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Il vino, color rosso, più o meno, densità spessa, quando lo bevi ti va alla testa e ne vorresti bere ancora di più per uscir completamente di testa, perché tutto diventa bello, leggero, perché parli senza pensare, ti muovi disordinatamente, ti senti muovere leggero, contento, ti viene voglia di ridere, un po’ abbozzi un sorriso, che quasi quasi stai per scoppiare in un riso vero.
Voglio bere.
Ho bevuto, ne voglio ancora per sentirmi la testa girare, vedere tutto confuso, muoversi lentamente, guardarmi intorno e ridere come non faccio mai, ridere perché vedo uno che cammina ridere perché sento uno che parla ridere perché sento il vino che mi scivola su queste dita che stanno scrivendo e le vedo muoversi, danzare sulla tastiera, voglio bere quel vino rosso che mi fa dimenticare l’angoscia e ogni suo motivo, che mi fa dimenticare che sono complice, omicida, assassina, rea confessa di chissà che delitto, voglio bere per gridare per piangere senza motivo per ridere senza motivo per parlare a vanvera, per parlare a tutti. Vino rosso granata, che scorre nelle mie vene, altro che sangue sapor ferro che fa male. Voglio sentire questa sensazione ancora più forte provare la forza della forza fortissima di questo vino che scende sale, stando stravaccata su una sedia senza sapere cosa penso senza pensare a cosa penso pensando e basta ai miei pensieri senza catturarli, lasciandoli andare senza ostacolarli senza censure giudizi tagli ostacoli combinazioni pensamenti calcoli strategia ritagli di giornali, ritagli che inquadrano e squadrano, lasciano fuori, cornice che incornicia e dà significato.
Solo bere e basta e tutto il resto rimane fuori la mia cornice è bere quel vino che va subito alla testa e alle mani e pensare di fare l’amore col mondo sognare di fare l’amore col mondo e volerlo come un piacere e non come un dolore, una schifezza colante che mi gravita sulla testa, voglio questo perché il vino è nelle mie mani voglio scrivere finché sento il vino e se la prossima volta non sarà vino allora sarà birra basta che sia qualcosa che mi faccia volare e poi all’atterraggio ci penserò un’altra volta quando inizierò a piangere per tutto quello che ho detto fatto pensato ricevuto visto dato meditato creduto illuso disilluso camminato corso mangiato immaginato e che altro?
Sgrammaticazione dello scrivere, il vino è sgrammaticazione del vivere e sgrammaticazione del muoversi è sgrammaticazione del pensare e io voglio essere sgrammaticata, lo decido ora lo dico ora, prima di piangere perché atterro male, il vino è sgrammatica e io voglio essere sgrammatica asintattica asemantica anche amorfemica a-tutto, io sono A, il principio, A come l’arcobaleno, come l’amica, come l’autan, come l’america, come l’alfabeto o solo l’alfa a come alfa principio inizio solo inizio senza continuazione senza fine solo inizio e lì resto e mi godo la mia A, A goduta. A tutta goduta, predico l’Aaismo, sono Arista, sono A, mi chiamo A, inizio di qua e non finisco mai e prima di me non c’era nulla non c’è mai stato nulla, solo io con la mia A, io che sono A e che scrivo tutto l’alfa-beto disordinato di queste lettere senza senso perché il mondo è senza senso e perché io sono Aasemantica e anche il mondo lo è perché io sono il mondo e io soffro di mania di grandezza perché il vino ti rende grande, ma anche la birra, tutto l’alcoool, A come Alcool, che ti scende nelle vene che più lo bevi e più lo vuoi, perché è lui il principio di questa A senza principio e senza fine, è lui te e tu sei lui, perché ti scorre nelle vene e tu sei ciò che bevi. Io sono ciò che bevo, anche se non vedo più nulla, se fra un po’ mi addormento perché il vino scende , il sangue rosso vino scende scende scende, dove vai? Rimani qui con me non farmi dormire non voglio dormire voglio rimaner desta e volare con te voglio volare lontano oltre l’orizzonte, ora mi butto dalla finestra e volo così volo raggiungo la luna che sta sempre in alto beata lei che sta in alto, e io volo e vado da lei, luna aspettami sto venendo arrivo!!!!!
Ma gli occhi sono stanchi il corpo stanco vorrei dormire tutto svanisce scivola via, si allontana da me mi lascia, vino dove sei dove vai perché? Stai qui con me un altro po’ qualche altra oretta, stiamo assieme, io e te soli assieme, abbracciati, un dentro l’altro, facciamo l’amore e tu entri dentro di me e io ti ingoio tutto, ti bevo tutto e tu mi fai volare mi fai raggiungere il cielo, non te ne andare, non voglio tornare a casa mia non voglio stare sulla terra al buio, voglio la luminosità della luna di notte, non il buio della sera in città, chiusa sola nella mia camera, nella mia casa, nella mia città, nel mio mondo, in me, sola dentro me, sola senza di te, senza te che mi scorri dentro, come energia vitale, come sangue che fa sognare come sogno che vivo come come come la vita che respiro come l’aria fresca che è libera di volare, o sì, lei è libera e io no. Vino, liberami! Voglio essere libera, perché non posso, perché mi hai illuso perché mi rigetti qui perché ti chiedo e lo chiedo a te perché non mi rispondi!
Perché mi hai lasciato sola a guardare le mie mani? |