
| LE BATTAGLIE 2002 |
Caffè
amaro per chi lo coltiva
L’Oxfam
denuncia che venticinque milioni di famiglie impegnate nella coltivazione del
caffè in 45 Paesi, soprattutto in CentroAmerica, Africa e Asia, sono oggi in gravi
difficoltà - in molti casi alla fame - a causa del prezzo del caffè,
giunto di recente ai livelli più bassi degli ultimi 30 anni. Il prezzo
del caffè all'ingrosso è diminuito del 70 per cento a causa della
gestione del mercato del caffè attuata da quattro “grandi torrefattori”
mondiali ( Kraft, Nestlè, Procter & Gamble, Sara Lee). E' previsto dal 24
al 27 settembre a Londra il meeting dell’International Coffee Organization
(Ico) dove il colombiano Nestor Osorio, direttore esecutivo
dell’organizzazione dal marzo scorso, rinnoverà probabilmente l’appello
già lanciato a Washington affinchè gli Stati Uniti, principale consumatore
di caffè del mondo, dopo dieci anni di latitanza, tornino tra le 65 nazioni
che dal 1963, sotto gli auspici dell’Onu, danno vita all’Ico. Nei giorni
scorsi nei dipartimenti di Copan e di Zambrano in Honduras, sono stati
arrestati dei piccoli produttori di caffè che pacificamente manifestavano per
i loro diritti. TransFair Italia e Consorzio Etimos promuovendo una campagna
a sostegno dei cafetaleros brutalmente repressi dalla violenza delle forze
di polizia, chiedono di firmare un appello indirizzato all' Ambasciata
dell’Honduras in Italia per garantire il rispetto dei diritti umani e la
loro liberazione. [20.09.2002]
Progettokampilya
Anche noi abbiamo deciso di aderire a un serio progetto di beneficenza organizzato da Medici del mondo: www.progettokampilya.com Stanno facendo una raccolta di fondi per sistemare un ospedale in India (in una zona dove le donne muoiono prima degli uomini) e per una ragazza di Milano, Graziella, che, causa sclerosi ed altre complicanze, non riesce ad avere abbastanza soldi per le medicine. Abbiamo deciso di dare anche noi una mano.. pubblicizzando il più possibile l'iniziativa e ovviamente donando una piccola somma. Piccola.. ma che unita a quella di tanti altri permetterà a queste persone (in particolare donne) di avere trattamenti sanitari decenti... non diventerà una clinica di lusso.. ma almeno potranno usare strumenti sterili. Cosa puoi fare tu? Diverse cose. La prima è di diffondere il più possibile questa mail cosi che possa raggiungere radio, televisione, stampa e aziende che vogliano partecipare alle spese. La seconda cosa che puoi fare è andare sul sito, segnarti i dati e passare alla posta e versare un piccolo contributo.. magari insieme a i tuoi amici o colleghi (o assegno non trasferibile, carta di credito). Terza cosa è venire alla festa di inizio progetto a Casale monferrato il 21 e 22 Settembre 2002. Ci saranno di giorno lanci con paracadute, in tandem, singoli, passaggi in aereo, giochi. La sera musica dal vivo, estrazioni, cene. Se sei un personaggio pubblico contattaci per registrare un piccolo promo. Se hai regali da darci da mettere all'asta durante la festa saranno ben accetti. Se hai un sito o una mailing list ti preghiamo di linkare www.progettokampilya.com sul sito troverai banner e indicazioni (ricordati anche di scriverci una mail per avvisarci cosi da inserirti nei ringraziamenti) Non è la solita mail spazzatura, sul sito ci sono mail e numeri di telefono per poter verificare.. e il nome Medici del Mondo ha decenni di storia che ne garantiscono l'onestà e l'impegno. Visita www.progettocampilya.com e spedisci questa mail a tutti i tuoi contatti. Ti allego un esempio di banner e il Volantino per la festa del 21-22 Settembre 2002... stampalo e appendilo dove passa gente, anche semplicemente questo è un grande contributo. Grazie... un piccolo gesto fa di te una persona migliore.
FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA
Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come
strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati.
Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un
attacco militare
contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto
della Costituzione.
Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né
vogliamo
alimentare la spirale del terrore.
Basta guerre, basta morti, basta vittime.
EMERGENCY
Tassa SIAE
Sta davvero facendo molto rumore in Rete l'appello lanciato dalla rivista AF Digitale online contro il "super tributo alla SIAE" prossimo venturo che graverà su tutti i supporti di registrazione (CD, cassette audio e video), compresi quelli per uso informatico, e persino sugli apparecchi di registrazione. I rincari indicati dall'appello (per esempio ben 84 eurocent, circa milleseicento lire, di tributo su ogni CD vergine per uso informatico) sono talmente esagerati da aver indotto molti a sospettare che si tratti di una bufala, soprattutto perché viene spontaneo chiedersi cosa c'entri mai la SIAE con i backup dei dati personali o i riversamenti dei filmini delle vacanze. Ma l'appello è autentico. Esiste infatti uno schema di decreto legislativo che, se approvato nella forma presentata da AF Digitale, aumenterà massicciamente i tributi SIAE che (sorpresa, sorpresa) sono già presenti sui supporti vergini. Il decreto legislativo non è ancora stato approvato, ma sta procedendo lungo il suo iter. La petizione vuole fermarlo, e forse può riuscirci con il vostro aiuto. Ho pubblicato l'indagine dettagliata su questa vicenda nell'archivio del Servizio Antibufala ma in sintesi l'autenticità dell'appello è confermata sia da AF Digitale, sia da Dirittodautore.it e da altre fonti.
La conferma di AF Digitale :La prima conferma è un e-mail che ho ricevuto da Gianfranco Giardina, di AF Digitale (citato qui con il suo permesso), che conferma che si tratta "di uno schema di decreto legislativo che non va in discussione in Parlamento ma va direttamente in Consiglio dei Ministri dove può essere approvato in unica seduta e senza parere precedente né di opposizione né di chicchessia. Il Governo ha delega per il recepimento della norma in questione e ha presentato (solo per quieto vivere e non perché obbligato) alle associazioni di categoria il testo il giorno 10 luglio scorso, evitando però di coinvolgere una qualsiasi associazione di consumatori."
Giardina nota inoltre che "gli altri mezzi di stampa, presi in contropiede dalle vacanze estive (che noi evidentemente stiamo facendo un po' meno) e probabilmente più allineati agli interessi della SIAE, stanno tenendo tutto sotto silenzio. [...] avevamo già parlato della questione in tempi non sospetti, quando avevamo saputo dell'inizio della stesura del testo del decreto (ma non si conoscevano ancora le cifre). Per fortuna la carta stampata fa "storia" e quindi invito tutti a dare un'occhiata all'editoriale di AF Digitale del dicembre 2001."
L'editoriale di AF Digitale è reperibile a questo indirizzo. La conferma di Dirittodautore.it
Un e-mail che mi ha inviato Giovanni D'Ammassa, presidente di Dirittodautore.it, mi ha confermato che le idee esposte da AF Digitale sono davvero oggetto di un decreto di imminente approvazione e mi ha fornito un po' di cronologia.
Tutto inizia nel 2001, quando viene emanata una Direttiva della Comunità Europea intitolata "Direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione", reperibile online ad esempio presso Interlex.it.
Questa direttiva va recepita entro la fine del 2002, e così il governo italiano ha emanato la legge 1 marzo 2002, n. 39, "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2001", il cui articolo 30 riguarda l'attuazione della Direttiva 2001/29/CE. Il testo di questa legge è reperibile online. Ringrazio un lettore, root(), per averla trovata.
D'Ammassa mi riferisce (cito con il suo permesso) che a questo punto "al Servizio per il Diritto d'Autore presso il Ministero dei Beni Culturali viene affidato il compito di scrivere il decreto legislativo per il recepimento, in collaborazione con il Ministero degli Esteri (si tratta pur sempre di un provvedimento "straniero"...)". Questo decreto legislativo è il testo citato da AF Digitale.
La sua valutazione del testo così come annunciato da AF Digitale è questa: "Non credo che il testo pubblicato da AF sia una bufala, perché è troppo complesso, è sicuramente stato scritto da chi si intende della materia, sappiamo per certo che il governo intende recepire la Direttiva nei tempi imposti dalla CE, per cui la bozza deve per forza essere pronta, se lo è (una bufala), è certamente ben fatta."
L'unico dubbio residuo espresso da D'Ammassa è sulla natura definitiva del testo riportato da AF Digitale, non certo per malafede, ma perché questi testi subiscono infinite modifiche prima di arrivare alla loro forma finale: "Può comunque darsi che questo non sia il testo definitivo." Anzi, l'appello di AF Digitale mira proprio a introdurre una ulteriore modifica al testo, che ridimensioni (o annulli) il tributo alla SIAE.
