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Vini e Liquori
Pensieri poco ordinari
Scritto da k   

E' quasi arrivato il triste giorno. Dopo più di quarant'anni di onorata attività, il per noi celebre Vini e Liquori di via sant'Anselmo 3 sta per chiudere i battenti per sempre.

Ebbene sì. Gino e suo fratello Renzo, ormai arrivati a una certa età, hanno deciso di godersi la meritata pensione e di fermare la loro quotidiana attività di baristi e mescitori di vino.

Non possiamo nascondere che a noi la cosa dispiace. Già, ancor prima di entrare a pieno titolo in quella che ora è la nostra dimora in viasantanselmo, ci eravamo affezionati a questo bar di pochi metri quadri, il "bar della colonna" come alcuni lo chiamano per via della colonna di marmi che troneggi su un lato del bancone.

Uno di questi bar che non si trovano più. Non si trova più un bar come questo, che esteticamente è tutto fuorché attraente, con un arredamento vecchio e nemmeno di quell'antichità elegante. Non fa nemmeno vintage. Bottiglie di vino - sicuramente non pregiato - sui ripiani, un frigo vetrina con dentro il companatico per i panini, alcuni quadri appesi, sicuramente regalo di qualche rappresentante di bibite o liquori dell'epoca, un orologio spesso fermo, e se non è fermo è sull'ora sbagliata. La foto dell'anziana madre mancata poco tempo fa accanto alla foto della nipotina in Germania.

I due fratelli che da sempre condividono lo spazio dietro al bancone sono proprio piemontesi vecchio stile, uno più sorridente e gioviale, l'altro più burbero ma che non nega il saluto anche nelle mattinate più grige. Gentili, ma anche riservati, tanto che dopo oltre due anni di assidua frequentazione continuano a darci del Lei.

Per non parlare di tutto quel "popolo" che frequenta il luogo. gli avventori sono sempre più o meno gli stessi, in prevalenza uomini di una certa, spesso in pensione che si ritrovano nel bar per chiacchierare, scambiare due parole, anche semplicemente salutare e vedere qualcuno. li trovi alle otto del mattino spesso con già il bicchiere di vino sul tavolo, così come alle otto di sera in orario di chiusura per l'ultimo bianchetto.

Non è stato semplice entrare e sentirsi "di casa". All'inizio non nego la sensazione di imbarazzo nell'entrare in un bar frequentato quasi da soli uomini, che per lo più si conoscono tutti, il sentirsi in qualche modo invasore di uno spazio in cui si era osservati, l'entrare in un luogo in cui senti che per un attimo tutti si zittiscono al tuo ingresso. E' stata una lenta coltivazione. un mattino dopo l'altro, un caffé dopo l'altro, il vedersi e rivedersi, ogni tanto scambiare due chiacchiere e battute ha portato un cambiamento. Al punto da sentirsi coccolati, di avere quasi un "trattamento di favore": come lo chiami quando entri a ordinare un caffé e come prima cosa il barista o uno qualsiasi dei vecchietti seduti ti sporge La Stampa del bar - non le free press che abbondano sui tavoli - perché ha capito che la mattina ti piace dare un'occhiata al giornale serio con le ultime notizie?

Insomma, domenica sarà l'ultimo giorno di apertura, data scelta non a caso perchè coincide con il raduno degli Alpini, corpo in cui entrambi i fratelli hanno svolto la naja, all'epoca di 15 mesi. Tanto che in questi giorni entrambi indossano l'immancabile cappello con la penna nera, da mesi hanno il poster dell'adunata in vetrina, sono spuntate lattine di birra e spuma nonché le immancabili bottiglie di vino con l'etichetta dedicata all'evento. Stasera, in orario di chiusura, una musica tipicamente da alpino, ad alto volume, ci ha fatti sbucare sul balcone incuriositi, per scoprire che veniva dalla loro auto, dalla quale scaricavano damigiane per le prossime giornate.

 

Non c'è mattina in questi ultimi giorni che non passiamo entrambi per il consueto caffé per iniziare la giornata.

E vogliamo anche passare nei giorni dell'Adunata per vedere l'aria che si respira, scambiare 4 chiacchiere e salutare Gino e Renzo.

 

Per questo proponiamo a chi di voi conosce il luogo e vuole fare un salto ancora una volta, noi saremo lì venerdì sera, orario preserale - diciamo dalle 19 in poi, per bere una birretta o un bicchiere di rosso. Non possiamo chiamarlo aperitivo perché il luogo non lo propone. Ci si deve accontentare di alcune olive in salamoia fatte dai gestori, pezzi di pane abbrustolito, grissini e per i più uova sode. Stop.

Si chiude un'epoca, noi ne abbiamo visto un piccolissimo frammento, ma la sensazione è che quelle mura siano state "casa" per molte persone che lì hanno trovato posto. Chissà se ci sarà un altro luogo simile in cui continueranno a ritrovarsi, oppure se saranno semplicemente un po' più sole.

A noi mancano già...

 
 

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