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Ci hanno preso tutto? -2
Riflessometro
Scritto da beru   

Da anni si sente dire che il capitalismo è in crisi, oppure che no, che il capitalismo ha la febbre ma gli passerà, oppure che no, che sono gli oppositori al capitalismo ad avere la febbre.

Ma innanzitutto, quando parliamo di capitalismo, questo benedetto capitalismo esiste? E che cos’è il capitalismo? Cosa vuol dire questa parola? L’impressione è che esso venga inteso, nei discorsi comuni, semplicemente come il sistema. E che cos’è il sistema? A livello base, sembra che chiamiamo sistema un sistema di regole.  Nell’ambito generale dei rapporti sociali vi sono regole e questo sono del nostro comportamento. Dobbiamo però restringere l’ambito d’indagine, perché sembra che si possa suddividere il comportamento in vari ambiti. L’ambito economico, prima di tutto (almeno così sembra nel nostro modo di vivere), L’ambito sessuale; l’ambito affettivo; L’ambito morale;  L’ambito spirituale. Questi ambiti, se enumerati un po’ a caso possono anche crescere indefinitivamente. Possono anche restringersi e in questo caso l’ambito sarebbe solo uno.

Sembra che l’ambito del capitalismo sia quello economico, e quindi il capitalismo è una cosa che ha potenza di mettere regole in ambito economico.

L’economia è fatta di rapporti umani e dunque anche il capitalismo lo è. E come sono i rapporti umani del capitalismo? E’ qui che sembra esserci l’inizio della crisi. Infatti ci si lamenta che i rapporti umani sono afflitti da rapporti potere ingiusti, non buoni, delegittimati. Questo è sicuramente perché il capitalismo ha una sua parte autoritaria. C’è una parte della sua forza che non è giustificata ma che si auto-impone, e basta.  Che la forza fisica esista e che essa consista alla fin fine nella minaccia di morte non è un mistero.

Il capitalismo è poi ingannevole. In certa parte è bugiardo: dice una cosa e ne fa un’altra, dice un’altra cosa e ne pensa un’altra ancora. A volte non  ci si capisce nel capitalismo. Sembra  di essere instabili.  La pubblicità, è ora di consapevolizzarlo veramente, dice cagate, ma dice cagate mirate. E’ in preda a una specie di raptus di follia. Va svegliata.

La pubblicità immagina perlopiù un mondo e pensa di poter dare la felicità a tutti, ma si trova davanti un mondo con ben altri problemi da risolvere prima di andare tutti verso i supermercati a comprare tutte le cose. Un altro aspetto ingannevole del capitalismo è nei rapporti di lavoro: la produttività marginale e la competizione tra i lavoratori sono un vero e proprio inganno. Quando l’inganno non è sufficiente a raggiungere i risultati voluti, allora il capitalismo è costretto a richiamare la sua parte autoritaria e cioè la forza fisica e la minaccia di morte. Questa ha due livelli, uno psicologico e uno materiale: quello psicologico da e toglie la possibilità di lavoro, e mantiene i livelli salariali più comodi al mantenimento del potere (e non certo al livello della produttività marginale); quello materiale è l’uso vero e proprio della forza fisica:

eserciti, polizie, mercenari.

Il capitalismo è poi però anche compassionevole. Il sistema, cioè, contiene una sua moralità. Esso è l’anti-capitalismo. Cioè il sistema corretto dalla morale. E’ la parte del buon sentimento dell’uomo verso l’uomo. E’ la parte eccedente del capitalismo. E’ la parte dell’uomo che supera l’ambito economico.

Allora dunque messe così le cose, risulterebbe che se ci lamentiamo del capitalismo, allora ci lamentiamo dell’economia, e se ci lamentiamo dell’economia ci lamentiamo dei rapporti umani. Si potrebbe dunque iniziare a orientarci perlopiù verso la parte compassionevole del capitalismo. Questa corrente del capitalismo-sistema dovrebbe prendere maggiore consapevolezza e avere maggiore coraggio. Quegli imprenditori che credono in questa componente dovrebbe iniziare a “combattere” e a “farsi vedere” , portando con se la forza lavoro desiderosa del cambiamento.

Il momento inizia a essere maturo, considerando che ora iniziano a comparire “seriamente” i primi cedimenti strutturali della componente autoritaria e ingannevole del capitalismo, a fronte di fattori propriamente fisici e apparentemente esterni (come la questione ambientale e la questione energetica) ma in realtà interni alle dinamiche stesse del capitalismo. Ciò è dimostrabile anche dal fatto che anche altri fattori, sicuramente interni come il sistema bancario-creditizio e quello produttivo, sono in difficoltà.

Di seguito parlerò su cosa la componente compassionevole del capitalismo possa fare forza, e non potendolo fare da solo, chiamerò in aiuto i contributi di J.J Rousseau.

 

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