Syd-è - 24 December 2009
Buone feste,
auspicandovi " democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni"...
Fabrizio - 23 December 2009
Il re fa rullare i tamburi
Giorgio Federico Accordo - 22 December 2009
Lascia ch'io pianga la cruda sorte
e che sospiri la libertà.
R.Mutto - 15 December 2009
Assiso di fronte allo stillicidio
di ogni mio infuocato pensiero
accolgo con le mani
la forza del mondo percepito.
Perchè devo essere ogni volta diviso
e piangere l'estremo baluardo del mio limite?
R.Mutto - 9 December 2009
E adesso rirutto!
R.Mutto - 9 December 2009
Chi è il Poeta?
Chi l'ha visto?
Qualcuno lo può riconoscere
ha le forme del visibile
è una mela ancora da mangiare?

Chi è il poeta?
Una luce e la clessidra
la pelle che invecchia forse.
ze - 8 December 2009
burp



ops


scusate
R. Mutto - 26 November 2009
Ora rutto!
R.Mutto - 7 November 2009
Senza soluzione di continuità
un patimento
che per paradosso è gioia
di non avere un punto d'arresto
che è l'instabilità di carattere.
ANKH - 1 November 2009
La Terra Santa

Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti.
Lì dentro eravamo ebrei
e i Farisei erano in alto
e c'era anche il Messia
confuso dentro la folla:
un pazzo che urlava al Cielo
tutto il suo amore in Dio.

Noi tutti, branco di asceti
eravamo come gli uccelli
e ogni tanto una rete
oscura ci imprigionava
ma andavamo verso le messe,
le messe di nostro Signore
e Cristo il Salvatore.

Fummo lavati e sepolti,
odoravamo di incenso.
E, dopo, quando amavamo,
ci facevano gli elettrochoc
perchè, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno.

Ma un giorno da dentro l'avello
anch'io mi sono ridestata
e anch'io come Gesù
ho avuto la mia resurrezione,
ma non sono salita ai cieli
sono discesa all'inferno
da dove riguardo stupita
le mura di Gerico antica.

Alda Merini,
da " La Terra Santa" 1983
beru - 26 October 2009
Regalerei, se la sapessi scrivere,
una poesia a voi, e una a me,
al modo dello specchio
che sempre mi si para davanti.
Una poesia dolce
che possa far stare una lacrima.
Una poesia vera
che si fermi al cuore delle cose.
Ma è già finito l'impeto
e mai la scriverò
cla - 19 October 2009
anche il tempo si piega al volere (o al non potere) del calendario laperquisiano
beru - 19 October 2009
Il duemilaotto imperituro, sempre acceso
mai domo, nè stanco, orbita fissa.
Il duemilaotto del cuore affranto
delle ossa deboli, del respiro rantolo.
Il duemilaotto delle mie gioie
dei miei dolori, vivi come la domanda
di una vita che si faccia sempre avanti.
Il duemila otto dei bambini,
dei vecchi e dei senza età.
Il duemilaotto mio, sempre qui.
ze - 15 October 2009
Nella mia vita futura vorrei essere una bella rondine..
cosi almeno potrei ritrovarti amore mio ..
per cagarti in testa !
J.P.K. - 9 October 2009
Una somministrazione continua, ordinata, di lsd (dietilammide di acido lisergico) è l'unico modo "attualmente" immaginabile per provocare una rivoluzione nei costumi, negli atti.
ANKH - 8 October 2009
"L'America è la parte femminile del mondo ed è ninfomane,
la sua sessualità causa guerre come lo sperma che un uomo mette in una donna e una donna nel suo stesso corpo."
Loppia - 29 September 2009
Certo, fremendo giungerò a te
e poi, la falsa meraviglia,
m'accorgerò che lunga strada
ancora manca
il Bizza - 26 September 2009
studiare Snoopy!!
beru - 25 September 2009
Studiare Jaspers!
Ipparco - 25 September 2009
Io non sono l'Ipparco grande geografo
Borges - 25 September 2009
La frase l'ha detta l'unico infinito scrittore che è tutti gli scrittori
Pascal - 25 September 2009
E' vero, l'ho presa perchè mi piaceva
Cartesio - 25 September 2009
Che fai Pascal? La frase che hai detto tu l'avevo detta prima io!
Ipparco - 25 September 2009
Causa è una parola. Una parola ha senso solo per l'uomo. L'universo non è l'uomo. L'universo ha causa e non ha causa. L'universo nè ha causa nè non ha causa.
Pascal - 25 September 2009
L'uomo non è causa di se stesso, altrimento si sarebbe dato quelle perfezioni di cui è mancante
il Bizza - 25 September 2009
...ora è da capire cosa sia l'incoerenza...
il Bizza - 25 September 2009
concordo col Beru, è l'incoerenza che trasforma un fatto in contraddizione.
Altrimenti rimaniamo sul piano delle opinioni o delle false affermazioni, ma quando sono incoerente mi contraddico.

