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Ostriche e Bivalvi varii
A Henry Charles Bukowski
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Pablo   

e torna sempre il vecchio buk

a far sentire il suo richiamo

a far vedere quanto cazzo è tosto

che imbarazzo nel ghermir le sue parole

che tormento nel carpire la sua vita

da scrittore

prolifico magnifico

sopra ogni convenzione

sopra ogni briciolo di falsa ipocrisia

sempre pronto lui a giocarsi l’anima

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Giuseppe Pontiggia
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da GFO   

Venerdì è morto Giuseppe Pontiggia.

Ho avuto modo di conoscerlo durante i miei "tre anni di servizio militare nell'esercito israeliano" svolti presso un noto premio letterario. E' una delle poche persone di quel mondo che ricordo con affetto. Lui era un giurato del Premio, io per tre anni ero l'unico non giurato a partecipare alle riunioni della Giuria, in veste di verbalizzatore. Come gli altri non poteva arrivare alla riunione avendo letto tutti i circa 400 volumi che partecipavano ogni anno al premio, però era sempre quello che ne aveva letti più di tutti; quando qualcuno proponeva un titolo, chi non l'aveva letto ne chiedeva notizie a Peppo. Ricordo che una volta un romanzo da lui non letto entrò in lizza per il premio al giovane autore esordiente. Le riunioni si svolgevano il venerdì pomeriggio e il sabato mattina.

Tutti chiesero il suo parere, lui confessò di non averlo letto e chiese che il premio venisse discusso il sabato mattina. Arrivò il giorno dopo e ne fece una bellissima recensione orale, se l'era letto nella notte.

Era un bibliofilo, la sua casa era letteralmente stipata di libri, si era fatto fare da un falegname un ingegnoso sistema di scaffalature sospese sul soffitto per sfruttare i corridoi. Una volta suonò alla sua porta una venditrice porta a porta di uno di quei club di vendita di libri per corrispondenza.

"Buongiorno posso farle qualche domanda?"

"Mi dica"

"Quanti libri legge all'anno?"

"2-300"

[sorriso imbarazzato]

"Quanti libri possiede?"

"Circa 8000"

"Signore è una cosa seria, non mi prenda in giro"

"Venga, le offro un caffé, così potrà controllare di persona"

Le mostrò la sua casa e i suoi libri, lei scoperse che tra i libri che vendeva c'erano anche quelli scritti da lui.

Addio Peppo.

 
Omaggio a Dylan Thomas
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Erato   

Splendessero lanterne, il sacro volto,

Preso in un ottagono di insolita luce,

Avvizzirebbe, e il giovane amoroso

Esiterebbe, prima di perdere la grazia.

I lineamenti, nel loro buoio segreto,

Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno E dalle labbra le cadrà stinto pigmento, La tela della mummia mostrerà un antico seno.

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Omaggio a Fernando Pessoa
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Erato   

Sono un guardiano di greggi.

Il gregge è i miei pensieri.

E i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con gli orecchi

e con le mani e i piedi

e con il naso e la bocca.

 

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo

e mangiare un frutto è saperne il senso.

 

Perciò quando in un giorno di calura

sento la tristezza di goderlo tanto,

e mi corico tra l'erba

chiudendo gli occhi accaldati,

sento tutto il mio corpo immerso nella realtà,

so la verità e sono felice.

 

*****

 

Se potessi mordere la terra intera

e sentirne il sapore,

sarei per un momento più felice...

Ma io non sempre voglio essere felice.

Ogni tanto è necessario essere infelici

per poter essere naturali...

 

Non tutti sono giorni di sole,

e la pioggia, quando manca, la si invoca.

Perciò prendo l'infelicità e la felicità

naturalmente, come chi non si sorprende

che esistano monti e pianure,

che esistano rocce ed erba...

 

L'importante è essere naturali e tranquilli

nella felicità e nella infelicità,

sentire come chi guarda,

pensare come chi cammina,

e in punto di morte, ricordarsi che il giorno muore,

che il tramonto è bello e bella è la notte che resta...

Così è e così sia...

 

*****

 

Se ricordo chi fui, diverso mi vedo,

e il passato è il presente della memoria.

Chi sono stato è qualcuno che amo,

ma soltanto nei sogni.

