|
| NANETTI |
| **
Pronto chi pirla? Ore 19.34 del 12
dicembre Mi ha messo pure giu' la cornetta.... E' tutto vero!!! Ilnero ** 'O Cafè Sabato ho visto, in una vetrina, la macchinetta per il caffè napoletana. Ce l'aveva mia nonna (che era napoletana), ma da molti anni non la vedevo usare. Ricordo bene però (anzi, diciamo che ho scoperto oggi di ricordare bene) il profumo del caffè fatto così. Ne ho parlato con mia mamma, le ho detto: quasi quasi me la compro. E lei ha tirato fuori dallo sgabuzzino la sua vecchia napoletana da due tazze, e me l'ha data ("prestata", dice lei :)). Il primo esperimento è stato fallimentare. Ho riempito d'acqua la parte inferiore della caffettiera fino al forellino e ho messo a bollire, ho riempito di caffè il filtro a cestello, l'ho chiuso col suo coperchietto, l'ho collocato nel recipiente inferiore e ho aspettato. E' stato un po' complicato avvitare il recipiente quando l'acqua di sotto era bollente; avrei dovuto chiudere la caffettiera prima di metterla sul fuoco, forse. Comunque, quando ho capovolto, l'acqua calda ha cominciato a venir fuori dal forellino di sfiato. Qualcosa! non ha funzionato. Ho ottenuto una mezza tazzina di caffè annacquato. Telefonata d'emergenza alla mamma, che mi consiglia di fare così: riempire il filtro, chiuderlo col coperchietto, capovolgerlo, metterlo "a capa sotto" nel recipiente col beccuccio. Nell'altro recipiente far bollire l'acqua, quando bolle versarla lentamente, senza dover capovolgere nulla, sopra il filtro già capovolto. A questo punto, coprire e aspettare che il caffè sia tutto filtrato. Stavolta, estraendo il filtro a cestello, ammiro e aspiro quell'aroma che non sentivo da tanti anni. Assaggio il caffè amaro: è buonissimo, più leggero di quello fatto con la moka, e non ha traccia di bruciaticcio. A quel punto aggiungo un po' di zucchero. Mentre giro il cucchiaino sento il cuore che si stringe per la nostalgia della mia nonna e si allarga per la gioia di ritrovarla in quel gusto e in quel profumo. Drowning in my nostalgia... (cit.) Erme # 75 ** Il progresso lavagistaUna volta,
quando mio padre possedeva il distributore di benzina in via Sansovino
angolo corso Grosseto, la gente ancora andava all'autolavaggio classico
a farsi lavare la macchina. All'autolavaggio classico, una volta,
lavoravo io, nei sabati pomeriggio e nelle domeniche di bel sole, di
luminosità, d'aria secca, di pensieri festivi, quando le persone
curavano la loro automobile con tutti i fiocchetti del caso. E mi
potevate trovare lì, a smanettare con l'aspiratore nel di dentro di
automobili della fattispecie di accumulatori di polvere. Una volta,
persino, mi ricordo che in una macchina c'era talmente tanta polvere che
terminata la fase di aspirazione la macchina non c'era più, come uno
scheletro che va verso la sua prossima fase, e il proprietario fu
costretto a tornare a casa col 75. Sempre quella volta, mi sembra, mi
chiappai una brutta influenza, perchè vuoi che in tanta polvere così
non sia custodito un regalino? Comunque tutto questo, c'era una volta,
quando lo Stadio delle Alpi era ancora un fanciullo sotto questo cielo
prealpino rosso fuoco, blu infinito o grigio fermo, e dormicchiava un
pò, per riposarsi dalle fatiche dei Mondiali di calcio appena
terminati. **
Malvasia e sorrisi ** Un uomo che
ho amato **
Ski Ski! ** Un