Ma posso veramente sapere chi sono? chi possiede la mappatura totale della mia persona? forse io? posso potenzialmente almeno in teoria arrivare alla piena conoscenza di me stesso??? Naaaaaaaaa!!!!
Golgota - 24 September 2009
E pur vero che nel loro loop mentale, intessuti di semplici e servili luoghi comuni, nella loro limitatezza, e persino nella loro squallida benevolenza nell'accettare la critica e l'invettiva qualora controllabile, questa avvilente e purulenta borghesia governa il mondo
beru - 23 September 2009
A mio parere riguardo l'etica una contraddizione diventa incoerenza. Possiamo dire che l'incoerenza è una forma di contraddizione laddove l'oggetto che si discute non è falso o vero in se. Perciò, in un certo senso, l'etica è condannata alla contraddizione. Da un punto di vista strettamente formale Zenone potrebbe avere ragione quando afferma che la sottrazione di due contraddizioni da un risultato nullo. Proprio nell'enunciato "il migliore amico è il cane e il migliore amico è il criceto" si può rilevare che i 2 termini sono contradditori uno rispetto l'altro, e siccome non c'è una base di partenza certamente vera, se sottraggo uno con l'altro i due termini reciprocamente contradditori, ottengo risultato nullo.

Al bizza: quando saprai chi sei, saprai a chi lo dici!
il Bizza - 23 September 2009
Ma se mi contraddico, contro chi lo dico?
ze - 23 September 2009
Se considero l'affermazione:

"Io affermo che il migliore amico è il cane"

Mi contraddico se dico che il migliore amico è il gatto, ma anche se dico che il miglior amico è il criceto.

Sono contraddizioni perchè sono in relazione con la prima affermazione. Non è giudicabile il vero dal fasullo. Molte etiche, però lo fanno.



z
beru - 23 September 2009
e dunque non vi è nulla da sottrarre
beru - 23 September 2009
Se io dico "il sale è lo zucchero" non è propriamente una contraddizione ma una affermazione falsa, che (questo si può dire) in quanto falsa, è in contraddizione con la presunta realtà del soggetto (il sale). Se questo è considerato contradditorio, allora vi sono infinite contraddizioni possibili sull'oggetto (il sale è il pepe ecc ecc). In questo caso se sommo due contraddizioni non ottengo affatto un risultato nullo. Però la vera contraddizione è forse quella che afferma e nega (al contempo) un predicato, e cioè: "il sale è il sale e il sale non è il sale". In questo caso non sono nemmeno possibili due contraddizione rispetto al predicato, ma una sola, e dunque no
beru - 23 September 2009
Non capisco una cosa però. Per ogni soggetto e il suo predicato vi è una sola sola contraddizione possibile o più di una? Consideriamo ad es. gli enunciati linguistici: se io dico "il sale è il sale", questa non è affatto una contraddizione, ma una verità evidente (analitica direbbe kant o tautologica direbbe un linguista).
ze - 23 September 2009
le contraddizioni non possono essere uguali, altrimenti sarebbero delle coerenze!
il Bizza - 23 September 2009
eh no, perchè meno con meno fa più...
ze - 21 September 2009
dipende, se sottrai due contraddizioni, il risultato potrebbe essere nullo!
Tullio - 20 September 2009
Prova, e vedi
il Bizza - 19 September 2009
Ma le sottrazioni, sono delle contraddizioni?
Eulofio - 18 September 2009
L'occhio, l'occhio che sempre mi vede
ha oramai sentenziato la sua lucida scure.
Troppi e vani tentennamenti
esagerati i secondi sprecati
tutto è tornato a me
nella dolce sentenza
morte
jacques - 18 September 2009
Ragazza triste che giuochi coi pupazzi
a cosa pensi mai.

Penso ai ragazzi dai mille lazzi
Penso ai ragazzi dai mille cazzi.
jacques - 18 September 2009
stai li davanti a me
nella luce dell'amore
ed io sto qui
davanti a te
nella musica della felicità
Ma la tua ombra
sulla parete
spia ogni attimo
dei miei giorni
e la mia ombra
fa lo stesso
e spia la tua libertà
Eppure io ti amo
e tu mi ami
come si ama il giorno la vita o l'estate
Ma come le ore che si seguono
non suonano mai ad un tempo
le nostre due ombre s'inseguono
come di cani di una stessa madre
staccati dalla medesima catena
ma ostili entrambi all'amore
unicamente fedeli al padrone
alla padrona
e che aspettano pazientemente
ma tremanti d'angoscia
la separazioni degli amanti
e che aspettano
che la nostra esistenza si concluda
e il nostro amore
e che gli buttino lì le nostre ossa
per prenderle
celarle e seppellirle
e seppellirsi anch'essi
sotto le ceneri del desiderio
fra le macerie del tempo
beru - 10 September 2009
il linguaggio poetico esprime istinti profondi, le cose stesse, nel loro apparire come fenomeno

epperò tutto il fenomeno insieme, siccome va avanti, è qualcosa

Ma questo qualcosa ha paura, e ne crea il fenomeno.
Ma se questo qualcosa ha paura, di cosa ha paura se non del fenomeno della paura?

