Home Riflessometro La professionalità è ormai passivita?
La professionalità è ormai passivita?
Riflessometro
Scritto da beru   

La parola “professionalità” è, come minimo, fortemente abusata.

Parallelamente, la parola “serietà” fa ormai parte della retorica pura. E’ un peccato, perché probabilmente le origini semantiche delle due parole contengono dei validi fondamenti. Oggi quando sento parlare di professionalità e serietà diffido subito. Ed è un peccato. Ma non posso farci niente e non mi resta che constatare che la professionalità e la serietà di oggi stanno portando il mondo “un po’ più in la” ancora, verso l’anonimato dell’individuo e verso il “posto delle cose ripetute”.

Ci si para dietro queste parole per legittimare l’operato “serio” e “professionale” dei politici-finanzieri, per nascondere il poco delle nostre ripetitive azioni quotidiane. Magari una volta si poteva dire senza imbarazzo che “quello li ha fatto un lavoro serio”. Voleva dire che aveva lavorato bene, che aveva rispettato, accontentato e conosciuto la persona per la quale aveva lavorato.  Professionale voleva forse dire attinente a una professione, a un mestiere, a un’arte, quando questa veniva svolta nel bene delle cose che la circondavano. Oggi è più difficile invece credere a ciò. Oggi si dice professionale l’atteggiamento delle banche nei confronti del cliente, oggi è serio e professionale questa sorta di marketing comunicativo che non fa altro che ossessionare e rincretinire le persone.

Oggi è professionale l’atteggiamento austero e formalissimo dei rapporti aziendali, è professionale l’inglese e il suo vocabolario ovunque (fino a dentro i rapporti d’amicizia, tra un po’ anche quelli professionali). I veri politici (e cioè Cordero di Montezemolo, De Benedetti, Salza, i monetaristi di Bruxelles…) invitano ad atteggiamenti professionali e devoti al dovere, molto produttivi, vuoti di ogni principio di ribellione che possa rallentare la professionalità del lavoro. Prodi (una semplice antenna parabolica che riceve i segnali politici) è serio e invita alla serietà. Il fatto è che tutta “sta roba” è quasi come il sangue delle vene, non lo sentiamo scorrere, ma c’è. E ci sta bene, il sistema ci ha imbambolato: quando sentiamo parlare di professionalità ci rassicuriamo.

E’ il principio conservatore sociale più forte al mondo.

Sapete cosa sono le amebe? I politici di oggi (Moratti, Berlusconi, Colaninno, Tronchetti Proveri ecc ecc) lo sanno e sono contenti di un mondo professionale; le antenne paraboliche (Prodi, D’Alema, Fini, Casini ecc ecc) ripetono il segnale.

Tutto all’insegna della professionalità. Cioè laddove una volta probabilmente sopravviveva la professionalità dei mestieri dei singoli individui, oggi c’è sempre di più la professionalità del formalismo ripetitivo, un altro dei falsi corollari moralistici di un’epoca anti-riflessiva, eccessivamente industrialista e iper-produttiva, in cui l’atteggiamento professionale designa ormai, purtroppo, il passivo individuo plasmato e vagamente impaurito dalla pochezza delle alternative possibili.

 

Leggi altri articoli di questo autore

 

Cerca