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Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Prima parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

..... sottili prescrizioni della mia coscienza m'imponevano perlomeno l'ascolto:

 

- Tu, essere, poichè non intendi la perfezione, ma la percepisci, hai nient'altro che la possibilità di andarci verso, senza mai trovarla. E poichè non intendi la perfezione, nulla esiste per te che non sia, pur poco, perfettibile.

Sia questo un punto fermo del testamento provvisorio -

 

Dunque, tramite quella voce interiore, io volevo scrivere un testamento, sebbene provvisorio.

Fu per me l'ossessione delle cose ferme.

Questo testamento non poteva infatti affermare nulla di certo: era provvisorio.

 

Mi rimisi all'ascolto, dialogando con la voce interiore:

- Sia dunque un pò di scetticismo un ingrediente della mappa rivoluzionaria.

.....Si è scettici su cose ritenute vere e dunque si è in qualche modo liberi da queste cose.

- Il rivoluzionario è libero.

.....Ma è libero in maniera non perfetta (poichè non intende la perfezione), dunque cerca.

- Chi ricerca appare inquieto.

.....Il rivoluzionario non accetta il presente come verità assoluta, poichè percepisce la perfettibilità.

- Un uomo, se esente, è per forza rivoluzionario.

 

Mi svegliai: stavo dormendo.

 
Seconda parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Mi trovavo di fronte a un uditorio vasto, sebbene non valutabile. Questo è quello che dissi.

- Ragioniamo ora sugli ideali di perfezione, che siano stati rivoluzionari, non li vediamo in parte falliti, in parte riusciti?

Ma un uomo esente è vuoto di ciò, solo gli preme l'animo. Dobbiamo perciò porre la percezione come origine. Forse di fronte alle percezioni, non sentiamo come un dovere? E' infatti l'animo che ci preme.

Il primo punto geografico della nostra mappa rivoluzionaria è la percezione sintetica dell'animo. Fare però il punto della situazione, per poi dire: 'il mondo è così' è  una rassegnazione che azzera il punto di partenza della nostra mappa, perchè il mondo percepito non è tutto il mondo reale compreso il divenire. L'uomo esente rivoluzionario è un uomo calmo della sua inquietudine, è un uomo aderente alle sue emozioni e fa propaganda del suo inquieto sentire come normalità. Di fronte alla richiesta di normalizzare le sue emozioni reagisce con coraggio e calma perchè la sua vita emotiva non può essere un errore più grande di un fulmine che squarcia l'aria e incendia un villaggio di arbusti e paglia

 
Terza parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Iniziai a fare l'amore molto presto perchè faceva molto freddo e le persone erano spaventosamente distanti tra loro.

Mi mossi nella città cercando di generare un imprevisto.

Ma la città lavorava, lavorava.

 
Quarta parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Mi recai, il giorno dopo, all'interessante seminario: "logica degli eventi notturni". Il corso si divideva in due parti: eventi sognati ed eventi reali. Il punto focale era che l'uomo, se voleva diminuire lo stress, doveva riequilibrare le distanze tra gli eventi diurni e gli eventi notturni. Ma il seminario non diceva come fare, nè perchè bisognasse riequilibrare la distanza, nè se c'era veramente una distanza tre le due cose.

 
Quinta parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Sentivo di nuovo freddo, anche se a giudicare dalle apparenze climatiche non sarebbe dovuto essere: 26 gradi celsius. Sapevo però che cosa fare in casi disperati come quello. Quando arrivai al Centro Telepatico il freddo che sentivo era così forte da impedirmi di parlare. Teletrasmessi di poter essere addormentato.

Vi era appena stata un'ìnterferenza di natura sinaptica tra l'andamento del Dow Jones e l'umore di Benedetto XVI. Percepivo chiaramente l'incongruenza a livello barico tra la volontà cosmogonica del pontefice e la ricaduta morale delle sue percezioni, ma non potei fare altro che assistere e rabbrividire.

Il contatto di una mano mi svegliò di soprassalto: era il ricordo una carezza materna. Uscii dal Centro Telepatico senza aver incontrato nessuno a livello materico.

La strada che intrapresi era sconnessa, agitata da un insieme di valori egocentrici. Non potei trattenermi di fronte a tale povertà d'amore, e fui costretto a indire un comizio per via satellitare.

 
Sesta parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

“La volontà di un uomo è sempre esente da ciò che si è già verificato e costruito: il suo potenziale è  nell'altrove. L'uomo, nell'attimo in cui è conscio,  dunque rivoluzionario, ha già messo in sordina il realizzato, e vuole riprendere quel contatto diretto con la volontà, che è sempre rivoluzionaria e perciò vuole il nuovo." Fu questo il bollettino che inviai in via satellitare.