 

E' nostalgia che m'affligge la mente,

non è mia nèdel passato veduto,

ma di chi abito

dietro gli occhi ciechi.

Nulla, se non l'istante, mi conosce.

Nulla il mio stesso ricordo, e sento

che chi sono e chi sono stato

sono sogni differenti.

 

*****

 

Se, dopo la mia morte, vogliono scrivere la mia biografia,

non c'è nulla di più semplice.

Ho solo due date - quella della mia nascita e quella della mia morte.

Tra l'una e l'altra tutti i giorni sono miei.

 

E' facile definirmi.

Sono vissuto come un pazzo.

Ho amato cose senza nessun sentimentalismo.

 

Mai ho desiderato cose impossibili da realizzare, perchè mai sono diventato

cieco.

Lo stesso udire altro non è stato per me che l'accompagnamento del vedere.

Ho capito che le cose sono reali e tutte diverse le une dalle altre;

l'ho capito con gli occhi, mai col pensiero.

Capirlo col pensiero sarebbe stato trovarle tutte uguali.

 

Un giorno, come un qualunque bambino, fui preso dal sonno.

Chiusi gli occhi e m'addormentai.

Da allora, sono stato l'unico poeta della Natura.

 

*****

 

Ricordo bene il suo sguardo.

Attraversa ancora la mia anima

come una scia di fuoco nella notte.

Ricordo bene il suo sguardo. Il resto...

Si, il resto è solo una parvenza di vita.

 

 

Fernando Pessoa

 

 

Adoro Pessoa. Il suo stile è così immediato eppure sensibilmente attratto

dall'occultismo e dall'esoterismo.

Questo è il mio omaggio ad un grande poeta.

 
William Burroughs
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da skui   

Nasce nel 1914 a St.Louis, Missouri. Laureatosi a Harvard in antropologia, vive brevemente a Chicago e in seguito si trasferisce a New York. Nel 1943, conosce Ginsberg, allora studente del Columbia College. Ginsberg, Kerouac e diversi amici considerano Burroughs come un saggio anziano e maestro; conoscitore delle droghe e dei diversi risvolti della vita criminale, oltre che grande visionario intellettuale e critico sociale. In Sulla Strada Kerouac lo presenta

così: "Diciamo soltanto che era un maestro, e si può affermare che aveva tutti i diritti di insegnare perché aveva passato tutta la sua vita ad imparare". Egli è l'eroe non sconfitto della generazione battuta, riesce a combinare nei suoi scritti sia la voglia di ribellione che quella di sperimentare soluzioni narrative d'avanguardia.

Si sposa con Joan Vollmer e i due partono per luoghi più ospitali di New York per la vita da tossicodipendente, finendo a Città del Messico dove Burroughs scrive il suo primo libro, Junkie. Dopo aver per incidente sparato alla propria moglie uccidendola afferma di essere invaso da un Brutto Spirito ostile. "Non mi era rimasta altra scelta che cercare la mia via di uscita scrivendo."

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Tommaso Campanella
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Cassandra   

Se è vero quel che si dice sui calabresi: che sono testardi, orgogliosi e forti di costituzione,il filosofo Tommaso Campanella non fa che confermare questa teoria. Voi cosa avreste fatto 27 anni in un carcere del Seicento, dove il freddo e la fame erano routine? Dove i topi e le cimici erano di casa più di te? Bhè, egli scrisse buona parte delle sue opere.

Di forte personalità, attratto dall'occultismo e dalla magia, Campanella doveva essere davvero uno strano personaggio, secondo un ritratto del compaesano Cozza aveva una folta chioma nera, il naso dritto, mascella forte e grosso porro sulla guancia destra. Per sua fortuna era dotato di un'ottima dialettica, tanto che nel 1599 riuscì a sfuggire per ben tre volte al processo che lo vedeva cospiratore in una congiura antispagnola. e io dico:

come si fa a sfuggire per ben tre volte? Ma haimè la quarta volta cadde, anche se le sue sorprese non finiscono qui; per il reato di cospirazione era prevista la pena di morte. mica noccioline! E il nostro che si inventa? Si finge pazzo!! Voi pensate che chiunque avrebbe fatto questo (anche voi al suo posto),.  bhè magari qualcuno ci ha anche provato, ma non penso tutti siano stati in grado come Tommaso di sopportare ben 40 ore di tortura! 40 ore!!! Vi rendete conto? Io manco 5 minuti sopporterei! Comunque sia, la pena venne tramutata in prigione a vita e uno in prigione che si inventa?