E così c'è la paura
Persona - 7 September 2009
Che fai tu Luna, in ciel?
dimmi, che fai, silenziosa Luna?
beru - 3 September 2009
Persona
Alice - 3 September 2009
Persona... Bergman, un capolavoro!
beru - 2 September 2009
Io, nè più nè meno lo che fu Euripide, giaccio.
Dovevo stare zitto?

Vorrei leggere Walt Withman!
cialis - 29 August 2009
yiycbduy jilbqqfm irdieiaj
ze - 20 August 2009
ahimè no... ma sarebbe interessante scorgene alcuni aspetti
beru - 19 August 2009
sapete qualcosa della cervellosi multipla complessiva?
beru - 17 August 2009
cosa può far pentire una natura furiosa, un fiume carico d'acqua perchè ingrossato da una tempesta, cosa, la tempesta forse?
ze - 8 August 2009
l'importante è non cedere nel pentimento!
beru - 3 August 2009
Bisogna ricordare il fatto che gli imperativi d'azione sono follie del momento. E follie sono di tue tipi: impeti dell'emozione o delirio della ragione
beru - 2 July 2009
Questo duemilaeotto tremendo,
mai finito
esala ancora i suoi bisbetici vapori
e lungi dal venire meno
fermo sulla porta muove la sua mano...
anonimo - 1 July 2009
ma il perquilibrio 2009?
Aldo Palazzeschi - 26 June 2009
Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu!

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente!
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.
beru - 18 June 2009
questo duemilaeotto finito,
andato e sotterrato
che ora ridestandosi
mi solleva nient'altro che pena
imbarazzo dell'umano destino
e l'atavica gioia
che nulla ha (a) che fare...
Syd#9 - 12 June 2009
Grande Aki! :)
Colchio - 12 June 2009
Ti chiami Iginio Capaldi?
Z - 10 June 2009
«Forse ho pensato di fare cinema perché non sono capace di fare nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno per le vie di Helsinki cercando di rimediare i soldi per bere, ma era sempre più difficile trovarne. Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film. Uno ha chiesto: su cosa? Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita.» [Aki Kaurismäki]
r_atto - 6 June 2009
cercate gli antipasti.
ze - 6 June 2009
la cassaforte laperquisiana è quasi vuota, l'ing. r_atto non è presente! ... rimanda a info@laperquisa.it !
r_atto - 6 June 2009
antipasti...
Anacleto Bastasà - 5 June 2009
Come ti va, Isbrunello? Ogni tanto ti fai sentire!
Io una merda. Sono atrofizzato dentro.
isbrunello - 5 June 2009
La falsa schematizzazione tecnica ha portato a tutto ciò. Non posseggo però ancora un intelletto sufficientemente sviluppato per smettere di idolatrare tutti i falsi miti.
Nel frattempo, vi volevo dire, ho svaligiato una banca. I soldi sono a disposizione della rivoluzione culturale e verranno bruciati in un falò pubblico che si terrà a Torino, in piazza Castello, il 25 settembre 2010.
beru - 5 June 2009
Guarda: se sono stati scritto sotto il nome di r atto io non li ho letti. Se li hai inviati a info sono nella cassaforte laperquisiana....
r_atto - 5 June 2009
io l'ho scoperto all'art in town...
distribuzione gratuita in tutta italia.
allora sai dirmi qualcosa dei miei scritti?..o siete troppo carichi di proposte...
beru - 4 June 2009
Suole al vento? Si, ho avuto modo di sfogliarlo e leggere qualcosa. Niente male dai. Ma dov'è che circola?
Il presidente, bè, verrà decapitato di nuovo.
r_atto - 3 June 2009
complimenti al "nuovo" presidente!
:)
r_atto - 31 May 2009
osservo.
beru.
grazie del pensiero.
vi ho spedito alcuni scritti...non ho avuto alcun feedback...
mediterò ancora un pò...
prima che qualcuno combini un casino...
ma sono solo parole.
ho scoperto un nuovo ottimo spazio letterario, Suole al Vento.
conoscete?
beru - 30 May 2009
E tu R(atto), che fine hai f(atto)?---
beru - 30 May 2009
Direi proprio di si!
Grazie
ze - 28 May 2009
Sto leggendo Guyau, interessante ... ti passerò il materiale, Enzo.
beru - 10 May 2009
Esimio Ratto,
eri un topolino, e adesso sei diventato grande?
Nessuna polemica certo: è che l'argomento mi è interessante! Anche se a me la vis polemica mica dispiace!
Può essere che, siccome scrivi o parli (con tutte le sfumature che vuoi) magari ti faccia piacere un pò di dialettica sui contenuti, visto che la tua si tratta di una, seppur enigmatica (e scritta), esortazione...
:\
alì - 10 May 2009
L'aria fritta la salto in padella!
r_atto - 10 May 2009
caro beru...
ho scritto non parlato...piccole sfumature...
:)