Altre conferme
Ulteriori verifiche arrivano da un articolo del sito dell'Andec (Associazione Nazionale Distributori Elettronica Civile) che spiega i termini e i costi del decreto citato dalla petizione di AF Digitale.
E' una lettura assolutamente consigliabile, perché segnala il fatto poco conosciuto che già adesso si paga un tributo alla SIAE sui supporti vergini e anche sugli apparecchi di registrazione. Si tratta, però, di un tributo irrisorio: per esempio, su un CD vergine per dati, da 650 megabyte, si pagano circa 5 centesimi di euro (poco meno di cento lire). Ma secondo il decreto, questi cinque centesimi diventerebbero ottantaquattro (pari a milleseicento lire), facendo triplicare il prezzo di un CD vergine.
Un'altra cosa particolarmente interessante segnata da questo articolo è il confronto con gli altri paesi comunitari, che in molti casi, pur essendo soggetti alla stessa direttiva non prevedono tributi a carico di organi paragonabili alla SIAE. In altre parole, gli importi previsti dal decreto preannunciato da AF Digitale sono decisi dal governo italiano, che non può quindi alzare le spalle e dire "ce lo impone l'Europa". Leggere e piangere, insomma.
Inoltre sono in debito con un lettore (Alessandro.Cr******i) per aver scovato un articolo di Repubblica del 19 agosto, che a pagina 4, in fondo, dice proprio che "in questi giorni sta compiendo il proprio iter uno schema di decreto che recepisce la direttiva sul diritto d'autore e prevede un aumento sostanzioso dei diritti dovuti per le copie private, che pesano su questi supporti".
Quindi non ci sono dubbi: le cose stanno proprio così.
Che fare?
Il sito di AF Digitale offre la possibilità di aderire online alla petizione trasmettendo un e-mail a scelta a una o più di varie autorità, fra cui il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Ministro dei Beni Culturali, il Ministro per l'Innovazione e le Nuove Tecnologie, e anche a Mi manda RaiTre e Striscia la notizia. Gli indirizzi di e-mail ai quali viene mandata la petizione sono abbastanza generici e non diretti: ad esempio, se scegliete di mandare la petizione al Presidente del Consiglio Berlusconi, la inviate a webmaster@forza-italia.it, che non è certo la casella di posta personale del Cavaliere.
Questo indebolisce un po' l'efficacia della campagna, ma c'è una ragione per questo stato di cose: AF Digitale mi ha spiegato che "purtroppo il Presidente del Consiglio non ha una e-mail pubblica, contrariamente a tutti gli altri. Possiamo usare solo e-mail rese pubbliche, altrimenti verremmo accusati di spam. Dopo aver riempito la casella staff@forza-italia.it e lettere@forza-italia.it, siamo passati a webmaster con preghiera di forwarding. Risultato: abbiamo riempito anche quella. Da ieri inviamo allo sportello al pubblico della presidenza del consiglio dei ministri, fino a che non si riempie anche quella."
A prescindere dal caso specifico, inoltre, l'efficacia di qualsiasi petizione effettuata tramite e-mail è tutta da vedere. E' un ragionamento che ho già fatto per altre petizioni di questo genere: mille e-mail si cancellano e si ignorano facilmente, mille lettere affrancate con firma del mittente no. Fa molto più effetto un sacco pieno di lettere di cittadini piuttosto che un file da un megabyte. Per non parlare del fatto che solitamente una casella di e-mail ha una capienza limitata, per cui dopo i primi mille-duemila messaggi (e anche meno) si intasa e tutti i messaggi di petizione successivi tornano indietro al mittente respinti (come testimoniato proprio da AF Digitale). Con la posta ordinaria questo non succede.
Può darsi però che segnalare il caso via e-mail alle trasmissioni televisive funzioni, visto che Mi Manda RaiTre e Striscia la notizia sono più attente agli scoop e alle opinioni dei cittadini di quanto lo siano i burocrati.
Quindi se volete aderire a questa iniziativa, il mio consiglio è sicuramente sottoscrivere la petizione online, ma se possibile scrivere anche una lettera (o più di una).
Nel frattempo, vi consiglio inoltre di fare incetta di supporti vergini!
L’ALTRA FACCIA DEL DEBITO
Lettera del capo Indio Guaicaipuro Cuatemoc, pubblicata da "Volontari per lo Sviluppo".
"Discendente di coloro che popolarono l’America 40 mila anni fa, mi rivolgo a coloro che la trovarono 500 anni fa. ..... Il fratello doganiere europeo mi chiede carta scritta con visto, per scoprire coloro che mi scoprirono. Il fratello usuraio europeo mi chiede di pagare un debito contratto dai traditori che non ho mai autorizzato a vendermi. Il fratello legalista europeo mi spiega che ogni debito si paga con gli interessi, anche vendendo esseri umani e paesi interi senza chiedere loro il consenso. Questo é quello che sto scoprendo. Anch’io posso pretendere pagamenti. Anch’io posso reclamare interessi. Fa fede l’Archivio delle Indie. Foglio dopo foglio, ricevuta dopo ricevuta, firma dopo firma, risulta che solamente tra il 1503 ed il 1660 sono arrivati a San Lucar de Barrameda 185 mila chili d’oro e 16 milioni di chili d’argento, provenienti dall’America. Saccheggio? non ci penso nemmeno! Perché pensare che i fratelli cristiani disobbediscano al loro settimo comandamento? Spoliazione? Tanatzin mi guardi dall’immaginare che gli europei, come Caino, uccidano e poi neghino il sangue del fratello! Genocidio? sarebbe dar credito a calunniatori come Bartolomeo de las Casas che considerarono quella scoperta come la distruzione delle Indie, o ad oltraggiosi come il dottor Arturo Pietri che sostiene che lo sviluppo del capitalismo e dell’attuale civiltá europea sia dovuto all’inondazione di metalli preziosi! No! questi 185 mila chili d’oro e 16 milioni di chili d’argento devono essere considerati come il primo di vari prestiti amichevoli dell’America per lo sviluppo dell’Europa. Pensare il contrario vorrebbe dire supporre crimini di guerra, il che darebbe diritto non solo a chiedere la restituzione immediata ma anche l’indennizzo per danni e truffa! ..... Avvicinandosi il 5º centenario del prestito, possiamo chiederci: i fratelli europei hanno fatto un uso razionale, responsabile o, per lo meno, produttivo delle risorse cosí generosamente anticipate dal Fondo Indoamericano Internazionale? ..... Dal punto di vista finanziario sono stati incapaci, dopo una moratoria di 500 anni, sia di restituire capitale ed interessi che di rendersi indipendenti dalle rendite liquide, dalle materie prime e dall’energia a basso costo che esporta loro il Terzo Mondo. Questo deplorevole quadro conferma l’affermazione di Milton Friedman secondo il quale un’economia assistita non potrá mai funzionare e ci obbliga a chiedere, per il loro bene, la restituzione del capitale e degli interessi che abbiamo cosí generosamente aspettato a richiedere per tutti questi secoli. ..... Vorremo precisare che non ci abbasseremo a chiedere ai fratelli europei quei vili e sanguinari tassi d’interesse variabile del 20 fino al 30% che i fratelli europei chiedono ai Paesi del Terzo Mondo. Ci limiteremo ad esigere la restituzione dei materiali preziosi prestati, piú il modico interesse fisso del 10% annuale accumulato negli ultimi 300 anni.." ....... P.S. Inviatami da un caro amico missionario in sudamerica
Nix
Cari
amici, un breve
messaggio per informare dell'ottimo esito dell'iniziativa "Noi della
Diaz" organizzato dagli amici di AltrEconomia e Peacelink e sostenuta da
noi di Terre, e per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato. E' stato un
incontro bello, emozionante e utile, a un anno dai fatti del G8 genovese.
C'erano undici delle vittime dell'irruzione alla scuola (tra questi l'amico e
collega Lorenzo Guadagnucci e il giornalista inglese Marcus Covell) insieme ad
alcuni sindacalisti delle forze dell'ordine, studiosi, avvocati e sanitari del
Genoa Social Forum, Peppe Sini del Centro di ricerca per la pace di Viterbo,
Marco Poggi (l'infermiere di Bolzaneto che ha denunciato i soprusi subiti dai
ragazzi). Dal pubblico sono anche intervenuti Haidi e Giuliano Giuliani,
Vittorio Agnoletto e Deborah Lucchetti. Se volete saperne di più, a breve
troverete altro materiale e alcune foto sul sito di AltrEconomia (nella sezione
delle iniziative: http://www.altreconomia.it
. Grazie e a presto La redazione di Terre di mezzo
Uno spettro s'aggira
Pubblichiamo
questa lettera-appello inviata a tutte le maggiori testate
giornalistiche italiane, tra le quali anche la nostra. commenti in
proposito, come sempre, sono ben'accetti. per il momento, in attesa della
nascita del forum made in laperquisa, potete esprimervi nel perquilibro.
n.d.r.)