giro al Giro Venerdì è stato bello seguire la tappa dal vivo, ero con Mozzi Pazzi sull'ultimo tratto duro prima dei -20 all'arrivo. Ne ho visti una settantina e ho pagato 2 euri e 40 una bottiglia d'acqua che ero completamente disidratato dalla salita da Rivodora fatta alle 14 con 30° (c'era un coglionazzo con la maglia iridata che spingeva la bici a piedi! Ma vestiti come pedali!). Appuntamento alle 13.30 a casa di Mozzi Pazzi, volatona verso San Mauro inanellando semafori rossi sotto lo sguardo permissivo dei civic, era la festa della bici a Torino! Poi il calvario della salita da Rivodora sotto un sole impietoso, la giusta sofferenza per arrivare alla meta, in compagnia di tanti altri. Poi il passaggio dei corridori. Basso mi ha veramente impressionato per come saliva, pareva Indurain! Simoni è riuscito a guardar male un tifoso che non so cosa gli abbia detto, io gli ho urlato "Vai! Simpatia!" era un'esortazione, spero l'abbia presa bene. Rujano aveva di nuovo la bici di suo fratello più grande, sarà ora che gliene comprino una della sua misura. Quello che ho incitato con più forza è stato Bruseghin, sul "vai a vincere!" mi è parso sorridere. E' sempre una bellissima emozione vedere passare la corsa. Dopo il passaggio del Falco ci siamo buttati sul percorso, in mezzo a decine di altri ciclisti, siamo scesi giù e siamo passati da AC, pare puzzassimo un po' perché non vedevano l'ora che ce ne andassimo... poi, in seguito, si è scoperto che erano i suoi parenti albionici a puzzare, perché quando siamo andati via noi la puzza è rimasta, quando sono partiti loro è scomparsa. GFO ** Sabato mattina infernale_________________________ Ma voi che siete uomini di cultura mi spieghereste mica il reale significato di "eventi eccezionali" ? Io ho qualche dubbio, forse sono incappato in un evento eccezionale. Vi spiego: Sabato mattina sono salito in auto, un po' presto per un sabato mattina, tipo alle 9.30, e parto tutto fiero per Bardonecchia con Cindy che mi incitava a non esagerare con la velocità, ma neanche ad non andare troppo piano ( in una di quelle tipiche mediazioni verbali che vengono tanto bene alle donne, e generalmente confondono le idee a noi maschietti). Premetto che giusto il giorno prima avevo intenzione di scaricare le catene dall'auto, ma le parole di O. di venerdì sera " sta arrivando la perturbazione" mi hanno fatto desistere da compiere l'insano atto il sabato mattina. Ma torniamo al sabato mattina, mi metto in viaggio sotto una pioggia scrosciante ad una velocità "media", arrivo in zona Susa e mi accorgo la pioggia si infittisce un po', supero le prime gallerie, e .... toh, nevica ! supero la penultima galleria e... toh nevica grosso un casino ! Ero li che meditavo se montare o meno le catene, visto lo sbandare dell'auto e il pessimo stato del manto stradale, quando imbocco l'ultima galleria prima della barriera Salbertrand ( servizio offerto dal pistin group), e mi ritrovai per una selva oscura ( di auto) ove la diritta via era smarrita ( dietro una curva). Allora la situazione era questa : fermi al centro di una galleria in coda sulla corsia sorpasso, sul lato destro tutti i tir in coda e a motori spenti. La prima impressione è stata di smarrimento, ma poi forse il mio istinto orsesco mi ha comunicato una certa sensazione di cuccia dovuto all'effetto caverna. Cindy in compenso, claustrofobica all'ennesima potenza, cominciava a saltellare sul sedile urlacchiando "siamo fermi, siamo fermi", il tutto non faceva che attivare e disattivare la spia di allarme air bag situata sul mio cruscotto, allarme dovuto ad un mal funzionamento del sensore! posto sotto il sedile anteriore passeggero. Allora mentre cerco di calmare Cindy con brevi e secchi comandi tipo quelli dati a Bonny, e tengo sotto controllo l'albero di natale che si accende e spegne al posto del cruscotto, spengo l'auto e scendo a vedere che sta succedendo. Notai subito che tutti i motori di auto e tir attorno a me erano stati diligentemente spenti, tutti tranne il solito coglione con un bel X5, che se lo teneva accesa il suo bel SUV, e bestemmiava col cellulare perchè non prendeva in galleria, " cazzo siamo in un paese del terzo mondo, non prende, cazzo". Avvicinandomi a lui con tutte le intenzioni di sfogare la mia ira repressa stavo pensando che in fondo non aveva tutti i torti, forse siamo veramente in un paese del terzo mondo. Comunque : " signore le spiace spegnere la vettura siamo in galleria", " ma mia moglie poi ha freddo" "signore dica alla signora di mettersi il suo bel giaccone e spenga la vettura" " ma non mi rompa" "..........