nessuna polemica.
l'inutile nasce da noi stessi.
beru - 10 May 2009
Ringrazia, se no avresti parlato inutilmente
r_atto - 9 May 2009
quante parole...
Stefano - 8 May 2009
Anche un concetto nato da parole, secondo me, cambia il nostro corpo: pensiero concettuale,memorizzare,parlare di parole con delle parole implica un riarrangiamento delle vie sinaptiche e una modificazione a livello chimico delle cellule nervose (nel memorizzare parole ,ad esempio, avvengono legami con NO2 a livello delle terminazioni). Questi sono in tutto e per tutto dei cambiamenti (cellulari), anche se non visibili dall'esterno. Essere un camaleonte è essere in modo più appariscente...
beru - 6 May 2009
Non è affatto dimostrabile che possano veramente esistere concetti derivati da parole che a loro volta derivano da parole ecc ecc...Potrebbero in questo caso esistere concetti di concetti senza un esistenza reale di un oggetto. Io però non concordo. Una parola esprime in ogni caso un esistenza, anche se questa è trascendente, poichè l'intelletto, che ha funzione derivativa rispetto alla percezione (alla sensazione e all'emozione) non potrebbe da sè creare un qualcosa che prima non sia stato percepito a livello emotivo. Questo qualcosa, dunque, è percepito, in quanto esiste.
ze - 6 May 2009
un solo pensiero non basta a dar vita a una vita sociale... ma comprendere e condividere il pensiero si. Anche nel suo piccolo, anzi, a cominciare dal piccolo (per quanto sia piccolo l'Unico)
r_atto - 5 May 2009
Abbandonate la forma di pensiero concettuale (parlare di parole con delle parole) e sostituitela con una forma azione che guarda al vissuto delle azioni materiali fatte per raggiungere la conoscenza (il concetto).
Un concetto nato da parole, non cambia il nostro corpo mentre un concetto operativo (atto/azione) è un cambiamento cellulare...
Essere un camaleonte è essere...
ma è un solo pensiero.
Stefano - 4 May 2009
Le mosche svernano sulle matite: lì c'è un clima temperato
Giobbe - 28 April 2009
Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell'anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti
beru - 28 April 2009
Domani forse sarà di nuovo giorno
e gli atomi incomprensibili che uniti fanno me
perchè, mi chiedo, non se ne vanno liberi
a formare un altro?
Ugo - 24 April 2009
Forse perché della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi e gli zefiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
ZE - 23 April 2009
ma questo è un nanetto! w i nanetti!
beru - 23 April 2009
Acquistando carne in una tipica macelleria piemontese, gestita da madre e figlia rigorosamente piemontesi, ho fatto l'errore (poi rivelatosi fortunato) di rispondere alla fatidica domanda: "vuole altro?" con l'espressione "va bin parei". Subito in risposta: "va bin parei?...Lei è piemonteeeese?". Ovviamente non potevo a quel punto deludere: "Si! Mia mamma è di Reggio Calabria!" Dopo un silenzio perplesso, la replica: "Oh..ma è venuto un bel figliolo ne?". Grazie. Al momento di pagare, il riscontro. La figlia: a quanto gliele metto le fettine, mamma? - Non mettergliele a tanto, fagli lo sconto!"
Consiglio a tutti, in macelleria, di rispondere: va bin parei!
Tra parentesi: la carne bovina di manzo o vitella rigorosamente piemontese è difficilmente battibile in bontà.
ze - 17 April 2009
Ël bergè, sentend lolì,
l’è sautà fòra d’ant la baraca;
con la viòla ‘n man s’è butà a sonè,
a l’ha piàit bela bergera, l’ha fala dansè.
Syd#9 - 15 April 2009
Nel momento in cui...
Nel momento in cui...
Nel momento in cui...
cla - 15 April 2009
eventualmente...
beru - 10 April 2009
....proprio dal nulla l'angoscia umana, e siccome l'angoscia umana è un qualcosa di reale, anche il nulla deve essere qualcosa di reale...
beru - 10 April 2009
La follia conseguente, per egli, è che noi crediamo come possibile che un essere possa sorgere dal nulla per poi ritornarvi. E' anche da questa follia logica da cui deriverebbe la credenza in Dio, quale entità che dal "nulla" crea il mondo...
Diversamente, Sartre, motiva pro
beru - 10 April 2009
Ci si divide parecchio sulla questione se il “non-essere” sia (come è il "nulla" di Sartre) o se, (più logicamente a mio parere) non sia. Da questo punto di vista il nulla non è, l'essere è. Il non-essere è perciò assenza d'essere, ma questa assenza, appunto, non è. Sartre, nella sua introduzione a "L'essere e il nulla" preambola invece affermando l'essere e l'essenza del "nulla", situandolo dentro l'essere, come un goccia, come un nucleo di un frutto. Emanuele Severino, al contrario, riprende l'antica concezione Parmenidea secondo la quale l'essere è, e non può non essere. A suo parere, l'angoscia e l'instabilità della nostra epoca derivano principalmente dal dare una realtà a una cosa che non è reale, quale il nulla.
golpe - 10 April 2009
ma forse c'è un sottotesto che non riesco ad afferrare...
golpe - 10 April 2009
e se quell'altro fosse posato su qualcosa?
ze - 9 April 2009
eh no, bastava posarsi su un altro camaleonte!
eh eeh eh ehah a oah fh
golpe - 9 April 2009
"Tutto triste, il camaleonte, si reseconto che, per conoscere il suo vero colore, doveva posarsi sul vuoto." Epistemologia, A.Jodorowsky
golpe - 9 April 2009
Secondo me potresti risolvere la questione tornando al PAV :) Luogo in cui tutte le controversie si appianano in un unico paradosso architettonico, nè?
ze - 9 April 2009
errato, c'è il non essere!
emanuele severino - 8 April 2009
Di una cosa sola non c'è il contrario: l'essere
isbrunello - 8 April 2009
Il contrario non esiste?
Ma allora perchè, come mai, ho potuto prendere un'autostrada "al contrario"?
Che vita.
Stefano - 6 April 2009
Il poveretto è morto per un infarto mentre faceva l'amore con sua moglie:
è andato mentre veniva
golpe - 5 April 2009
e ora un meritatissimo pranzo di avanzi nella mia pausa pranzo da lavoro domenicale...sigh..
golpe - 5 April 2009
Il contrario...il contrario...materialmente è solo uno strumento, una maniera di affermare i propri contorni, per contrasto. E' una conseguenza della cultura manichea. Una semplice categoria della mente. Di fatto non è. Incarna il conflitto, che può essere uno stato di esigenza, il bisogno di una fase evolutiva. E nulla più. I think.
Syd#9 - 3 April 2009
Tu sei quello anche se non sei contrario :)
il Bizza - 2 April 2009
Ma se sono contrariato su qualcosa, divento un non essere?
cla - 27 March 2009
hai dato la risposta
ze - 24 March 2009
Qual'è la domanda?
cla - 22 March 2009
ma il perquilibrIo 2009?