Uno spettro si aggira per l'Italia - lo spettro di Rifondazione Comunista.
Tutti i maggiori giornali, compreso il Manifesto del signor Barenghi, Radio
"Popolare" del signor Scaramucci e poi sindacati e televisioni si sono
alleati in una santa censura delle iniziative da essa proposte.
Da diversi mesi questo Partito si sta attivando nella raccolta di firme per
la proposta di un Referendum sulla estensione dell'articolo 18 (anche su
altro, ma che non vengono assolutamente considerati).
Nei numerosi articoli scritti e letti dai "nostri"
"intellettuali" e
"giornalisti" non vi è mai traccia di quanto sta accadendo nel paese,
anche
quando esplicitamente riconoscono che vi è la necessità di un Referendum
sull'articolo 18.
Dal nord al sud vi sono migliaia di militanti che quotidianamente sono
impegnati nella raccolta delle firme, oltre ad organizzare scioperi,
produrre feste che sono momenti importanti di confronto e organizzazione, ma
loro impassibili, nel chiuso delle loro redazioni e delle loro celle mentali
fanno finta di niente.
Addirittura nelle nostre feste li ospitiamo senza criticarli e questo non è
corretto.
Credo che sarebbe giusto boicottarli, come loro fanno per le nostre
iniziative: un invito a non comprare "Il Manifesto" del signor
Barenghi, e
sospendere l'abbonamento a Radio popolare per tutta la durata della raccolta
delle firme, un modo per ringraziarli per le loro censure.
Francesco Giordano
Milano, 7 luglio 2002
Da
Unimondo.org del 3 luglio 2002:
Mozione
Iraq che aspetta le armi degli USA
Mentre nell'ultimo mese almeno 4.500 bambini sono morti in Iraq a causa
dell'embargo, è stata rinviata per la terza volta alla Camera dei Deputati
italiana la discussione sulla mozione per la revoca dell'embargo all'Iraq che è
stata inclusa nell'elenco dei temi da trattare nel mese di luglio. "Un
ponte per" invita a mandare lettere di pressione sia ai
giornali che ai parlamentari.
In questi mesi la politica delle sanzioni, attraverso le fluttuazioni
del prezzo del petrolio e la riduzione media di circa 500.000 barili al
giorno per l'aggravarsi della situazione israelopalestinese, stanno peggiorando
i bilanci del paese iracheno. Intanto si intensificano le minaccie degli USA di
attacco all'Iraq imputandolo di possedere armi nucleari pericolose e non
dichiarate. Nel 2001 gli Stati Uniti hanno aumentato
gli aiuti militari a paesi come Israele (2 miliardi di dollari), Egitto (1,3
miliardi di dollari), Giordania, Tunisia, Colombia e continuano a vendere ad
Arabia Saudita e Turchia mentre stanno progettando una spesa aggiuntiva di 1,3
miliardi di dollari in armi che andranno a paesi come Somalia, Yemen e Pachistan.
Ed in Colombia l'11 settembre ha offerto agli USA un robusto pretesto per intensificare
l'intervento nel conflitto colombiano e rafforzare le basi in Centro e Sud
America. [29.06.2002]
JAZZ CULTURA E SVILUPPO PREMIO MASSIMO MOLINERO[1] PER UNA DIDATTICA INTERCULTURALE DEL JAZZ RIVOLTO AD UN/UNA GIOVANE MUSICISTA IN FORMAZIONE PROVENIENTE DA UN PAESE DEL SUD DEL MONDO In occasione della IX edizione del Due laghi Jazz Festival di Avigliana, l’Associazione Musicale Arsis apre le sue iniziative alla didattica. Nell’ambito di queste nuove attività si annuncia il PREMIO MASSIMO MOLINERO rivolto ad UN/UNA GIOVANE MUSICISTA IN FORMAZIONE PROVENIENTE DA UN PAESE DEL SUD DEL MONDO o DELL’EST-EUROPEO E/O AD UN/UNA GIOVANE STRANIERO/A RESIDENTE IN ITALIA. Il fruitore di detto stage avrà diritto a ricevere un premio in denaro che gli consentirà di partecipare allo stage didattico che si terrà nel corso del Due laghi Jazz festival edizine 2002. La scelta del fruitore sarà effettuata sulla base della selezione dei curricula raccolti in seguito al lancio del Bando di Concorso, attraverso le varie sedi d’Ambasciata in Italia.All’interno del previsto stage didattico jazzistico, il Premio Molinero – con la presenza dello stagista del Sud del mondo - sarà di stimolo per sperimentare una <<DIDATTICA INTERCULTURALE DEL JAZZ>>, fra i primi eventi nel nostro paese di Didattica formazione e perfezionamento specificamente incentrato sul jazz che tenga conto delle dinamiche di interculturalità dell’insegnamento musicale. Per cercare insieme – i docenti con gli allievi - agili strumenti di educazione e specializzazione, <<ripensando >> la didattica, la formazione e l’attività concertistica, in prospettiva interculturale, identificando percorsi, metodologie, materiali, riferimenti che favoriscano la realizzazione di esperienze jazzistiche interculturali.All’interno del Due Laghi Jazz Festival di Avigliana, Il Premio Massimo Molinero diviene, in altri termini - Dal punto di vista strettamente musicale ed all’interno dello stage didattico : la proposta di un percorso di perfezionamento jazzistico anche interculturale, nella prospettiva dell’antropologia della musica, secondo una linea di ricerca oggi conosciuta a livello internazionale ma scarsamente nota - e soprattutto non ancora applicata - in Italia.- Dal punto di vista culturale : la proposta di un lungo momento di incontro pubblico non solo a carattere concertistico ma con finalità di conoscenza della cultura di appartenenza dello/a stagista che riceverà la borsa di studio; ci riferiamo a Mostre, Conferenze, Esposizoni editoriali, Proiezioni cinematografiche a soggetto, relative a quella specifica cultura e, in generale, ai paesi del Sud del mondo – eventi che si avvicenderanno nei sette giorni del Festival e del Pre-festival.Grazie al Premio Molinero, ed alla collaborazione dell’ associazionismo di base, il mondo del volontariato, l’Università, le ONG, le istituzioni locali, Avigliana si trasformerà nei giorni del Festival in una vera e propria <<Città del Jazz>>, in una variopinta...CITTa’ INTERCULTURALE DEL JAZZ -------------------------------------------------------------------------------- [1] Questa iniziativa è intitolata all’Avvocato Massimo Molinero, recentemente scomparso formidabile e rigorosa <<mente>> del Due Laghi Jazz Festival nel quale ha profuso entusiasmo e creatività. In nome del suo impegno professionale ed umano dalla parte dei più deboli, i suoi amici, i collaboratori a lui più vicini - portatori ognuno di un frammento del suo variegato mondo e delle profonde idealità che Massimo ha affermato negli anni – hanno ideato, questa iniziativa per dare continuità alla sua opera ed al suo pensiero.
