[Cani e Bidoni]
Il Venerdi di via Tiziano
Scritto da Chinasky   

Un vero e proprio marasma di parole ha accompagnato il non-incontro tra il nostro valoroso Presidente del Consiglio e l'omologo tedesco in quel di Verona. È curioso che in una situazione simile nessuno sia ricorso, in sede di critica, alla parola 'dovere'. Ci ritroviamo, di fatto, con un potere che misconosce il significato della propria funzione, a favore di un bieco utilitarismo fatto solo di diritti. L'altra faccia, quella dell'impegno proclamato a mezzo giuramento, viene sfruttata solo ed esclusivamente nei discorsi populistici o per giustificare intenzioni altrimenti dissennate. Aggiungasi a questa terribile aberrazione politica il fatto che l'opinione pubblica, un tempo espressa unicamente attraverso il metodo della voto, è ora il prolungamento naturale dell'attività sondaggistica.

Un passaggio, dunque, da un metodo (e in quanto tale oggettivo, rigoroso e, di conseguenza, sovrano) all'arzigogolo (soggettivo, passibile di interpretazione e, di conseguenza, impreciso e manipolabile). Tutto fa. E, attraverso una breve indagine condotta dal sottoscritto (ho parlato con mio cugino e 4 putribondi figuri vagolanti pel strada), quell'appuntamento mancato di Berlusconi passa addirittura per un gesto se non onesto, almeno 'accettabile'. In realtà trattasi della punta di un iceberg enorme, avallabile allorquando lo si estrae da qualsiasi contesto per analizzarlo singolarmente. E quest'ultima altro non è che la funzione dell'informazione (di regime e non).

Una cosa è dare il cane ad un collega (e la scusa dell'interruzione della Carmen, seppur intrisa di falsità ed evidenti ambizioni strumentali, poteva pure sembrare valida), un'altra mancare ad una parola solennemente data in circostanze quantomeno particolari. Neppure Repubblica (foglio di assodata natura comunista) riesce nell'intento di fare un discorso lineare e delega allo schematismo questo piccolo scorcio di storia italiana. Una sequenza di foto immortalanti il Primo Ministro alle prese con la gaffe di turno. Come a dire che alla sinistra non è rimasto nemmeno quell'atavico vizio di parlarsi addosso ed è passata anch'ella alle presentazioni in Power Point.

Quelle belle teorie, di una dietrologia esasperata e pesanti come massi, che fine hanno fatto? Quei prolissi discorsi che mettevano in connessione l'impossibile. Pratiche delegate agli esercizi di stile. Come se non ci fosse un continuum preciso (ed evidente) tra la storica frase sull'inferiorità mediorientale e il baciamano alla nuora del Capo del Governo turco. O tra le corna per lo spagnolo e il due di picche al tedesco. Ci fanno procedere per compartimenti stagni. E non fa ridere. Intanto in Via Tiziano pare che anche il suonatore di organetto se ne sia andato in ferie. È ormai un mese che non lo vedo. Un tempo passava almeno una volta alla settimana e, arrivato sotto al mio balcone, faceva partire un'immancabile Katjusha, più simile alle distorsioni dei Leningrad Cowboys che non all'originale. Cerco di non arrendermi a questo scazzo metropolitano arredando la mia rubrica di appuntamenti fittizi, giusto per poi mancarli, mandare a dire che c'ho dei ricatti ambientali che m'impediscono di esserci. (Argutamente evito di dire in giro che l'Opera mi annoia e che fotografato mentre sbadiglio sono assolutamente rivoltante).

 
 

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