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Mappa rivoluzionaria di un uomo esente
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Scritto da beru
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Mi trovavo di fronte a un uditorio vasto, sebbene non valutabile. Questo è quello che dissi.
- Ragioniamo ora sugli ideali di perfezione, che siano stati rivoluzionari, non li vediamo in parte falliti, in parte riusciti?
Ma un uomo esente è vuoto di ciò, solo gli preme l'animo. Dobbiamo perciò porre la percezione come origine. Forse di fronte alle percezioni, non sentiamo come un dovere? E' infatti l'animo che ci preme.
Il primo punto geografico della nostra mappa rivoluzionaria è la percezione sintetica dell'animo. Fare però il punto della situazione, per poi dire: 'il mondo è così' è una rassegnazione che azzera il punto di partenza della nostra mappa, perchè il mondo percepito non è tutto il mondo reale compreso il divenire. L'uomo esente rivoluzionario è un uomo calmo della sua inquietudine, è un uomo aderente alle sue emozioni e fa propaganda del suo inquieto sentire come normalità. Di fronte alla richiesta di normalizzare le sue emozioni reagisce con coraggio e calma perchè la sua vita emotiva non può essere un errore più grande di un fulmine che squarcia l'aria e incendia un villaggio di arbusti e paglia
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