( questi puntini stanno a indicare le bestemmie da me proferite che potrebbero urtare i sensibili orecchi del pubblico cattolico della ML) SE NON SPEGNI STA CAZZO DI MACCHINA BRUTTA TESTA DI CAZZO TE LA PRENDO A CALCI DA QUI FINO AL 2020" lui notò la mia stazza, prese atto della mia vibrat! a ma urbana protesta, notò anche i commenti di altri mal capitati "bravo diglielo" "spegni coglione" ecc... e spense il motore. Tornai quindi bello tronfio verso la mia macchina orgoglioso del cazziatone ma ancora con un bel nervoso latente, alzai lo sguardo sulla cabina del tir di fianco alla mia umile vettura e tiè, l'autista magrebbino del tir francese si stava accendendo un bel "trombone da fumetto" ( Cindycit.) quelli belli a cono lunghi un sacco e sprigionanti un ottimo odore di maria, che faccio gli chiedo una nota così mi calmo ? lascio perdere ? pensa che ti ripensa lui si finisce il trombone, e se ne va a dormire in cuccetta, e io rimango li con la mia sensazione di cuccia che cominciava a starmi un po' stretta. "beh adesso vado fino alla fine della galleria per vedere che succede", " ma no dai, e se poi le macchine ripartono ?" "torno indietro, al limite guidi tu e mi carichi quando mi incontri" " ma poi non so dove puoi esser finito" " ma mi pigli per il culo ?". Dopo questo breve ma intenso scambio fra me e Cindy mi avvio verso l'uscita del tunnel, seguendo da breve un sergente degli alpini che in mimetica e passo da campagna risale per benino la china, e li mi rendo conto di come in itaglia in realtà abbiamo bisogno di divise ogni tanto, ogni cinque o sei auto, qualcuno ferma il sergentino e gli chiede " ma che succede" ? "state facendo qualcosa" ? "staremo qui ancora molto" ? e lui con aria paziente " non lo so signore", " sto andando a vedere che succede signora" al decimo o undicesimo " ma cazzo non lo so, sono mica uno sbirro della stradale, sto andando fuori dalla galleria apposta, chiedete a quelli della sitaf CAZZO". E mi son detto che il giovane sergentino ha avuto molta! più pazienza di quanta ne avrei avuta io alla sua età... Arrivo finalmente fuori dalla galleria e nevica sempre grosso un dito, la coda continua ininterrotta su per l'autostrada a perdita d'occhio. Anche se in realtà la visuale non era un gran che. Li c'è anche un signore vestito di giallo con ricetrasmittente in mano e scritta sitaf un po' ovunque che cerca di dare indicazioni ai camionisti mentre si divincola dalla marea di automobilisti che lo assediano. Recepisco il messaggio che proviene dalla baraonda : " stiamo aprendo lo svincolo di uscita di emergenza subito fuori dalla galleria, chi vuole può fare inversione e tornare indietro, chi vuole continuare, catene montate, aspetterà un paio d'ore nella zona di servizio e poi potrà continuare". E finalmente le vetture alla fine della galleria cominciano a manovrare per imboccare lo svincolo e tornarsene giù passando dalla neve alla pioggia. Rientro nel tunnel con breve corsetta per tornare all'auto, si sa mai che la coda si muova prima del tempo e Cindy debba guidare cercandomi con gli occhi in chissà quale anfratto della galleria. Arrivo all'auto e mi rendo conto che debbo montare le catene. Catene sempre presenti in auto ma mai montate in vita mia, sposto l'auto, mi posiziono davanti al tir prima affianco a me ( la loro coda era ben più lunga e lenta a muoversi) scendo con aria virile e.... e comincio a bestemiare. Allora: nel buio, con le istruzioni, il freddo, montare le catene, anche se operazione molto facile, crea qualche problema; in più, mentre ero li che mi arrovellavo, sentivo un insistente e fastidioso rumore. Poi mi rendo conto che il rumore era il risolino dell'autista magrebbino del tir, mi guardava e rideva. " Che cazzo ridi deficiente, accendi