azzo, erano anni che non lo dicevo
ze - 22 March 2009
No, è quella che brucia completamente!
Stefano - 19 March 2009
L'unica chiesa che illumina è la chiesa che brucia?
Syd#9 - 19 March 2009
E quello del nulla? :)
anneo - 18 March 2009
idem
Syd#9 - 18 March 2009
E quello della morte?
anneo - 17 March 2009
Non è mai breve il tempo della vita
Ze - 16 March 2009
Enzo, prendiamoci una sbronza, per rispondere a ciò!
beru - 16 March 2009
Ecco, per rispondere a ciò mi prendo una vacanza. E' troppo impegnativo :)
Syd#9 - 14 March 2009
La questione del "contrario" la si può affrontare da tutti i punti di vista che vogliamo:scientifico,filosofico,linguistico,religioso,spiritista etc...ma il nostro "io" intoccabile ed incontaminabile come reagisce alla questione usando l'istinto?Senza preconcetti e pregiudizi di sorta,cosa percepisce?
Esattamente nello stesso modo in cui Kieslowski ci ha mostrato martedì scorso...
beru - 13 March 2009
Mi prendo una pausa per rispondere a ciò. E' impegnativo
Stefano - 10 March 2009
L'essere contrario contrario al non essere è un quesito molto ardito, perchè difficile è definire l'uno e l'altro. Se consideriamo l'essere come una determinata aggregazione di atomi, che pensa (grazie a quest'aggregazione) e quindi concepisce la sua esistenza, allora non esiste il contrario dell'essere. Infatti una diversa aggregazione di atomi ( ad esempio con la morte) che non ci permetta più di pensare, non è contraria all'essere; è solo un'aggregazione diversa.
Se invece l'essere è qualcosa d'latro, non saprei rispondere.

Secondo me gli eventi ciclici possono considerarsi, dal nostro punto di vista, effettivamente contrari, consci però che per un osservatore esterno, posto ad adeguata distanza, non lo sono.