Anche un pangolino cieco si rende perfettamente conto che siamo in un periodo drammatico dal punto di vista idrico. Basta girare per le campagne per vedere che le fonti sono al minimo e che c'è un calo dell'acqua drammatico, che in alcune zone raggiunge il 60%. Ma nessuna amministrazione pubblica (almeno che si sappia) sta prendendo iniziative. Il che vuol dire che ad agosto la gente si troverà senz'acqua e scoppierà il casino vero e ci saranno miliardi di euro di danni. In Italia non esiste una politica idrica e figurati se riescono a muovere un dito su questo tema. E' ora di lanciare una campagna di allarme siccità! Come creare gravi problemi ai malvagi investendo due ore alla settimana. Un passatempo educativo che galvanizza il sistema immunitario. Teoria (versione rapida) Il Re è nudo. E tutti stanno zitti. Basta dirlo nel modo giusto per scatenare il caos. Abbiamo creato un centro di ricerca sulla nudità reale e le aberrazioni del sistema e ti possiamo dare alcune informazioni e alcuni strumenti d'azione che potrai usare per scatenare una serie di reazioni a catena molto problematiche per i malvagi furbastri e porre, al contempo, le basi per iniziative future di totale sputtanamento del potere. Ecologia Subito I grandi cambiamenti nascono dai piccoli gesti di tante persone Operazione Buonsenso Riduttori di flusso per rubinetti e docce Risparmia denaro, risparmia il 50 % del consumo d'acqua calda e fredda di rubinetti e doccia. E con la meta' dell'acqua ottieni un flusso altrettanto ricco. Questo grazie ai riduttori-miscelatori distribuiti dalla Jacopo Fo srl (Operazione buonsenso). Li abbiamo provati e li proponiamo a un prezzo inferiore del 40% rispetto a prodotti analoghi perche' crediamo in questa tecnologia e vogliamo che si diffonda. I proventi di questa campagna saranno completamente reinvestiti nel nostro lavoro di ricerca e comunicazione sulle innovazioni tecnologiche ecocompatibili. clicca qui
Pratica Azione 1 Lanciare una campagna di allarme siccità Anche un pangolino cieco si rende perfettamente conto che siamo in un periodo drammatico dal punto di vista idrico. Basta girare per le campagne per vedere che le fonti sono al minimo e che c'è un calo dell'acqua drammatico, che in alcune zone raggiunge il 60%. Ma nessuna amministrazione pubblica (almeno che si sappia) sta prendendo iniziative. Il che vuol dire che ad agosto la gente si troverà senz'acqua e scoppierà il casino vero e ci saranno miliardi di euro di danni. In Italia non esiste una politica idrica e figurati se riescono a muovere un dito su questo tema… Ti forniamo un kit operativo contenente: - Una lettera ai giornali sull'emergenza idrica e su quello che un'amministrazione sensata dovrebbe fare. -Due lettere tipo di cittadino preoccupato perché l'amministrazione pubblica non fa niente. -Un piano d'azione dettagliato con le operazioni da realizzare per coinvolgere giornali, radio e tv locali. -Un piano B (emergenza "non ti danno retta") in caso il piano A non funzioni.Note: Livello pericolosità: zero. Costo: connessione a internet e una ventina di telefonate a uffici pubblici, ai giornali e alle tv. Investimento di tempo: 6 ore adesso (2 alla settimana per 3 settimane) per dirgli che c'è la siccità. 2 ore ad agosto per dirgli che sono degli imbecilli a non averti dato retta ad aprile. Ti piace l'idea? Allora mettila in pratica. Il kit è pronto, leggi le istruzioni di base e puoi immediatamente passare all'azione. Ma tanto per darti un'idea di quello che si può fare ti proponiamo altre idee, i relativi kit d'azione non sono ancora disponibili. Li realizziamo se qualcuno prende in considerazione questa prima proposta sulla siccità che ci sembra veramente urgente. Azione 2 Far piangere i fast food Teoricamente esistono degli uffici pubblici che hanno il compito di salvaguardare la salute dei cittadini. In realtà, volendo usare un eufemismo, potremmo dire che non fanno un cazzo. Nella comodità della vostra postazione internet potete ricordar loro che Dio esiste e ha una connessione rapida al web. E fargli capire che Dio è il cittadino che paga per ottenere servizi. Se siete fortunati, semplicemente facendo domande agli uffici competenti, scoprirete che: nessuno sa che fine facciano gli oli saturi della frittura dei fast food, c'è un ufficio che dovrebbe occuparsene ma figuriamoci con tutto quello che c'è da fare… Risultato: chi raccoglie gli oli saturi li rivende ai mangimifici. Così le schifezze tossiche degli oli fritti tornano nei fast food e nelle nostre bistecche. Che schifo. Le aziende responsabili come la Coop certificano che fine fanno gli oli saturi da loro consegnati al riciclatore. Saremmo pronti a scommettere che, se interpellate, le aziende americane che vendono panini schifosi risponderebbero che non gliene frega un cazzo di dove vanno a finire gli ettolitri di sugna rifritta prodotti dai loro schifosifici colorati. Fai un po' di domande imbarazzanti e vedrai com'è divertente! Ti offriremo un kit contenente: -Alcune domandine sceme --Lettera all'amministrazione pubblica --Lettera ai giornali --Lettera ai fast food, ristoranti e simili --Piano A e piano BLivello di pericolosità: 1 (sconsigliato a chiunque abbia attività che richiedano qualunque tipo di autorizzazione pubblica e a chiunque abbia un'impresa. Se la legano al dito e ti massacrano lentamente. I burocrati son così. Costo: connessione ad internet e una ventina di telefonate. Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane) all'inizio poi un'ora alla settimana finché non la smettono. Tempo stimato per ottenere il successo: 6 mesi. Azione 3 Puntare il dito sull'idiozia sistemica. Nel tuo comune fanno la raccolta differenziata delle pile? Bene, peccato che non serva a niente e che poi le buttino in discarica mischiate con il resto. Non è grave ma è idiota. Infatti le pile moderne non sono tossiche come una volta. Quando erano tossiche le buttavano in discarica, poi finalmente le aziende produttrici hanno smesso di fabbricarle tossiche e gli amministratori nel frattempo hanno compreso che le pile erano tossiche, quindi hanno fatto la raccolta differenziata delle pile non tossiche. Sono malati di mente. E ancora una volta ecco il nostro fantastico kit per l'azione: -----Alcune domandine -----Lettera all'amministrazione pubblica -----Lettera ai giornali del cittadino preso per il culo ----Piano A e B Livello di pericolosità: 1 (sconsigliato a chiunque abbia un'impresa). Costo: connessione a internet e una cinquantina di telefonate. Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane) all'inizio poi un'ora alla settimana finché non la smettono (tempo stimato per ottenere il successo 6 mesi). Possibilità di riuscita: 90% Azione 4 Solo per i più fortunati. Dunque, l'immondizia viene raccolta e tramite efficientissimi sistemi di suddivisione dei rifiuti si ottengono montagne di rifiuti suddivisi, vetro, organici, metalli, plastiche, carta… Poi questi materiali vengono ceduti a industrie che li riutilizzano nel processo produttivo. Hai la certezza che questo avvenga veramente? Noi siamo sicuri che, in alcune regioni, buona parte dei materiali suddivisi poi vengono caricati sui camion e buttati in discarica in modo tale che si rimischiano (neanche la furbizia di scaricarli in modo diviso che almeno fra vent'anni si può andare a riprenderli). Ti offriremo un fantastico kit, come al solito: ---Una telefonata per capire come stanno le cose (forse una non basta) ---Alcune lettere per scaldare la situazione ---Lettera al Tar e al Bar (prima di tutto informate i bar). ---Ciak! Parte il panico: Lettera ai giornali. ---Cazzo com'è che i giornali non ne parlano? ---Radio private e streep tease. ---Piano A, piano B, piano C.Livello di pericolosità: 5 (Se ti beccano ti ammazzano) Costo: connessione a internet e una ventina di telefonate. Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane) Possibilità di riuscita: bassissime. Hai capito come funziona il gioco? L'idea è di creare un circuito che raccolga informazioni sui punti del sistema dove il Re appare più nudo. Mettiamo in rete queste informazioni a disposizione di chi ha voglia di giocare a rimpiattino con la stupidità umana. Prova che ti riprova potremo affinare la tecnica e trovare il modo di ottenere, ogni tanto, la soddisfazione di un bell'effetto domino e di una disastrosa caduta nel ridicolo dei grandi uomini che detengono il potere e si vantano di avere programmi seri. Attenzione: Questo tipo di attività non comporta nessun tipo di adesione a nessun tipo di organizzazione. Chi ha voglia di fare lo fa. E se non ti piace come lo facciamo noi, ci fai vedere come lo fai tu, senza perdersi tanto in discussioni. Che qui non c'è da discutere, c'è da fare. N.B. Quindi non scriveteci tomi filosofici. Informazioni brevi, concise e documentate. E rapporti sintetici su cosa siete riusciti a combinare. Plurale, perché rompere il gioco di far vedere quando il Re è nudo può essere anche un modo divertente per passare le serate con gli amici. Chi l'ha detto che far la rivoluzione deve essere per forza un lavoro sporco, faticoso e violento? Usa la testa, non usare le gambe!!! Diventa un Comunikescion Jokey!!! (che sarebbe a dire un claun comunicatore)
Cos'è
il CORE