Recentemente mi è capitato di partecipare ad alcuni convegni di carattere conservatore, ad esempio i convegni Hobbesiani. I noti relatori confutano il primigenio carattere rivoluzionario della volontà in se, sostenendo che vi è anche una volontà che “vuole” conservare il già realizzato. Ora noi dovremmo forse  intendere la questione sotto l'aspetto energetico, quasi mutuando l'infarinatura della enigmatica "Teoria delle Stringhe". Sotto questo aspetto, quando la volontà ri-vuole, e dunque conserva, si riposa. Ma il rivoluzionario, nel suo vero attimo, è intriso d'attività, inquieta gli animi perchè non vede l'ora di trasformare.

 
Settima parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Conobbi il Relativista per via di Antonomasia. Quest'ultima la conobbi nelle spiagge di Bayonne, nell'Atlantico francese, dove mi ero recato per intervistare un grande campione di surf per conto del settimanale l'Epitaffio. Sulla calda e dorata sabbia, nella confusione di quella kermesse fantasmagorica, mi attirò l'attenzione quella donna, che stazionava a testa in giù con la testa piantata nella sabbia: pareva morta. Quando la disturbai, ella venne su, ed era così brutta che non riuscii a iniziare a parlare. Mi guardò inebetita e ripiombò a testa in giù serrata nella sabbia. Io la disturbai di nuovo e quando venne su era così bella che non riuscii a parlare. Antonomasia era così in tutto, faceva tutto al meglio. Ella capì che io non l'avrei lasciata in pace così mi disse: "facciamo una passeggiata." Vagamente accennai un qualcosa da dirle, raccontandole il motivo della mia venuta lì. Ma lei stava sempre zitta e puntava il dito in direzione di un promontorio poco lontano. Nel frattempo vidi accorrere della ambulanze: andavano a raccogliere il corpo del noto campione di surf, che io avrei dovuto intervistare, morto per un apnea troppo lunga. Frastornato e deluso per l'accaduto, proseguì il cammino con Antonomasia. Questa mi portò da un suo amico, era il Relativista.

 
Ottava parte
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Un solo occhio, zero nasi, un solo orecchio, questo era il Relativista. La bocca non gli serviva, infatti non ce l'aveva. Ci posizionammo tutti e tra in cerchio e andammo in Telepatia. Mi venne così trasmesso una manuale per veri rivoluzionari, che riporto fedelmente.

 
MANUALE PER VERI RIVOLUZIONARI (Nona parte)
Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
Scritto da beru   

Preambolo teorico:

E' importante estrapolare innanzitutto l'essenziale dalle analisi rivoluzionarie fin qui prodotte dall'umanità. Ma andando alla ricerca di tali principi l'uomo scopre di poter piangere di dolore per il reale e ridere di gioia per il possibile, rendendosi così anche conto di aver colto la scissione fondamentale.

L'elemento contraddittorio, cioè il principio logico, è l'unico elemento essenziale del rivoluzionario.

Si può ritenere, poiché ciò è in accordo con tutte le conoscenze, che l'essere umano è un essere sensibile, e dunque è identico ritenere  la sensibilità causa o effetto del principio logico.

"Sentire" la contraddizione non è infatti contraddittorio, poiché se così  fosse, l'uomo rivoluzionario non potrebbe esistere. Ma almeno un uomo rivoluzionario esiste e perciò esiste anche la contraddizione come dato sensibile.

 

Mappa geografica riassuntiva del rivoluzionario esente:

 

- L'uomo esente non capisce mai in termini di funzione in che parte funzionale del globo si trova. E' un estraniato e ha sempre bisogno d'illudersi di essere in nessun luogo.

- Non possiede una cosa che si chiama schema finché non è tranquillo

- Vive consapevolmente la contraddizione, interrogando l'uomo che ha di fronte

- Ha delle aperture notevoli così come chiusure repentine

- Così come si rende conto che un'organizzazione intorno a lui sta nascendo egli la elimina ipotizzando un'altra organizzazione, con un regresso all'infinito

- Accende e spegne la luce

- Se sottoposto ad impiccagione, non chiede scusa

- Da buon uomo, si dichiara, appena può, debole. Se intrattiene un discorso intorno alla morte apparente, non riesce a continuare se l'interlocutore non comprende l'assunto necessario della vita apparente.

- Se sottoposto ad impiccagione gli capita poi di sperimentare la morte apparente, non prova alcun desiderio di un uso "dimostrativo" di questa sua esperienza col precedente interlocutore.

- Solamente nell'ipotesi che una galassia ospiti un pianeta particolarmente adatto dal punto di vista amministrativo alle sue idee, prova una leggera aspirazione di potersi accomodare nella poltrona di direttore del Dipartimento di Autocomprensione ed Esenzioni.

- Luogo geografico preferito per la sua espressione energetica: 1017 bar o 154 kelvin.

 

 

Una volta ricevuta telepaticamente questa testimonianza di grande effetto e di certa utilità per l'umanità, vagamente stanco, insieme al diavolo maligno di Cartesio, m'addormentai sulla calda sabbia, visto che sia Antonomasia che il Relativista già se ne erano andati.

 


 

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