LaRivista [ Laperquisa.it ]

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LaRivista? Perchè?

Laperquisa ha oggi tutti i presupposti per esprimersi in una rivista. Un oggetto prezioso che, trovandosi natante nello stesso mare (inquieto, calmo e multicolore) del sito internet vada a insinuarsi in quei sentieri ancora ombrosi della comunicazione cartacea, con il fine di mostrare alla gente (che conosciamo e che ancora non conosciamo) una sintesi del cosmo pensante laperquisiano. Questa idea nasce, e va bene, ma perché? Rispondo personalmente sperando di trovare accordo: semplicemente per essere noi stessi come siamo sempre stati ma con l’importante aggiunta che, arrivati a questo punto, c’è all’interno della realtà laperquisiana, sufficiente ricchezza emotiva, morale, intellettiva e artistica per dire: andiamo!

Come Fare?

 E arrivati a questo punto, diviene secondo me necessario affrontare i pericoli del mondo esterno al sito, affrontare la critica e l’azione morale e intellettuale e tutto il resto. Ma più di tutto, sarebbe per me una vera e propria mancanza di autocoscienza quella di non mostrare al mondo (pensato nei suoi massimi confini concreti e ideali) la ricchezza del movimento laperquisiano. Che cosa, secondo me, proviene dal movimento di così ricco da voler essere presentato in una rivista? Proviene l’emozione del pensiero libero da obiettivi e da schemi precostituiti, la libertà di non sapere esattamente ciò che si è e l’energia imponderabile del volerci inseguire l’un l’altro. Siamo semplici testimoni del nostro capire e interpretare le cose e di dire dove il mondo ci piace e dove non ci piace.
Convinzioni

 Vorrei veder la rivista come una finestra aperta sul luccichio di ogni essere umano, e come confronto emozionale aperto nei confronti della realtà. Un confronto che, essendo ricco emozionalmente è di conseguenza generatore di un livello intellettivo puro, che scavalca la cieca contrapposizione mondana tra il logico e l’illogico, tra la scienza e l’arte, tra il mondo così com’è e il mondo così come potrebbe essere (si fà filosofia e non si fà filosofia: s’immagina l’unità nel caos). Allora, l’anima informatica del sito si espande e perviene a una gemella concretezza cartacea, anch’essa inseguente l’individuo nei suoi nessi di libertà sartriana. Saremo “a nostro modo” un periodico d’informazione e non nascondo che il mio sogno errante e febbricitante è quello di udire, fra due-tremila anni, una voce dignitosa esclamare per strada: “Ahh! Laperquisa, quel periodico di libertà sartriana!!!”.

Ecco, siamo un esempio di libertà, e fatto questo abbiamo fatto tutto (potrebbe essere questo il “delirio” della rivista laperquisa?)

P.S. Per ciò che riguarda le questioni tecniche, va detto che Laperquisa ha costituito un comitato redazionale di lettura aperto ai collaboratori interessati. Questo comitato leggerà i materiali inviati dai collaboratori all’indirizzo mail larivista@laperquisa.it. I collaboratori che oggi scrivono per il sito sappiano dunque dell’esistenza di questo nuovo indirizzo e sappiano che le possibilità comunicative non sono cambiate ma sono semplicemente aumentate. Il compito del comitato di lettura sarà quello, inevitabile, di fare le scelte, di determinare la linea editoriale, di effettuare una sintesi dei contenuti pervenuti, di lavorare sugli aspetti formali nel più ampio dialogo con i collaboratori. Di conseguenza, il comitato di redazione è costantemente responsabile delle proprie scelte nei confronti di tutti i collaboratori e di tutti i lettori. Buona rivista a tutti.

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