Tutti ci rendiamo conto della grave situazione della libertà di informazione in Italia, in particolare dell'informazione televisiva. La posizione di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri e padrone di Mediaset e Publitalia vanno a costituire una pericolosissima unificazione del potere politico e del potere nell'informazione televisiva. Al momento attuale Berlusconi è in grado di esercitare delle pesanti forme di controllo sui canali televisivi RAI, Mediaset e, tramite il quasi monopolio sulla gestione delle inserzioni pubblicitarie sulle reti private, anche su qualsiasi altra rete televisiva privata concessione nazionale. Di fronte a questa grave situazione di pericolo ci rendiamo conto che il controllo che è in grado di esercitare l'attuale opposizione politica non è più in grado di difendere i cittadini nel loro diritto ad una informazione libera e indipendente. Per questo motivo nel mese di gennaio 2002 si è costituito il gruppo del CORE (Consumo Responsabile) www.core.too.it , il quale si propone come obiettivo della sua azione l'offrire ai cittadini uno strumento per esercitare una forte pressione economica contro Mediaset e Publitalia, in modo da obbligare Berlusconi a realizzare una reale soluzione di questo gravissimo conflitto di interessi. L'azione proposta dal CORE consiste nel praticare i consumi in modo mirato, evitando di acquistare i prodotti delle aziende che risultano essere più pubblicizzate sulle reti Mediaset e informando le aziende di questa campagna in corso. La prima ragione di questa proposta è un motivo di semplice coerenza di coscienza: in base ai ricavi Mediaset dichiarati per l'anno 2001, praticamente tutto proveniente dalle inserzioni pubblicitarie, risulta che ogni italiano ha pagato a Mediaset alcune decine di euro, corrispondenti a oltre 100-150 euro annui per una famiglia media. Una persona di coscienza dovrebbe chiedersi perché dovrebbe finanziare di tasca propria il sig. Berlusconi e la sua attività politico-economica. Secondo noi è giusto far conoscere ai cittadini che, ogni volta che acquistano dei prodotti reclamizzati su Mediaset, danno un loro personale contributo in denaro direttamente a Berlusconi. La seconda ragione della nostra proposta è che, attraverso di essa, le aziende inserzioniste arriveranno ad un certo punto in cui i loro investimenti pubblicitari risulteranno essere controproducenti, dato che non si realizzeranno le loro aspettative di crescita nelle vendite e, anzi, registreranno la perdita di clienti abituali. In questa situazione quella azienda, se saprà agire in modo accorto, non proseguirà la sua campagna pubblicitaria con il rischio di arrivare addirittura ad una diminuzione nelle vendite, ma preferirà spostare i suoi investimenti pubblicitari o so altre reti televisive o su altri mezzi di informazione. Quando un certo numero di aziende avrà compiuto questa scelta, ciò significherà una perdita di utili per Mediaset e Publitalia, che potrebbe proseguire fino ad un azzeramento degli utili o a comportare delle perdite. A quel punto il sig. Berlusconi, proprietario di Mediaset, si troverà obbligato a dare soluzione al conflitto di interessi, vendendo Mediaset e Publitalia. Non è chiaramente possibile dare risposta ad ogni obiezione dei lettori alla nostra proposta. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento o farci pervenire le proprie osservazioni, invitiamo a visitare il nostro sito internet www.core.too.it, in cui vi sono già delle risposte per i principali dubbi che possono essere esposti e dove è possibile contattarci direttamente intervenendo sul forum o scrivendo al nostro indirizzo email. La strategia proposta sembra complicata, ma non lo è affatto. Ogni mese il CORE mette a disposizione una lista con i prodotti più reclamizzati su Mediaset (si propone un numero ridotto, non essendo realisticamente semplice rinunciare ad acquistare i prodotti pubblicizzati da oltre 200 aziende). Questa lista potrà essere scaricata da internet, stampata e data ai parenti ed amici che non hanno internet; potrà essere portata nella borsa della spesa quando andremo a fare i nostro acquisti. Una obiezione che ci viene fatta da molti è: ma non si tratta di un obiettivo troppo difficile? Noi rispondiamo che l'obiettivo è difficile se siamo in pochi, ma è facile se siamo in molti. Se davvero vogliamo fare qualcosa per la nostra libertà di informazione, allora impegniamoci in questo. Diversamente continuiamo a tenerci il monopolio televisivo di Berlusconi e smettiamola di lamentarci.
Il gruppo del CORE
Lista dei prodotti più reclamizzati sulle reti Mediaset nel mese di maggio 2002
Unilever Alimentare: Algida Magnum, Findus, Knorr, Bertolli Barilla: Pasta, Mulino Bianco, Pavesini. Uliveto: Acqua Uliveto, Rocchetta, succhi i Briosi Telecom: Alice ADSL, Tim, Tin.it Kraft: Sottilette, Jocca, Philadelphia, Simmenthal, Invernizzi, Osella. Fater: Pannolini Huggies e Pampers, Salviette Pampers Sensitive, Assorbenti Lines. Wind. Fiat * Parmalat : Yogurt Joy, Aqua Par, Succhi di frutta Santal Sammontana. Nivea: shampoo Hair care, Creme Soft, Body, Visage, Aqua Beauty, Eucerin.. Poste Italiane: Banco Posta, Posta Prioritaria. Swatch: Swatch Square e Tissot Touch Perfetti: Vigorsol Air Action, Daygum Protex e Daygum Microtech. Cadey: Abbronzante Bilboa. Ferrero: Nutella, Estathè, Kinder Pinguì, Fetta al Latte.
* Fiat annuncia un forte taglio degli investimenti pubblicitari, la notizia è stata commentata negativamente da parte di Confalonieri, presidente di Mediaset.
www.core.too.it
31 MAGGIO 2002 ECUADOR: FUOCO SUI LAVORATORI IN SCIOPERO
Cari soci, vi inviamo il messaggio del CNMS in merito alle azioni di repressione attuate in Ecuador verso i lavoratori del settore bananiero. Ricordandovi che le banane fair trade distribuiti dal Consorzio Ctm altromercato vengono principalmente proprio dall'Ecuador vi invitiamo a dare massima visibilità a questa notizia. Cordiali saluti.
Il consiglio di amministrazione del Consorzio Ctm altromercato
400 uomini mascherati hanno sparato sugli scioperanti di alcune piantagioni
della Noboa, quarta multinazionale al mondo del settore bananiero. &g t;Lo sciopero era inizia to a febbraio per chiedere maggiori diritti e il riconoscimento del sindacato. Il 16 maggio 400 uomini mascherati e armati hanno assalito i lavoratori in sciopero nelle piantagioni di Los Alamos, in Ecuador, dove si producono banane per la multinazionale Noboa. Gli assalitori - alcuni arrivati a bordo di veicoli della Noboa Company - hanno sparato su lavoratori, ferendone alcuni. A uno dei più gravi è già stata amputata una gamba.
Lo sciopero, in realtà, è iniziato a febbraio coinvolgendo 1.400 persone di sette aziende della zona di Los Alamos. Le richieste dei lavoratori: straordinari pagati, centri medici all¹interno della piantagione, salari dignitosi, la possibilità di organizzarsi in sindacati. È proprio questo il fronte più caldo: un gruppo di lavoratori ha costituito un sindacato e ne ha ric hiesto la registrazione al ministero del Lavoro. Come risposta alle agitazioni, 124 lavoratori tra i più attivi sono stati licenziati e centinaia di lavoratori con contratti a termine come sottolinea lo Iuf, organizzazione sindacale internazionale (www.iuf.org) - "non sono stati richiamati". Lo sciopero di Los Alamos ha "contagiato" i lavoratori di un'altra piantagione Noboa, la Hacienda Julia, dove sono stati 1.500 a incrociare le braccia.
La tensione è salita con le settimane, fino agli episodi violenti dello scorso 16 maggio. Per questo, diverse organizzazioni internazionali, come la statunitense US-Leap, BananaLink (Gran Bretagna) e in Italia il Centro Nuovo Modello di Sviluppo stanno organizzando una campagna su Noboa con invio di lettere di pressione e solidarietà ai lavoratori e tentativi di ; sensiblizzare il C ongresso americano e l¹Unione europea. Anche l¹organizzazione americana Human Rights Watch ha denunciato "i licenziamenti illegali, le violenze e le intimidazioni" dei giorni scorsi contro i lavoratori delle piantagioni ecuadoriane. E proprio Human Rights Watch il 25 aprile aveva pubblicato Tainted Harvest: Child Labor and Obstacles to Organizing on Ecuador's Banana Plantations, un rapporto di 114 pagine sulle precari e condizioni di vita e di lavoro dei braccianti delle bananeras ecuadoriane. Noboa è la più grande multinazionale bananiera ecuadoriana, e la quarta al mondo. Il proprietario, Alvaro Noboa, fu sconfitto per un soffio alle presidenziali del 1998 e non è da escludersi che si ripresenti per la tornata elettorale di ottobre. Con un patrimonio di oltre un miliardo di dollari è considerato l¹uomo più r icco e più influente dell'Ecuador. Le banane di Noboa sono vendute anche in Italia, con il marchio Bonita, tramite due aziende, la Pacific Fruit e la Ecuadorian Line, con sede a Roma.
Per informazioni: Centro Nuovo Modello di Sviluppo, tel. 050-82.63.54, e-mail coord@cnms.it
Adotta una colf!
Il seguente appello fa parte di una serie di iniziative di opposizione alla legge Bossi-Fini, tra cui la manifestazione regionale del 22 giugno a Torino; l'appello vuole lanciare una campagna nazionale di denuncia della mini-sanatoria per colf e badanti. Chiadiamo a tutti, associazioni e singoli, di aderire alla campagna e di diffondere l'appello, all'indirizzo www.adottaunacolf.it - adotta@adottaunacolf.it (indirizzo e sito funzionanti da venerdi 31/05).