Scrive opere filosofiche no?!

 
Neal Cassady
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da skui   

Se potessi leggervi nelle menti la frase che troverei sarebbe di sicuro

quasta: Cassady, chi è costui?

Se vi fidate di me, posso dirvi che è stato un personaggio fantastico, uno di quelli che ha rivoluzionato il mondo. Ma perchè pochi di noi ne sanno qualcosa? Cercherò di darvi più informazioni possibili su di lui e provo a dare una risposta alla precedente domanda.

Cassady è il vero progenitore della Beat Generation, la persona che con la sua vitalità affascina e condiziona Ginsberg, Kerouac e Burroughs tramite il suo carattere istintivo, immediato grazie al quale tiene in vita una rete di comunicazione con gli altri attraverso le lettere 'fiume' che spedisce loro, le stesse che condizioneranno Kerouac nella stesura di ON THE ROAD.

Nacque a Salt Lake City l'8 Febbraio 1926 in una macchina, mentre i suoi stavano viaggiando verso la california. Come se il posto in cui nacque abbia condizionato tutta la sua vita. Visse la propria infanzia a Denver, dove all'età di dieci anni vide morire la madre. Iniziò a lavorare facendo i più svariati lavori: vendeva i giornali, recapitava telegrammi a domicilio, parcheggiava automobili; ma a quattordici anni cominciò a fare il mestiere che gli riuscì meglio in tutta la sua vita:

rubare auto. Ne rubò più di 500 durante la sua adolescenza, MAI per rivenderle le prendeva solo per il piacere di farci un giro. Incominciò tre anni di liceo senza mai finirli, sposò una ragazza quindicenne e finì in riformatorio all'età di diciassett'anni, dal quale uscì grazie ad un certificato fasullo di licenza liceale col quale si iscrisse alla Columbia University di New York.

Nel 1946, all'età di ventisei anni conobbe Burroughs e gli altri coi quali strinse un'amicizia indelebile. Rimase nella città per solo un anno, facendo il lavoro di parcheggiatore. Ritornò a Denver, dove si risposò con un'altra donna e dove qualche mese dopo venne a prenderlo Ginsberg per portarlo in Texas a far visita a Burroughs il quale lavorava coltivando un acro di terra di una piantagione. Si trasferì a San Francisco con l'ultima moglie dove venne raggiunto per sbaglio dalla precedente, trovandosi costretto a mantenerle entrambe anche se in realtà avrebbe voluto viaggiare in Arabia. Lasciò entrambe le donne nella città e si trasferì a New York, sempre facendo il mestiere di parcheggiatore. È in questo periodo che intraprese il viaggio con Kerouac descritto nel romanzo ON THE ROAD.

Ritornò a San Francisco dall'ultima moglie facendo il mestiere di frenatore; ormai era diventato un personaggio famoso, un messaggero di amore e di schiettezza, quando la gente lo incontrava e riusciva a fare un discorso con lui, registrava le sua parole un po' di nascosto. Più tardi venne incarcerato per cinque anni perché offrì della marijuana ad un poliziotto, testuali parole, "Perché fosse felice anche lui".

Nel 1967 gli venne concessa la libertà vigilata ma in una notte del febbraio 1968 si mise in cammino sui binari della ferrovia fuori da San Miguel de Allende, in Messico, per andare ad una festa di nozze dove si beveva pulque(una bevanda alcolica); aveva preso dei barbiturici per calmare i sintomi di astinenza dall'anfetamina. Fu trovato il giorno dopo morto per assideramento, era il 4 febbraio.