piuttosto i fari di sto cazzo di camion". Non so se ha recepito il tono o le parole, però mi ha acceso i fari e tutto è filato liscio. " Senti amore abbiamo l'opzione di girare la macchina e tornare a Torino, che facciamo andiamo giù ?" " Ma veramente avrei dei clienti da vedere a cui dare i soldi della cause vinte, se andiamo giù poi dobbiamo tornare su la settimana prossima". E io penso, porca puttana la settimana prossima il toro gioca in casa. "Tranquilla amore, vedrai che ti porto su per farti fare il tuo lavoro". Esco dalla galleria, parcheggio nell'area di servizio, scendo, telefono a O. e lo avviso di non venire su in auto, poi mi accendo una sigaretta e mi godo la neve che viene giù copiosa all'aria aperta. Ultima nota, quando finalmente ci fanno ripartire ormai la strada è pulita, non c'è più bisogno delle catene. " Aspetta che scendo e le smonto" " ti aiuto" " no tranquilla faccio io" " no no ti aiuto". " di qui ho sganciato tutto, di la ?" "si le ho sganciate " "ok salgo in auto e la sposto di un metro così le mettiamo via". BRUM, BRUM, TRAHCLSHTR. " Che minkia è sto rumore ? " "Ma non le avevi sganciate le catene dal tuo lato ? " " Si solo davanti perchè alla parte dietro non ci sono arrivata" Altre bestemie... Y. **
Il nostro concerto II Segio Caputo suona a Rivoli, probabilmente per la prima volta nella sua vita. E questa è una di quelle cose che anche i nipotini potranno sapere. L'amico Olut, la di lui moglie ed io entriamo in sala con delle pinte di birra, per paura che poi finiscano i fusti e non ce ne sia più. C'è tanta gente, alcuni vengono da Torino. Nessuno da Cagliari.Caputo si presenta sul palco dell'allegra Maison Musique da solo, con una chitarra al collo, meno capelli in testa e la sguardo più sobri dell'ultima volta che ci siamo incontrati. Poi incomincia a cantare e suonare, poi salgono altri musicisti in sequenza e il concerto assume un tono molto più vivace.Il cesso dei maschi è rotto e a me tocca andare nel bagno delle femmine, e ogni volta che mi capita questa cosa penso alla sorellina di Ricky Cunnimgum (se così si scriveva) che in un episodio entra nel bagno/ufficio di Fonzie e dice "mi sono sempre chiesta com'era qui dentro". Durante il concerto io e i miei amici siamo felici che ci troviamo a sentire della bella musica sulla quale forse avevamo messo una pietra sopra. Siamo solo preoccupati che faccia canzoni strane, cose nuove, jazz freddo. Ma nulla di tutto ciò. Ad un certo punto suona anche un pezzo di "Al bar Elena" di Enzo Maolucci (che credo Caputo sia l'unico non torinese a ricordarsi chi fosse) Nel secondo atto portiamo altre birre, che intanto il fusto non è finito e la cameriera che sembra Bo Derek è gentile. Caputo dice che sarà l'ultima data del tour. A fine concerto l'amico Olut si avvicina a Sergio Caputo e ci dice "Bel concerto! meno male che non hai fatto le cagate dell'ultimo disco". Caputo sorride. Poi gli chiediamo se è l'ultima data del tour perchè poi l'altro chitarrista muore (non appariva in salute). Dice di no. Gli chiediamo se l'americana di cui si era innamorato coincide con quella che si è sposato, e dice di si. Si combina di bere tutti insieme. Caputo, con un gesto che ricorda i membri di AA, prende un cappuccino. Noi altre pinte. Alla notte siamo felici. Olut forse non tanto che si sente vecchio. Il giorno dopo il Toro gioca male ma vince. Che tornino tanti Sergii Caputi, a Rivoli ed altrove. AC ** Il nostro concerto _________________________ Sergio Caputo è un nostro mito, mio e dell’amico Andrea. Concerto al Teatro Verdi di Sassari, quarta fila. Spente le luci e tutti ai loro posti, arrivano due coppie, provenienti addirittura da Cagliari (si riconoscono dall’accento:-)) che si siedono davanti a noi. Fanno chiasso, cominciano ad urlare e sbraitare verso Sergio, lo chiamano, si siedono, si rialzano. Alle minacce di tutti si placano. E’ solo