fulminea, un'immagine di vita che fu tua

mentre sei chiuso nel tuo giaciglio dormiente,

tra un pigiama riverso e un orribile mostro sulla parete

tra l'odore spento del tuo seme e della tua urina:

 

eri lì che ti stavi lasciando morire, nel mezzo di ciò che avveniva,

simulavi la tua vitalità come una cartolina da mostrare agli altri

ma ti stavi lasciando andare come un triste cane,

eri già in frantumi

e la tua parte molle riversava le sue sacre lacrime,

eppure ti sentivi, in mezzo agli altri, felice.

 

Lo eri?

 

Afferri ora, mentre comprendi che stai davvero morendo,

l'amore impossibile, la poesia di sempre, l'indecisione del sapere?

 

beru

 

 
I Giusti
Autori demiurghi
Scritto da Jorge Luis Borges   

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che premedita un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

 
Claudio è partito?
Autori Laperquisiani
Scritto da Zenone   

Mi concentravo per aver lo stimolo spontaneo della defecazione,

quando seppi che Claudio era partito.

Mi rattristai del fatto che non ci riuscii più

Ma, in maggior misura, della notizia che Claudio era partito.

Provai a chiamarlo, ma invano il telefono cinguettava goffo.

Claudio, Claudio, pensai…  quanto dureranno i tuoi fremiti?

Tentai di convincerlo a non partire con alcuni messaggi cretini,

ma mi accorsi che la fredda tecnologia era spenta o irraggiungibile.

Claudio era partito.

Ripercorrendo brevemente le poche ore passate insieme,

inquieto mi accorsi che qualcosa dal profondo era partito.

Tirai l’acqua e lo salutai.

 
Claudio è tornato?
Autori Laperquisiani
Scritto da Zenone   

Il piatto fumava all’aperto ventilando odori mediterranei,

Claudio è tornato! Diceva una voce.

La sedia gracidava dondolando le gambe incrociate,

Ehi, ma Claudio è tornato! Diceva una voce.

Inverecondo il vento sollevava i residui dal posacenere

Mentre alcuni sentivano dire che Claudio era arrivato.

L’ombra dei ricordi cominciava a sbiadire facendomi vedere meglio i contorni dell’immagine proiettata.

Ma un cruccio rimase impresso indelebilmente nella mia mente:

chi diavolo è Claudio?

 

Giuseppe Mazzini,

08/08/11 - Ristorante Il picchio Corso Lione, 40 – Torino

Tavolo singolo vicino ad un gruppo di sei persone

 
Stella di riferimento quando ci si trova nei pressi di un Buco Nero (remix)
Autori Laperquisiani
Scritto da beru   

1. Cercai di donarti, nottetempo e poco fa, la formula di quella frase esatta,

valida per l'eternità e per la sua spiegazione, così, tanto per stupirti.

O meglio, amore, per vedere ancor più i tuoi occhi brillare

persino oltre quel fuoco che tu mi doni,

sostenendomi nel sentiero più bello che esista.

Cercai, lungamente e ancor'oggi,

di mostrarti le profondità del mio sentimento

senza voler precipitare nelle paure che, insieme,

ci conducono a ciò che è il sentimento,

questa materia morbida, oscura, oscillante.

Mi rendo ora conto, amore, di aver fallito, ma di voler continuare a

fallire, vivendo così.

Provo a vivere in questo sogno fatto di frasi che per un attimo fermano le cose,

prima che il mondo frani via

e risorga un secondo più in là, nuovamente sconosciuto.

 

 

2. M'appare, nel chiudere gli occhi,

e nel pensare il passato,

la tua forma d'un attimo

il tuo esser soave e luce incantevole

e chiedo, checchè ne capisca,

di mantener per sempre

quel poderoso battito cardiaco

che mi lega alla grandezza che sei.

 
Senza Titolo
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

creo il tuo dolore, giorno dopo giorno

lo somministro con dosi a piacimento

osservo dibatterti contro ciò che sono

e ti guardo muto.

 

rimango sospeso insensibile

come se tu non fossi tu

come se io non fossi ciò che ero

come se non fosse stato niente.

 

rimango muto e guardo come in un documentario

scruto i movimenti e le reazioni

come si osserva una preda che scalpita

freddo come la natura sa essere.

 

non sono normale e la normalità non appare

può finire davvero e si può morire così

come se tu non fossi tu

come se io non fossi mai stato nulla_

 
Bicicletta
Autori Laperquisiani
Scritto da cla   

Un bambino impara ad andare in bicicletta.

Io lo guardo da casa, dietro la finestra, dall'alto.

Chissà se sa che questo momento non lo dimenticherà.

Io ricordo il mio momento, il momento esatto in cui imparai.

Con chi ero, dove e quando. Lontano nel tempo e nello spazio.

La mano che si staccò dal mio sellino. Le mie gambe, finalmente sole, ad andare in un moto continuo.

Quella mano vorrei dimenticare, ma non si può fare.

Perché ogni bambino ricorda il momento.

Il momento in cui senza rotelle, senza mani di sostegno e senza interferenze, le nostre sole gambe hanno saputo portarci più lontano.

Non potrò dimenticare quella mano, né il momento in cui si staccò, né la persona che mi guidò.

Ora questo bambino vive il suo momento e io lo guardo da lontano.

Chissà se sa che non dimenticherà mai questo giorno. Chissà se sa che oggi resterà sempre tra i suoi ricordi. Chissà se vorrà, un giorno, mai dimenticare.

Quando ogni volta che andrà in bicicletta questo momento riaffiorerà... chissà se come me vorrà dimenticare_

 
 

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