Questa è in breve l'incredibile storia della sua vita, che se si dovesse raccontare tutta non basterebbe una Treccani. Questo personaggio è impossibile da definire, da decrifrare e da richiudere in qualche parola. Stando più sul generale possibile, l'unica che azzardo a fare è che lui era la Beat Generation: senza di lui non sarebbe nata l'amicizia tra i vari scrittori e poeti; senza i suoi modi di fare irrefrenabili, istintivi e pazzi probabilmente Kerouac sarebbe rimasto un timido studentello di New York; senza il suo stile di scrittura non sarebbe nato quello degli altri poeti famoso per il suo flusso continuo di parole (si narra di una lettera di Neal, andata perduta, in cui descriveva i fatti accaduti a una partita di baseball in 4000 parole, che corrispondono a circa 120 pagine!!!). Dal canto loro i poeti più famosi non sarebbero stati niente senza di lui; pensate che addirittua Kerouac non aveva neanche la patente ma ha scritto ON THE ROAD grazie ai suoi viaggi a bordo delle macchine rubate da Neal.

Lui è stato la scintilla che ha dato vita a un fuoco di rivoluzione che ha bruciato per tutti gli anni '60 e il cui calore è ancora sentito fino ai giorni nostri. Ma allora perchè poca gente è a conoscenza della sua esistenza?

L'unica spiegazione possibile è che ha pubblicato solo un'opera, tra l'altro incompiuta, IL PRIMO TERZO (in cui descrive il primo terzo della sua vita) e numerose le lettere indirizzate agli amici custodite alla Columbia University. In più egli compare in quasi tutti i libri dei suoi amici, ma sempre sotto mentite spoglie; ad esempio in ON THE ROAD il suo personaggio è lo strabiliante e inarrestabile Dean Moriarty.

 
Socrate
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Cassandra   

Brutto è dir poco, dal naso enorme, con un grosso porro, con gli occhi a palla e sempre senza scarpe (perché non aveva il becco di un quattrino..

dice qualcuno) questo è Socrate. Uno strano personaggio che si aggirava per l'Atene del V sec. e che restava ore, notti e giorni fermo. in piedi a pensare! Del resto se ti scappa di pensare ti scappa no? Anche un mio amico una volta mi raccontò di essere rimasto a pensare fino alle 6 del mattino.ma questa è un'altra storia, torniamo ad Atene. Immaginate di camminare per l'agorà della città e vedere un tipo che corrisponde alla descrizione, bhè se avete fretta, scappate, perché se vi becca, vi terrà a parlare fin quando non ne avrà abbastanza. lui! Perché voi da mo' che ne avrete le scatole piene. Io non vorrei gettare infamia sul povero Socrate, ma  sapete che dicevano Goethe e Schiller a proposito del responso dato dall'oracolo di Delfi su chi fu il più sapiente? "Tu (Socrate) fosti dichiarato dalla bocca della Pizia per il greco più saggio. Certo! Il più saggio spesso può essere il più pesante". E poi c'è Santippe, sua moglie.. ora, io non vorrei dire, ma mi sembra che quello che da sempre si dice su 'sta povera donna (che ha già la sfiga di avere 'sto nome) mi sembra esagerato. Tutti la descrivono fondamentalmente come una rompiscatole, che torturava il povero Socrate con le sue critiche tipo: che fai in casa? Perché non vai a lavorare? Con quali soldi mangiamo oggi? Bhè con un tipo così al giorno d'oggi sai da quanto avrebbe abbandonato il tetto coniugale, invece di sopportarlo. e poi diciamolo Socrate non sarebbe stato lui senza Santippe, se non altro per lo spirito che riusciva a trovare in ogni situazione; una volta venne colpito in pieno dalla dolce consorte da una secchiata d'acqua sporca e disse: <non dicevo io che quando Santippe tuona, manda anche la pioggia?>. Ma dove li trovate due così?