l’inizio. Uno dei quattro, il più a pezzi di tutti, comincia a parlare a vanvera, disturba, si agita, a un certo punto si accende una sigaretta. Sta per scoppiare una sommossa ma interviene la sua tipa che calma le acque. L’altro amico urla che non ne può più, si annoia, litiga con la sua tipa, si alza si risiede. Quello della sigaretta resiste cinque minuti per poi rialzarsi e tornare con un bicchiere di mirto inseguito dalla sicurezza che glielo requisisce e gli chiede di stare buono e calmo. Niente da fare. L’altra coppia sta per scoppiare, lui dice alla sua lei che vuole andarsene, lei prova a farlo ragionare, scoppia una lite furibonda, la gente intorno impreca e ordina di farla finita. Arriva la sicurezza e il tipo viene preso dalla collottola e sbattuto fuori insieme alla sua dolce metà. Ohhhh!!Sembra finita qui ma il bello ha da venire. L’altro si agita, urla, sbraita, lei s’incazza, urla, sbraita. Nel silenzio di una pausa musicale lui le rifila uno schiaffo che fa raggelare il sangue. Entra in scena l’amico Andrea, mi guarda, io gli dico no!! ma lui stufo e inorridito dall’ultimo gesto gli fa toc toc sulla spalla e lo invita a darsi una calmata. Manco detto quello si alza e lo spinge, Andrea, l’amico Andrea, l’ultrà della curva della Torres Andrea, gli scarica addosso una gragnuola di cazzotti da stendere un bue. Ho un’espressione compiaciuta. Faccio un cenno alla sicurezza che arriva e si porta via il malcapitato tenuto mani e piedi. Lo segue la sua tipa che uscendo inveisce contro i sassaresi e promette di non tornare più. Gli rifilo tutto le parolacce e gli improperi che conosco e la invito a togliersi definitivamente dalle balle. Nel frattempo, luci accese e il povero Sergione fermo sullo stesso accordo di chitarra da dieci minuti che assiste alla scena sul bordo del palco, mi giro e vedo tutto il teatro in piedi con il collo allungato che cerca di capire cosa accade. Scatta un applauso liberatorio, qualcuno urla “hai fatto bene!!” Andrea è acclamato dalla folla, si aggiusta la giacca “Tutto a posto Sergio, proseguiamo!” lui ci fa un cenno di ok, si continua a cantare, finisce il concerto. Tutto è bene quel che finisce bene. Più o meno. Teri ** Quando ci vuole... _________________________ Quando ero giovin signore e beato studente universitario, colsi sul fatto una signorina vigilessa a farmi tanto di multa di divieto di sosta, chiagnetti, pregai, feci il simpatico e il brillante, ma colei nulla mi tolse, fu simpatica e sorridente ma non mi tolse. Essendo ella pure di molto carina allora mi giocai la carta dell'invito a cena, almeno la multa fosse confortata da valida prestazione sessuale... Essa accettò, venne a cena con me e pure il dopocena, ma ahimeahi, la scoprii sadica, amava mordicchiare e graffiare. Quella sosta in centro mi costò la multa, la cena, e i cerotti. Y. ** Louisiana Britti_________________________alcuni anni fa mi è capitato di andare a prendere a Caselle Louisiana Red, un vero mito vivente del Mississippi blues, un'icona. In macchina mi fa "Do you know Eiligs Breddi?" io rispondo di no e lui comincia a dirmi di quanto è figo, che l'ha incontrato la prima volta a un blues festival in Olanda e che suona la chitarra da dio e che quando ha fatto il disco l'ha chiamato a fare un cameo e lui ci è andato apposta a Roma, dalla Louisiana, perchè è proprio uno tosto, e lui era onorato di suonare nel suo disco ecc. ecc. E io penso "ma questo Breddi dev'essere proprio un tipo tosto e com'è che non lo conosco?" Allora gli chiedo di farmi lo spelling per capire bene come si chiama, così magari cerco qualcosa di suo e me lo ascolto; lui mi fa ei el iii ecs biiii arrrrr ci ci aii e io dentro di me compongo le parole ALEX BRITTI e faccio una faccia tra lo schifato e il sorpreso pensando "ma è quello che va a Sanremo e che piace alle quindicenni". E insomma da allora ci ho fatto attenzione e sarà che mi ha