Le emozioni umane invece non credo debbano essere considerate contrarie, poichè costrutti del nostro encefalo differenti in talune parti e simili in altre ( l'amore e l'odio per esempio) e spesso concomitanti.
Tu cosa credi?
beru - 10 March 2009
Senz'altro questa distinzione deve essere posta. Ma ci sarà poi utile? Infatti, è pur vero che da un punto di vista assoluto nè si può dire che la notte è contraria al giorno, nè si può dire che il bianco è opposto al nero. Ulteriori elementi però emergono nella dialettica:
1. l'essere è o no il contrario del non essere? (il principio di non contraddizione è o no valido?)
2. se vi è ripetizione ciclica (e mai concomitante dunque) come dire che in nessun modo il giorno è opposto/contrario alla notte?
3. come affrontare la quesione nell'ambito delle emozioni umane? (la sofferenza è o no opposta/contraria alla gioia?)
Stefano - 10 March 2009
Infatti le cose che noi consideriamo contrarie lo sono solo nella lingua italiana ( giorno con notte, salato con insipido, ecc). Nella realtà le cose sono contrarie solo per alcune caratteristiche. La notte, per esempio, non è contraria al giorno, bensì e la porzione della terra non irraggiata dal sole in misura uguale all'altra porzione della terra, rivolta verso il sole. La porzione "notte" infatti riceve la luce solare in minor parte tramite la Luna e altri corpi vicini. Però per una caratteristica più specifica, ad esempio l'irraggiamento solare diretto, è effettivamente contraria. Altri contrari ( Bianco e Nero) sono ancora più labili. Nella vita di tutti i giorni però è troppo utile l'uso dei contrari per pensare di metterli in discussione seriamente.
ze - 10 March 2009
A sto punto dovrebbe - per onor di causa - essere introdotta la differenza tra opposti e contrari... E questo scaturisce le premesse, poichè è solo da un punto di vista che si hanno queste differenze, dal punto di vista umano, e non assoluto. Perchè diciamo che il bianco è contrario al nero? Perchè nella nostra mente abbiamo fatto delle premesse!
beru - 10 March 2009
Vetuste (come in primis) reminescenze di arcaica dialettica dell'essere ancora sibillano?
Ma io cerco una periferia d'irrilevanza temporanea!

Al riguardo mi sembra che se tutta la materia ha (come alcuni affermano) il suo contrario nell'antimateria e così come ipotizzò Einstein, l'universo, per funzionare secondo le leggi della relatività generale, debba contenere una nascosta costante facente parte della sua massa, allora non solo le singole parti della materia hanno il loro contrario ma tutto l'universo ha il suo contrario.
Ora, è anche vero che in termini di significato questo vuol dire ancora poco, fermandoci a quello che sappiamo. Vuol dire poco così come poco vuol dire sapere che il contrario della biro è l'antibiro.
In realtà manca in tutto ciò una cosa per noi necessaria affinchè si possa definire una cosa opposta all'altra: la ciclicità. Infatti su questa base noi possiamo dare un significato opposto solo ad elementi che si alternano ciclicamente: giorno/notte.
Stefano - 9 March 2009
Il protone è l'elettrone sono considerati complementari sì, ma opposti nel segno della carica.
Io pensavo come opposto del protone una particella analoga detta antiprotone: ha spin di 1/2 analogamente al protone e stessa massa, ma carica elettrica esattamente opposta. Esiste una particella analoga per l'elettrone detta positrone.
ZE - 9 March 2009
Quindi sintetizzando tu dici che Un oggetto è composto da contrari, ma è il suo significato che puo' non averne. Bene, bene... giusto. Però ho qualche dubbio che il protone sia il contrario di... o l'elettrone sia il contrario di... piuttosto sono complementari, e non contrari. O sbaglio?
Stefano - 9 March 2009
Ma gli oggetti in realtà sono: poichè composti da particelle quali i protoni e gli elettroni di cui esistono sia il contrario sia il corrispettivo
ze - 9 March 2009
quindi gli oggetti, che non hanno generalmente un contrario, non sono. Questo per il principio che se esiste il contrario esiste il corrispettivo e quindi se non esiste il contrario non esiste il corrispettivo.
Esempio: Il contrario di "biro" ?
Syd#9 - 8 March 2009
SìNo a che si parla di "contrario", si avrà sempre un corrispettivo contrario di esso.Contrariamente il contrario non esisterebbe se non fosse contrario al suo contrario.
Stefano - 8 March 2009
Quindi sì è contrario di no? Direi si e no
ze - 6 March 2009
Si, il forse è tra il si e il no, forse.
Syd#9 - 5 March 2009
Il contrario del contrario del "Sì" e del "No" è il contrario del loro contrario.
Alice - 5 March 2009
Si è il contrario di no.
ze - 5 March 2009
No è il contrario di Si.
beru - 3 March 2009
no, è il contrario
Stefano - 1 March 2009
Desueto è un termine vetusto?
Cliente e barbiere - 25 February 2009
Piano piano barbier, che l'acqua scotta,
voi medicate senza hauer dolore,
non sentite il paziente, che borbotta
e manda da i calzoni un brutto odore
certi bocconi il pouerin' inghiotta,
che di morte gettar fangli di sudore.
Quanti il chirurgo pensano di fare,
e di cani non san ne'anco castrare!!!
Se le ciance pagassero a gabella
quante lingue starebbon chiuse in bocca
senza parlar ponete in scarsella...
la man, e fate pur quel che ui tocca
Mi rauuoltate a dirui le bodella
con sentirui a parlar tanto ala sciocca
vorreste dopo hauer sana la piaga
al pouero barbier rubar la paga!
Dama - 24 February 2009
c'era una volta un re
seduto sul sofà
che disse alla sua dama:
raccontami una storia!
La dama incomincio':
c'era una volta un re
seduto sul sofà
che disse alla sua dama:
raccontami una storia!
La dama incomincio':
c'era una volta un re
seduto sul sofà
che disse alla sua dama:
raccontami una storia!
La dama incomincio':
c'era una volta un re
seduto sul sofà
che disse alla sua dama:
raccontami una storia!
La dama incomincio':....
Ralph Emerson - 17 February 2009
La mia chiesa accetta pressochè tutti i valori:
- banconote da cinque, da dieci, da venti...
Ze - 17 February 2009
è auspicabilmente vietato, anche prendendolo alla lontana, qualsiasi riferimento al caso Englaro.
Ci hanno rotto le palle con chi decide cosa e viceversa.