 
S. Tommaso: invito a cena con sorpresa!
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Cassandra   

S. Tommaso fece peste e corna per poter entrare in convento e alla fine ci riuscì. Diciamo che a scuola non è che fosse un genio, ma solo perché era troppo taciturno e non si voleva mettere in mostra, quando invece superava di gran lunga i suoi compagni d'avventura (bhè, se così si possono chiamare seminaristi del medioevo!!) Insomma era una di quelle persone introverse, che rifuggivano la notorietà: 'bue muto' era il soprannome che gli avevano dato. (Inciso: all'epoca il cristianesimo stava attraversando una fase di assestamento e di difesa da molte sette eretiche quali il manicheismo, il nestorianesimo e altre). Tornando al nostro protagonista: haimè chi è bravo,,, prima o poi non sfugge e fu invitato a pranzo dal re, uno di quei pranzi in cui c'è il fior fiore dell'aristocrazia, uomini e donne tutti imbellettati che se la spassano, ridendo, mangiando e bevendo. Insomma il nostro caro buon Tommaso, volente o nolente a quel pranzo ci è dovuto andare,,,mica si rifiuta un invito del re?!! Per tutto il pranzo naturalmente non ha spiccicato una parola, (immagino la felicità dei suoi vicini di posto 'ma chi l'ha mandato questo?' si saranno chiesti), ma ad un certo punto, tra rumore di stoviglie e sbevazzamenti, alza la testa dal piatto, sbatte i pugni sul tavolo e dice: <<così bisogna argomentare contro i manichei>>. "Eh?????" Sarà stata la frase più pensata in quel momento dai presenti. Come se io venissi, non so, ad una cena per un compleanno di qualcuno e dopo aver passato tutta la serata in silenzio ad un certo punto mi alzassi e dicessi: <<è così che in Africa si devono piantare i pomodori>>!!!! Il parallelo tra i manichei e la produzione di pomodori >> in Africa vi può dar l'idea di quanto potesse interessare ai presenti l'affare manicheo. A quel punto si dice che il re, tra gli sguardi sbigottiti degli invitati, tirato un sospiro(aveva già fama di essere mezzo santo) avesse detto <<portate qui uno scriba e fatelo mettere al servizio di frate Tommaso, se ha scoperto tali argomentazioni volete che vadano perdute?>> Beh però sarebbe un bell'esperimento! Provate voi durante una cena a proporre la coltivazione di pomodori,,, (in Africa mi raccomando!)e poi mi saprete dire.

 
L'ultimo boccone di Zenone
Ostriche e Bivalvi varii
Scritto da Cassandra   

Zenone! Chi era Zenone? So che questo nome non vi è nuovo, infatti, il nostro 'mastro retaio' si fa chiamare così, ma in origine Zenone era un filosofo vissuto all'incirca nel V sec, in una località, tra Calabria e Campania, chiamata dai greci Elea, dai romani Velia, da noi Ascea. Zenone (il filosofo, non il 'mastro') era un omone, con lo sguardo fiero, un po' bruttino e un po' pianta grane a dirla tutta! Come si può immaginare abbiamo pochissime notizie sulla sua vita, ma su come morì c'è da raccontare; tipo alquanto turbolento, come dicevo prima, non gli andava giù che la sua Elea fosse governata dalla tirannia e con suoi amici di merende pensò bene di ordire una congiura ai danni del tiranno. Le cose però andarono male e Zenone fu catturato. bhè pensate a questo omone seduto su una sedia che viene interrogato e figuratevi se vuole rivelare i nomi dei suoi compari.

Immaginatevi lo sguardo fiero e di sfida, tanto di sfida che ad un certo punto, se la pensa così bene che, mentre il tiranno lo incalza con le domande, gli fa: <<E va bene! Parlerò, però avvicinatevi, perché dirò solo a Voi chi voleva ucciderVi, solo le Vostre orecchie sentiranno i nomi, non altri!>> <<Certo>> risponde il tiranno che finalmente ha raggiunto il suo scopo (o almeno così crede!). Placido placido si alza la veste e raggiunge Zenone seduto e con le mani legate. in modo da non poter nuocere (così credevano!). Bhè voi cosa credete abbia fatto il nostro? Rivelato i nomi dei suoi compari? Ma neanche per scherzo. Di meglio.appena il tiranno si avvicina alla sua bocca, per carpire i nomi lui zac. gli addenta l'

orecchio!!! Già!! E con tale forza e veemenza che le guardie devono trafiggerlo con svariate lance, prima che molli la presa. Peccato che per l'orecchio del povero tiranno non ci sia più niente da fare, è già bello che andato. Certo il povero Zenone morì, ma al tiranno non lasciò la soddisfazione di aver sentito i nomi dalla sua bocca, anzi, non gli lasciò nemmeno l'orecchio per sentire altro!!

Per quel che ci riguarda speriamo solo il nostro 'mastro' abbia preso da Zenone unicamente il nome.

 


 

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