Il DDL in materia d'immigrazione, promosso da Bossi e Fini e già approvato in Senato, sta portando a termine un disegno razzista e xenofobo, che strumentalmente analizza un complesso fenomeno sociale attraverso la lente distorta della sola ?dimensione dell?ordine pubblico? e riduce i migranti a puro ?fattore di produzione? da sfruttare al massimo con il minor costo possibile per i datori di lavoro, sempre più intesi come ?padroni?. La legge Bossi-Fini introduce inquietanti elementi di discriminazione razzista anche negli aspetti che potrebbero apparire più moderati, travestiti da ?buonismo centrista?. L?insidia più pericolosa è la mini-sanatoria per le colf: presentata come un atto di clemenza nei confronti di solerti lavoratrici straniere, è in realtà una proposta di stampo schiavista, perché vuole promuovere la regolarizzazione di una categoria di lavoratrici che rispondono ai bisogni delle famiglie italiane, messi in discussione dalla riduzione dello ?stato sociale?. Il carattere schiavistico emerge chiaramente, in quanto il collaboratore domestico ?regolarizzato? è legato in modo indissolubile al proprio datore di lavoro, senza la possibilità di cambiare lavoro né tanto meno di far valere i propri diritti, in quanto facilmente ricattabile. L?Art. 29 del testo approvato in Senato definisce chiaramente il rapporto di assoluta sudditanza materiale e psicologica del lavoratore: ?Il questore rilascia al prestatore di lavoro un permesso, della durata di un anno, rinnovabile per eguali, successivi periodi, se è data prova certa della continuazione del rapporto?. Il migrante diventa uno ?schiavo? vincolato ad un ?padrone?. Questa cosiddetta mini-sanatoria altro non è che un provvedimento a favore delle famiglie italiane che abbisognano di servizi domestici e delle case private di cura e assistenza che occupano principalmente lavoratrici immigrate, soprattutto per i lavori più pesanti. Noi denunciamo con forza questo progetto ipocrita e razzista e chiediamo alla società civile, preoccupata per la deriva anti-democratica del nostro paese, di firmare questo appello. Chiediamo una vera sanatoria per tutte le donne e gli uomini che lavorano, costretti dalla mancanza di documenti a vivere nella paura e spesso vittime dello sfruttamento. Chiediamo forme di regolarizzazione permanente affinché tutti possano accedere ai diritti di cittadinanza. Chiediamo infine alla società civile di disobbedire ad una legge che intacca i diritti umani fondamentali, dichiarando la propria disponibilità all?adozione di una ?colf?. Proponiamo questo atto di disobbedienza per riflettere sui diritti fondamentali dei migranti, perché il riconoscimento dei diritti è l?unica strada che porta alla formazione di una società multietnica di eguali, una società davvero sicura per tutti!
Promotori: Torino Social Forum, Comitato Diritti Negati, Disobbedienti Torino aderiscono: Cooperativa Senzafrontiere, CS Gabrio, .zip, Invisibili
ICS CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA' ITALIAN CONSORTIUM OF SOLIDARITY
COMUNICATO STAMPA Roma, 3 giugno 2002 LEGGE BOSSI-FINI: NEGATO IL DIRITTO DI ASILO
RACCOGLIAMO 100.000 FIRME PER IL DIRITTO DI ASILO
"Il testo di legge sull'immigrazione in discussione e in via di approvazione alla Camera opera una restrizione del diritto di asilo che contraddice il principio contenuto nell'art. 10 della Costituzione e quanto previsto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. La limitazione della libertà personale e l'impossibilità di adire ad un vero ricorso di fronte al diniego del riconoscimento dello stratus di rifugiato rendono questo diritto di fatto inesigibile.
Le organizzazioni di volontariato e di tutela dei rifugiati avevano chiesto lo stralcio delle norme sull'asilo, auspicando una legge ad hoc: l'Italia è l'unico paese dell'Unione Europea a non avere ancora una normativa specifica. Il Governo - rispondendo negativamente anche alle sollecitazioni dell'ACNUR - ha imposto l'approvazione di norme che sono ispirate da una filosofia poliziesca e punitiva, che ledono la dignità delle persone e che vengono meno al rispetto dei diritti umani sanciti dalle convenzioni internazionali.
Queste norme lesive del diritto di asilo si aggiungono a quelle disposizioni incivili, restrittive e discriminatorie - impronte digitali, permessi legati al contratto di lavoro, accresciute difficoltà per i ricongiungimenti familiari - che fanno di questa legge non uno strumento per governare il fenomeno dell'immigrazione ma un modo per aumentare la clandestinità e gli affari criminali sul traffico delle persone. Si fa tanta retorica - quando si fanno le guerre - sulle sofferenze dei profughi, salvo poi respingerli alle frontiere quando quegli stessi profughi cercano da noi rifugio dalle persecuzioni e dai conflitti.
Ecco perchè è importante sostenere la campagna "UNA QUESTINE DI CIVILTA'", lanciata da ICS-Consorzio Italiano di Solidarietà, Amnesty International e Medici Senza Frontiere per il riconoscimento del diritto di asilo: 100.000 firme da raccogliere per il riconoscimento di questo fondamentale diritto e il prossimo 20 giugno - in occasione della giornata mondiale del Rifugiato - organizziamo 200 manifestazioni e iniziative in tutte le città italiane".
Dichiarazione di Giulio Marcon Presidente di ICS
Federico Fossi Comunicazione e Promozione - ICS Via Salaria 89 - 00198 Roma Tel. +39 06 85355081 fax +39 06 85355083 fedfossi@tin.it http://ics.mir.it/
Invito
a
votare
per
la
revoca
dell'embargo
all'Iraq
Egregio
Onorevole
Sono
un
elettore
della
Sua
Circoscrizione,
mi
rivolgo
a
Lei,
che
mi
rappresenta
in
Parlamento,
certo
che
terrà
conto,
nel
Suo
operato,
anche
della
mia
opinione.
IL
29
e
30
maggio
la
Camera
dei
Deputati
sarà
chiamata
a
discutere
e
votare
una
mozione
presentata
dall'Onorevole
Bianchi
e
altri
che,
se
approvata,
impegnerebbe
il
Governo
tra
l'altro
a
"ad
avanzare
formale
richiesta
alle
Nazioni
Unite
di
un
esame
conclusivo
dell'embargo
verso
l'Iraq,
fissando
la
data
della
sua
cessazione".
Come
Lei
sa
l'embargo
all'Iraq,
che
dura
da
ormai
11
anni,
non
ha
colpito
il
regime,
ma
ha
causato
immani
sofferenze
alla
popolazione
che
ha
pagato
il
solo
torto
di
essere
nata
nella
terra
del
petrolio
con
oltre
un
milione
e
mezzo
di
morti.
Sono
queste
conseguenze
inaccettabili
per
qualsiasi
obiettivo
politico
e
che
violano,
come
ha
sostenuto
l'ex
vice
segretario
generale
dell'Onu,
Denis
Halliday,
i
diritti
umani
e
la
stessa
cartra
dell'Onu.
Non
è
un
caso
che
la
sottocommissione
per
i
diritti
umani
del'Onu,
a
Ginevra,
ha
fatto
più
volte
appello
agli
Stati
perchè
l'embargo
venisse
revocato.
La
stessa
Camera
dei
Deputati,
già
in
una
occasione,
il
20
giugno
2000,
aveva
impegnato
il
Governo
ad
agire
in
questo
senso.
Purtroppo
nulla
è
stato
fatto.
L'ex
capo
degli
ispettori
Onu
a
Baghdad,
Scott
Ritter,
ha
dichiarato
più
volte
che
"l'Iraq
è
disarmato
e
non
più
in
grado
di
produrre
armi
di
distruzione
di
massa".
Ma
anche
se
questo
fosse
vero
solo
parzialmente,
sarebbe
accettabile
continuare
a
far
morire
250
bambini
al
giorno
per
raggiungere
al
100x100
un
obiettivo
che
non
si
è
conseguito
in
oltre
dieci
anni?
SE
LA
SENTE
DI
CONDIVIDERE
QUESTA
RESPONSABILITA'?
Non
è
l'ora
di
seguire
altre
strade?
Molti
sono
i
paesi
che
sostengono
ormai
questa
necessità,
in
particolare
la
Russia
che
ha
già
presentato
una
proposta
in
tal
senso
al
Consiglio
di
Sicurezza,
e
molti
altri.
Una
azione
italiana
volta
ad
ottenere
la
revoca
delle
sanzioni
sarebbe
un
contributo
alla
giustizia
ed
anche
alla
pace
e
alla
lotta
al
terrorismo
che
di
queste
iniustizie
si
nutre.
Certo
della
Sua
sensibilità
Le
invio
i
più
cordiali
saluti
.
