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..... sottili prescrizioni della mia coscienza m'imponevano perlomeno l'ascolto:
- Tu, essere, poichè non intendi la perfezione, ma la percepisci, hai nient'altro che la possibilità di andarci verso, senza mai trovarla. E poichè non intendi la perfezione, nulla esiste per te che non sia, pur poco, perfettibile.
Sia questo un punto fermo del testamento provvisorio -
Dunque, tramite quella voce interiore, io volevo scrivere un testamento, sebbene provvisorio.
Fu per me l'ossessione delle cose ferme.
Questo testamento non poteva infatti affermare nulla di certo: era provvisorio.
Mi rimisi all'ascolto, dialogando con la voce interiore:
- Sia dunque un pò di scetticismo un ingrediente della mappa rivoluzionaria.
.....Si è scettici su cose ritenute vere e dunque si è in qualche modo liberi da queste cose.
- Il rivoluzionario è libero.
.....Ma è libero in maniera non perfetta (poichè non intende la perfezione), dunque cerca.
- Chi ricerca appare inquieto.
.....Il rivoluzionario non accetta il presente come verità assoluta, poichè percepisce la perfettibilità.
- Un uomo, se esente, è per forza rivoluzionario.
Mi svegliai: stavo dormendo.
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