condizionato Louisiana Red ma non riesco più a pensare ad Alex Britti come a un coglioncello, ma mi pare proprio tosto e che suona la chitarra da dio. E insomma tutta sta situazione, insieme alla prima volta in cui ho visto Locasciulli dal vivo per caso, con su quella faccia lì schifata che ho mostrato a Louisiana Red quando mi ha fatto lo spelling, e poi invece Mimmo è diventato un mio idolo; tutta questa storia, dicevo, mi ha insegnato che giudicare un musicista per sentito dire o per stereotipi è una gran cazzata, e con quello spirito e quella lezione lì sostengo che Cremonini abbi! a degli aspetti geniali e pure quella là di dimmitreparolesolecuoreamore ha un nonsoché. GFO ** Il pesciolino_________________________ Io una volta ho portato il mio padre americano e la sua fidanzata a Venezia, c'avrò avuto 22 o 23 anni. Un padre americano è uno che tu vai a fare un anno di scuola in America e lui ti ospita a casa sua, e può nascere anche un bel rapporto. Lui c'aveva quasi 60 anni e un sacco di fidanzate. Insomma arriviamo a Venezia, ceniamo, e loro dicono che sono stanchi e si ritirano nella loro stanza, io esco. Vado in una specie di birreria vicino alla Guggenheim e attacco discorso con una coppia di belgi, lei carina, studenti dell'accademia, una birra tira l'altra. Alticcio, ma assolutamente non ubriaco esco, stava piovviginando. Mi dirigo verso l'albergo, l'albergo era sulla Giudecca. Avvicinandomi all'albergo ragiono: se arrivo su e piscio e tiro l'acqua, tutto va a finire nel canale, tanto vale dar sollievo alla vescica direttamente nel canale. Costeggio per pochi metri un canaletto laterale, trovo dei gradini che scendono nell'acqua, ne scendo due, vedo che il terzo è ancora fuori! dall'acqua, ci appoggio il piede. Fuori dall'acqua sì, ma ricoperto di un tappetino di alghe viscide. Volo plastico, fermo immagine con me orizzontale, parallelo al canale a un metro circa di altezza, SPLASH! Con due veloci bracciate riguadagno la riva, l'acqua è densa e salata. Riemergo. Recito un mantra "che il portiere sia al cesso che il portiere sia al cesso che il portiere sia al cesso" Forse il portiere è al cesso, ma la porta è chiusa, suono. Apre, dico "piove", mi guarda come si guarda un pazzo, salgo le scale, a ogni gradino uno squirt e una pozzetta d'acqua. Guadagno la mia camera, mi specchio. Sono a chiazze verdi, pieno di alghe, dalla cerniera aperta dei pantaloni spunta il mio pesciolino, che avevo estratto ma mai riposto. Tutto qui (cit.) GFO Facce eroin!_________________________ quando vidi il concerto di lou reed e laurie anderson fu una cosa molto bella perchè ebbi la fortuna di avere dei posti in prima fila, comperati su internet... durante il concerto, bello ma molto anderson-like, nulla velvet, un tizio vestito in pelle con un gillet che faceva uscire tanti peli da tutte le parti e il capello lungo e un po' sporco si sedette sugli scalini di fianco a me... i commessi fiat dell'auditorium erano già un po' agitati, non sapevano che fare... ad un certo punto dalla bocca del signore esce u urlo "A' Lù... Facce Eroin..." ma mr. reed rimase impassibile a suonare la chitarra mentre mrs anderson declamava versi di Malville o Omero che fosse... tutto ad un tratto il signore si alza, si avvicina al palco, (che non è molto alto) e allunga la mano destra fin quasi a toccare la bocca illuminata da un neon interno di lurie anderson e urla "amvedi 'sta stronza, aò... amvedi come t'ha rrovinato..." e se ne esce dalla sala mentre i giovani della fiat corrono su e giù come pacman che cerca i fantasmini dopo aver preso il pallino grosso... AC
|
Nanetti, la curiosa
sezione dei brevi. Scriveteci le vostre brevi storielle non identificabili con altre sezioni! Scrivi qui ! |
Laperquisa.it. Per scrivere, osannare, insultare, domandare, dare soldi, contribuire e consigliare... info@laperquisa.it buonanotte, ma soprattutto buona fortuna.