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Attualità di Gandhi
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Scritto da beru   

Sono convinto che è sempre vitale e necessario dire no all’ingiustizia e all’imposizione dell’uomo sull’uomo. Il potenziale liberatorio dentro l’animo delle persone afflitte, il bacino di ansia, di nervosismo, di diffidenza e di immobilismo richiedono la presa di coscienza dei nostri problemi. Questi, nessuno escluso, sono opera della Creazione. Nel movimento di essa, si scorgono gli Individui. Questi s’impegnano ogni attimo per accettare  i problemi della Creazione. Contro l’ingiustizia perpetuata oggi dalle mentalità impositive e dalla forza militare un solo principio è vitale: dire a loro no “accettando” che esistono. Infatti, non è loro che accettiamo ma la Creazione stessa, ed è solo accettando la Creazione troveremo la forza per reagire.

La non violenza è una non violenza “contro” i problemi della Creazione. Ma il dire no alla violenza dell’imposizione, senza a nostra volta praticare violenza, vuol dire non collaborare. Vuol dire allontanarsi dalla violenza, levando a essa tutto il potenziale negativo che contiene. Vuol dire negargli quella forza che ha e sfuggirne,  realizzando così veramente l’ideale dell’alternativa.

Nel principio non violento di Gandhi, s’insinua perpetua la necessità della lotta. Essa non è rifiutata, ma ritenuta, nel suo essere non violenta, necessaria.  Cosi dovremmo fare noi: avere sempre il coraggio di dire no e di andare incontro alle conseguenze: questo vuol dire, allo stesso tempo, accettare i problemi della Creazione e ascoltare l’Individuo che è in noi.

Ma infine, veramente infine, di fronte all’inevitabilità di uno scontro aperto con la malvagità e l’oppressione, cosa può delegittimare l’uso della forza nella lotta contro i nemici? Per quale motivo, laddove c’è malvagità, non va annientata? O, caso limite, per quale motivo di fronte a un attacco, non dovrei usare violenza per difendermi?

L’attualità di Gandhi sta qui: niente si realizza quando un essere materiale della Creazione viene distrutto da un altro essere materiale della Creazione. Il principio è quasi tremendo: dobbiamo saper rinunciare alla nostra vita ma non alla purezza delle nostre idee e alle conseguenze che ne derivano.

Solo così, intatta, la nostra Individualità avrà accettato e respirato la Creazione.

Siamo molto lontani dalla politica, ma l’insegnamento per me è enorme, tanto quanto l’estrema difficoltà e bellezza di realizzazione.

 

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