Io sul comodino ho la foto di Erode.

Zeno
Cardinal Joseph Ratzinger - 16 February 2009
“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire.
Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”
In: catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.
beru - 15 February 2009
Dovrebbe far parte di un linguaggio ormai in disuso, o forse di uno che deve ancora venire
ze - 8 February 2009
tccree dot siro
isbrunello - 15 January 2009
Ho comprato un kilo di panna e me lo sono mangiato. Poi ho vomitato un kilo di cioccolato. Mangiai dunque un kilo di cioccolato e cagai un kilo di merda. Non capivo la logica. Rimangiai un kilo di panna e rivomitai un kilo di cioccolato. Mangiai un kilo di merda e cagai un kilo di cioccolato.
Poi andai dal negozianti e gli chiesi: "scusa ma tu come lo prepari il cioccolato che vendi?"
Spirito Critico - 15 January 2009
Tantissime bombe metafisiche! Ma dobbiamo farle esplodere nella testa di ciascuno per aprire un po' gli occhi e azionare i neuroni!
Più prati, meno preti!
beru - 14 January 2009
Quante bombe metafisiche hai?
SPIRITO CRITICO - 14 January 2009
Invece di lamentarci e restare sotto lo scacco di una classe politica che pensa solo ai propri interessi dobbiamo cambiare noi. Più spirito critico, meno televisione!
finale... - 13 January 2009
LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA

PER FESTEGGIARE
IL MIO COMPLEANNO
SIAMO A PARIGI
CHE FELICITA'
E A PLACE PIGALLE
SOTTO I CIELI BIGI
LUI VUOL SEMPRE STRINGERMI
E A BACIARMI CON PASSIONE

MA STAI ATTENTA
OR TI VUOL PORTARE
SULLA TERRAZZA
DELLA TORRE EIFFEL

BEH CHE VUOL DIRE
COSA C'E' DI MALE
SE MI PORTA SULLA TORRE
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

MA LE VOLEVA BENE
TANTO BENE
MA LE VOLEVA BENE
TANTO BENE
MA LE VOLEVA BENE
TANTO BEN
BENE DA MORIR

LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA
BENE DA MORIR
Quartetto cetra - 13 January 2009
LA LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA

LUI MI VUOL BENE
TANTO TANTO BENE
MI PORTA A SPASSO
TUTTI I VENERDI'
GIUNTI NEL PARCO
DOVE C'E' UN LAGHETTO
LUI COMINCIA A STRINGERMI
E A BACIARMI CON PASSIONE

MA QUANDO SIETE
SOPRA IL PONTICELLO
IL TUO TESORO
FIOR DI OGNI VIRTU'
CON IL PRETESTO
DI GUARDAR DI SOTTO
SPERA SEMPRE CHE TU CADA GIU'

PERO' MI VUOLE BENE
TANTO BENE
PERO' MI VUOLE BENE
TANTO BENE
MI VUOLE TANTO BENE
TANTO BEN
BENE DA MORIR

LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA
LA LA LA LA LA LA

NEL NOSTRO NIDO
NOI VIVIAM FELICI
LUI MI CORTEGGIA
COME IL PRIMO DI'
SEMPRE GENTILE
SEMPRE INNAMORATO
LUI CONTINUA A STRINGERMI
E A BACIARMI CON PASSIONE

MA SE TI LASCIA
SOLA SOLA IN CASA
IL TUO TESORO
VUOI SAPER CHE FA
DOPO AVER CHIUSO
TUTTE LE FINESTRE
IN CUCINA LASCIA APERTO IL GAS