Violenze
al
Global
Forum,
arresto
per
otto
poliziotti
ma
i
colleghi
si
oppongono
Le
violenze
di
strada,
gli
scontri,
i
manganelli
e
altro
si
sono
visti
chiaramente
in
tv
e
in
quei
brutti
giorni
di
un
anno
fa
si
levarono
molte
voci,
anche
dal
mondo
politico,
per
denunciare
il
comportamento
delle
forze
dell'ordine
e
chiedere
chiarimenti
...CONTINUA
>>>
{Apri la battaglia}
FEBBRAIO
1992
-
FEBBRAIO
2002
DIECI
ANNI
DI
MANI
PULITE
CORTEO
TELEMATICO
Il
prossimo
febbraio
saranno
dieci
anni
dall'arresto
di
Mario
Chiesa
che
inaugurò
la
stagione
di
Mani
pulite.
Triste
anniversario
se
non
sarà
l'occasione
per
svegliarsi,
per
tornare
a
farsi
sentire,
scrivendo,
protestando,
togliendo
la
fiducia,
se
disgraziatamente
gliel'abbiamo
data,
al
nuovo
padrone.
Dieci
anni
dopo,
è
tempo
di
tornare
a
protestare.
Giustamente
Saverio
Borrelli,
nel
suo
ultimo
discorso
da
Procuratore
generale,
ha
invitato
a
resistere
sulla
linea
del
Piave
della
legalità.
Resistere,
resistere,
resistere,
tre
volte
resistere.
Fino
ad
oggi
il
Ministro
Castelli
si
è
dimostrato
un
burattino
nelle
mani
di
Berlusconi:
ha
svolto
"coscientemente"
sin
qui
il
compito
affidatogli,
cioè
quello
di
impedire
che
si
svolga
il
processo
Sme.
Prima
di
lui
Taormina
era
servito
da
"ariete"
per
tentare
di
delegittimare
i
Magistrati.
Rogatorie,
falso
in
bilancio,
riduzione
delle
scorte
ai
giudici,
mandato
di
cattura
internazionale,
attacco
alla
magistratura,
lo
scopo
è
solo
uno:
azzerare
per
sempre
le
pendenze
giudiziarie
di
Silvio
Berlusconi.
PER
QUESTO
ABBIAMO
ORGANIZZATO
UN
CORTEO
TELEMATICO
(NETSTRIKE)
PER
MERCOLEDI'
20
FEBBRAIO
2002
DALLE
15
ALLE
17
Con
questa
azione
(simbolica
e
nonviolenta)
vogliamo
BLOCCARE
TOTALMENTE
IL
SITO
www.giustizia.it
dalle
15
alle
17
di
MERCOLEDì
20
FEBBRAIO,
per
dare
voce
alla
nostra
protesta:
non
siamo
disposti
ad
accettare
ulteriormente
che
il
gruppo
attualmente
al
potere
usi
le
istituzioni
per
i
propri
usi
privati,
crediamo
che
oggi
in
Italia
sia
necessario
ripristinare
la
legalità.
COSA
PUOI
FARE?
Prima
del
20
febbraio:
diffondere
il
più
possibile
l'iniziativa
Spedendo
questa
e-mail
ad
amici,
parenti
e
conoscenti
ANCHE
ALL'ESTERO!!!
Raccogliendo
adesioni
(da
spedire
a
net_giustizia@hotmail.com),
gruppi,
associazioni,
partiti
e
individuali.
Diffondendo
il
banner
ed
il
suo
collegamento
che
puoi
trovare
a
www.bobi2001.it
Scaricando
e
diffondendo
il
volantino:
VAI
A
www.bobi2001.it/netstrike.htm
Il
20
febbraio
dalle
15
alle
17:
collegati
e
fai
collegare
più
gente
possibile
al
sito
www.giustizia.it
PIU'
SAREMO
E
PIU'
LA
PROTESTA
RAGGIUNGERA'
LA
SUA
EFFICACIA!!!!
Bobi2001:
www.bobi2001.it
Giancarlo
gi.ma@libero.it
www.voli.bs.it/kikeles/kikelès.htm
via
Dassaro,
5
25040
Cerveno
(Bs)
tel.
0364.433454
~~~
War
economy,
dal
"digiuno
day"
a
Brescia
Dal
"caso"
del
conto
corrente
del
Vaticano
presso
la
Banca
di
Roma
per
raccogliere
i
contributi
della
giornata
di
digiuno,
nasce
la
proposta
alle
associazioni,
diocesi,
centri
e
istituti
missionari
di
dotarsi
di
un
comitato
di
monitoraggio
etico.
La
Banca
di
Roma
è
tra
i
maggiori
istituti
di
credito
che
investono
nel
mercato
delle
armi.
Oggi
il
90%
della
produzione
mondiale
di
armamenti
è
concentrato
in
10
paesi
e
metà
della
produzione
è
localizzata
negli
Stati
Uniti.
E
sono
gli
USA
ad
avere
sviluppato
le
tecnologie
più
sofisticate
per
i
grandi
sistemi
d'arma.
Si
calcola
che
nel
2002
il
bilancio
della
Difesa
americana
potrebbe
arrivare
al
5%
del
prodotto
interno
lordo
come
dieci
anni
fa.
Grandi
cambiamenti
anche
nell'industria
degli
armamenti
italiana
che
vede
l'Augusta
con
un
fatturato
di
582
miliardi
di
lire
nel
2000,
costituito
dal
50%
da
produzione
civile.
Online
sono
stati
pubblicati
gli
atti
di
un
convegno
sul
problema
degli
armamenti:
"Scudo
spaziale,
Industria
Bellica,
Tecnologie
Militari:
quale
utilità,
quali
interessi
in
campo?".
In
Italia
si
terrà
a
Brescia
dal
13
al
16
aprile
Exa,
la
più
grande
esposizione
al
mondo
di
armi
sportive,
da
caccia,
da
tiro
e
comuni
da
sparo.
Le
conseguenze
delle
bombe
non
pesano
ugualmente
per
tutti:
una
recente
notizia
riporta
che
la
NATO
non
verrà
giudicata
per
i
bombardamenti
della
sede
della
Radiotelevisione
jugoslava
(Rts)
di
Belgrado
del
23
aprile
1999.
[14.02.2002]
»
Fonte:
©
Volontari
per
lo
Sviluppo,
Missione
Oggi,
Stop
the
NATO,
Kontrokultura;
»
Azione:
©
Petizione
contro
candidatura
Bush-Blair
al
premio
Nobel
Pace;
~~~
In
Turchia
il
13
febbraio
il
tribunale
di
Istanbul
ha
prosciolto
l'editore
Fatih
Tas
dall'accusa
di
"istigazione
al
separatismo"
conseguente
la
traduzione
e
pubblicazione
di
un
saggio
del
linguista
americano
Noam
Chomsky
"Prospettive
di
pace
in
Medio
oriente",
al
bando
in
Turchia
insieme
al
pamphlet
"Libertà
di
pensiero
2001".
L'Intellettuale
americano
che
ha
partecipato
al
processo,
ha
dichiarato
la
sua
soddisfazione
per
la
decisione
del
procuratore
e
ha
espresso
la
"speranza
che
questo
sia
un
primo
passo
verso
l'affermazione
delle
libertà
in
Turchia".
L'esito
positivo
di
questo
processo
tuttavia
non
copre
le
numerose
violazioni
dei
diritti
umani
e
della
libertà
di
pensiero
e
opinione
in
Turchia,
dove
si
stanno
svolgendo
manifestazioni
di
studenti
universitari
e
delle
superiori
che
chiedono
di
poter
studiare
il
kurdo
a
scuola
e
all'università,
ma
basta
firmare
la
petizione
che
chiede
l'introduzione
del
kurdo
nel
curriculum
per
essere
arrestato
e
accusato
di
separatismo.
[15.02.2002]
»
Fonte:
©
Oneworld,
The
Guardian,
Il
Manifesto;
»
Azione:
©
Comitato
Kurdistan
Firenze,
Kurdish
Human
Rights
Project,
Archivio
web
Noam
Chomsky
;
RAI
3
lunedì
18
febbraio
alle
ore
23.30
Temi
della
puntata:
Chi
sono
i
nuovi
sfruttati
della
competizione
globale?
Per
quale
follia
si
privatizza
l'acqua
nei
paesi
del
deserto?
E
perche'
nell'America
Latina
il
Venezuela,
quarto
produttore
di
petrolio
nel
mondo,
si
dibatte
tra
poverta'
e
minacce
di
golpe
alla
presidenza
Chavez?
Ma
lunedì
c'è
anche
un
incontro
presso
il
Salone
Beato
Allamano
(C.so
Ferrucci
12bis
-
Torino)
organizzato
da
Scuola
per
l'Alternativa
dal
titolo
Afghanistan:
veni,
vidi,
vici.
Informazione
e
diritto
internazionale
in
tempo
di
guerra.
Partecipano
Luigi
Bonanate
(docente
di
Relazioni
Internazionali
all'Università
di
Torino),
Giulietto
Chiesa
(inviato
de
La
Stampa
in
Afghanistan
ai
tempi
del
conflitto)
e
Carlo
Gubitosa
(dell'associazione
Peacelink).
Orario:
21-23.
~~~
Appello
di
solidarietà
con
i
militari
israeliani
che
rifiutano
di
servire
nei
territori
occupati
{Apri la battaglia}
~~~
Nel
marzo
di
quest'anno
saranno
emesse
in
Nicaragua
le
prime
sentenze
a
seguito
della
denuncia
contro
7
multinazionali
presentata
dagli
agricoltori
colpiti
dagli
effetti
del
Nemagòn
o
DBCP
(dibromo-3-cloropropano)
nelle
bananeras.
Ora
la
Chiquita
Brands
International
ha
pubblicato
sulle
pagine
del
quotidiano
"El
Nuevo
Diario"
del
29
gennaio
scorso,
un
comunicato
indirizzato
al
popolo
nicaraguense,
in
cui
declina
ogni
responsabilità
civile
o
penale
nei
fatti
per
cui,
una
quantità
di
operai
agricoli,
stanno
portando
avanti
la
denuncia.
Asotraexdan
(Asociaciòn
de
Trabajadores
y
Ex
trabajadores
Afectados
por
el
Nemagòn),
interpellata
dall'Associazione
Italia
Nicaragua
ribadisce
la
certezza
che
la
Chiquita,
non
ha
solo
commercializzato,
ma
anche
applicato
il
Nemagòn
e
che,
il
fatto
che
se
ne
sia
andata
via
dal
Nicaragua
nel
1967,
non
ha
nulla
a
che
vedere
con
la
denuncia
che
non
riguarda
un
preciso
lasso
di
tempo,
ma
il
fatto
di
aver
prodotto,
venduto,
distribuito
ed
applicato
il
Nemagòn.
Nemagòn
e
Fumazone
sono
insetticidi
con
un
altissimo
grado
di
tossicità,
già
seriamente
indagati
negli
anni
60
negli
USA,
dove
erano
prodotti,
vennero
esportati
negli
anni
70
in
America
Centrale
per
controllare
i
parassiti
che
attaccavano
le
piantagioni
di
banane.
Una
intera
regione
del
Nicaragua,
quella
di
Chinandega,
dove
sono
concentrate,
ancora
oggi,
le
grandi
bananeras
della
Dole,
della
Chiquita
e
della
Standard
Fruit
e
dove
sono
passati
tra
gli
8.400
e
gli
8.600
lavoratori
di
cui
2500
donne,
tutti
sottoposti
ai
drammatici
effetti
di
questi
prodotti,
vive
in
una
situazione
di
inquinamento
continuo.
Unimondo.[07.02.2002] ~~~
Comunicato
Stampa
Diceva
Alexis
de
Tocqueville
che
nei
paesi
democratici
non
è
possibile
fare
a
meno
di
un
forte
potere
giudiziario
e
della
libertà
di
informazione.
Gli
avvenimenti
degli
ultimi
giorni
suonano
come
un
campanello
d'allarme:
il
rapporto
tra
potere
politico
e
magistratura
è
sottoposto
a
una
pericolosa
distorsione
istituzionale.
Mai
prima
nella
storia
della
Repubblica
si
sono
visti
tanti
magistrati
preoccupati
per
le
sorti
dell'autonomia
del
potere
giudiziario.
Inoltre,
tra
meno
di
un
mese
il
Consiglio
di
Amministrazione
della
RAI
sarà
sostituito
e
il
governo
Berlusconi
prenderà
possesso
della
quasi
totalità
dei
mezzi
di
informazione.
Questi
due
eventi
gravissimi
sarebbero
da
soli
sufficienti
a
giustificare
una
forte
preoccupazione
per
il
futuro
della
democrazia
in
Italia.
Ma
giustizia
e
informazione
non
sono
casi
isolati.
La
democrazia
si
sta
rapidamente
degradando
anche
in
altri
campi.
Il
razzismo
esplicito
di
almeno
una
parte
della
maggioranza
è
confermato
dal
disegno
di
legge
sull'immigrazione.
L'attacco
allo
statuto
dei
lavoratori
apre
la
strada
ai
licenziamenti
facili.
L'indebolimento
della
scuola
e
dell'università
pubblica
minaccia
il
diritto
primario
alla
conoscenza.
Mentre
imputati
"eccellenti"
tentano
in
ogni
modo
di
evitare
i
processi,
la
giustizia
sociale
viene
incrinata
e
impedita.
Invitiamo
tutta
la
cittadinanza
a
manifestare
contro
gli
attacchi
mossi
alla
democrazia,
ricordando
che
i
preoccupanti
fatti
recenti
non
si
inscrivono
nella
sfera
ideale
della
politica
partitica,
ma
riguardano
personalmente
il
nostro
quotidiano.
Costruiamo
insieme
l'opposizione
a
questo
governo
14
febbraio,
ore
12,
da
Piazza
Carlo
Felice
a
Palazzo
di
Giustizia
Docenti,
studenti
e
lavoratori
dell'Università
di
Torino
(più
di
seicento)
hanno
firmato
un
appello
per
indire
il
14
febbraio
un
corteo
che
partirà
da
piazza
Carlo
Felice
(h.
12.00)
e
terminerà
presso
il
Palazzo
di
Giustizia
in
segno
di
protesta
contro
la
politica
che
il
governo
Berlusconi
sta
applicando
sulla
giustizia,
sull'informazione,
sull'immigrazione,
sul
lavoro,
sulla
scuola
e
sull'Università.
Altera
aderisce
e
promuove
attivamente
questa
iniziativa
~~~
Cristiana
condannata
a
lapidazione
per
adulterio
in
base
a
sharia,
HRW
denuncia
processo
irregolare
5
febbraio
(MISNA)
-
Dopo
il
'Caso
Safiya',
che
ha
portato
all'attenzione
dell'opinione
pubblica
internazionale
l'applicazione
della
'sharia'
(legge
islamica)
in
alcuni
Stati
settentrionali
della
Nigeria,
una
nuova,
sconcertante
vicenda
riguarda
ora
una
donna
incinta
in
Sudan.
Si
chiama
Abok
Alfa
Akok,
ha
18
anni
ed
appartiene
alla
popolazione
dei
Dinka
della
regione
del
Sud
Darfur,
nel
Sudan
occidentale.
E'
una
cristiana
che,
in
base
alla
sharia,
è
stata
condannata
a
morte
per
lapidazione.
Il
suo
"crimine"
è
di
essere
rimasta
incinta
in
seguito
a
un
rapporto
extraconiugale.
Human
rights
watch
(Hrw)
denuncia
alcuni
aspetti
che
rendono
questo
caso
ancora
più
inquietante
di
quello
nigeriano.
Tanto
per
cominciare,
si
tratta
di
un'applicazione
della
legge
islamica
da
parte
di
un
tribunale
penale
(non
una
Corte
religiosa)
nei
confronti
di
una
cristiana.
Va
ricordato
che
in
passato
le
autorità
di
Khartoum
hanno
più
volte
affermato
che
i
cristiani
non
sarebbero
stati
sottoposti
alla
sharia.
Il
processo,
poi,
si
è
svolto
in
arabo,
che
non
è
la
lingua
dell'imputata,
senza
che
fosse
predisposto
un
servizio
di
traduzione.
Non
solo,
la
ragazza
non
ha
potuto
disporre
neppure
di
assistenza
legale,
sebbene
esista
il
forte
sospetto
che
la
gravidanza
sia
frutto
di
una
violenza
sessuale.
Infine,
ma
questo
non
rappresenta
certo
una
sorpresa
per
chi
abbia
seguito
altre
vicende
del
genere,
il
tribunale
afferma
di
non
avere
trovato
prove
convincenti
a
carico
dell'uomo
che
ha
messo
incinta
la
giovane.
Dopo
la
condanna
alla
lapidazione
che
si
è
vista
infliggere
in
primo
grado,
Abok
Alfa
Akok
deve
ora
affrontare
il
processo
di
appello
e
Hrw
ha
inviato
una
lettera
al
presidente
sudanese
Omar
Hassan
el
Beshir
affinché
intervenga
per
impedire
che
si
consumi
una
macroscopica
ingiustizia.
Sarebbe
certamente
importante
che,
come
è
accaduto
per
Safiya,
anche
questa
volta
la
comunità
internazionale
si
mobilitasse
in
modo
massiccio.
Prima
che
sia
troppo
tardi.
(PS)
~~~
Riceviamo
da
Luisa
Morgantini
e
diffondiamo:
Un
po'
di
speranza!
Più
di
trecento
pacifisti
israeliani
rompono
il
blocco
e
vanno
a
Ramallah,
insieme
ai
palestinesi
e
ad
Arafat.
di
Luisa
Morgantini
{Apri la battaglia}
~~~
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