PERO' MI VUOLE BENE
TANTO BENE
PERO' MI VUOLE BENE
TANTO BENE
MI VUOLE TANTO BENE
TANTO BEN
BENE DA MORIR
ze - 13 January 2009
sei proprio un prete!
:)
il Bizza - 12 January 2009
più che la Storia è l'uomo che è paradossale...
più che gli Ebrei siamo noi in silenzio a cambiare
voglio credere che di uomini ne esistano milioni,
di virtù e peccati diversi,
voglio credere che non solo ci siano coglioni
e uomini che ascoltino versi
Uomini giusti, uomini buoni
pronti a premer il grilletto
non per il duro missile e delle sirene i suoni
ma per la fraternità che non sia un difetto
di fronte alla società o all'opinione
dentro le tv e i giornali
esser fratelli contro l'ostinazione
di morte, ingiustizia e funerali.
Scusate la spontanea e brutta rima
che non ha avuto il tempo di una lima
ma sento di fottere anche così la morte
di mandare fanculo a chi decide di uomini sorte
beru - 9 January 2009
Certo che la storia è paradossale. Mi sembra che gli ebrei siano divenuti, da vittime, il carnefice.
Da anni si accaniscono contro la striscia di Gaza.
Il governo ebreo è forse il più arrogante del mondo.
E i cittadini ebrei non criticano il loro governo?
Si vedono i danni di ogni matrimonio politico-religioso. A me già questa religione ebraica pareva la più folle del mondo. Ne ho qualche conferma.
Fanculo, politici ebrei.
il Bizza - 2 January 2009
PALESTINA 2009
I piedi son freddi
dentro il carroarmato
occhi per terra
che vedono guerra
occhi nel cielo
che piangon proiettili, missili
occhi sbarrati
che vedono morte.
Sassi in terra, sassi per aria, sassi pesanti;
Invece del muschio c'hanno attaccata la rabbia.
Sputi sulle barbe
di ogni religione
il rasoio arriva, arriva la lama
ma oltre alla barba taglia la gola.
Sangue sui piedi
sangue colato freddo
ancora domani
prima di pace.
Gelindo - 17 December 2008
Questa vita falabraca l'è una farsa d'arlecchin! L'univers l'è una baracca e nui suma i buratin!

Tirlitìchititate!
isbrunello - 13 December 2008
Non riesco bene a riposare. Non riesco affatto a riposare. Non ho dormito stanotte, e ieri, e l'altro ieri. Non dormo da una vita. Sono nato un pò morto nella vita e un pò vivo nella morte. La notte le figure del mondo visibile vengono a me più forti di quanto lo siano di giorno. Come fare a dire quando si è svegli e quando si dorme? L'universo interiore dove si ritaglia uno spazio da quello esteriore. Non crederei nell'anima, ma... Di cosa sono fatte queste emozioni? Quando dormo gradirei l'assenza, la sperimentazine del passaggio vita-bò. Invece quando dormo non dormo, vivo. Uno specchio taglia in due la mita vita, nella notte faccio, di giorno vago come un uomo spaesato in un mondo che non capisco. Non mi capisco, non vi capisco, cerco protezione. Le figure vengono a trovarmi quando è notte e io chiedo: da dove venite?
dott. Beppe Beru - 5 December 2008
Se è così, diagnostico su di lei una perfetta e da me condivisa interpretazione della frase.
I miei più vivi complimenti per il percorso da lei svolto.
Al prossimo malanno.
Arrivederci
(30euro, grazie)
il Bizza - 5 December 2008
Emerito dott. Beru, (tu sì che sei dottore, io ancora nooo!!!) a lei i miei distinti saluti.
Non fraintenda il dire mio: ricaccio io medesmo li personalismi che tale discussione ha portato, tanto che era lo bersaglio dell'ultimo mio commento... non giudicare la frase per la tradizione o la scuola di pensiero dell'Uomo che la disse e darle valore per il cognome che porta, ma valutarne in primis il significato contenuto, perchè da sola porta in sè un contenuto.
Riguardo come la vedo io, la mia opinione sulla citazione già la diedi... il motivo per cui la inserii era innanzittutto la bellezza e la semplicità dell'immagine e poi l'idea di non cercarci modelli al di fuori di noi, ma nella nostra natura anche limitata a volte. Tutto qui!
beru - 4 December 2008
[stra-entusiasta, scusate].
Insomma, gentilissimo e necessario dott. Bizza, forse a questo punto, vista la difficoltà d'interpretazione di tali frasi, data l'estrema problematicità dei concetti chiamati in causa, e constatata comunque la meritevole origine di fondo, accantonando la questione l'ha detta lui o l'ha detta l'altro, forse dicevo, e ora il caso che lei fornisca una sua interpretazione della frase, aprendo perlomeno un confronto su questioni certe, facendo avanzare il dibattito pensando alla vastita dei concetti, ricacciando i personalismi.
beru - 4 December 2008
Ma...forse si tratta più di vedere che cosa concretamente uno intravede in una frase del genere, lasciando stare per un attimo la questione l'ha detta Gandhi, no l'ha detta Martino Lutero, no l'ha detta Beru, anche se questo è importante. Io proverei a fare un'analisi svincolata, a mio modo. Ad esempio questa frase: "Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero".
Ora, io direi: innanzitutto chi l'ha detto, e perchè bisogna essere o una via maestra o un sentiero? Questo non è spiegato. Poi, visto che è chiara l'esortaziona morale, come definire la via maestra, chi parla qui si ritiene nella via maestra, e perchè? Infine, ma non ultimo, non è già un dato di fatto che se uno non è una via maestra è, giocoforza un sentiero? In tal caso in cosa consiste l'esortazione morale?
Per via di queste lacune, intrinseche, di semplice analisi decontestuale, non sono stra-entusiaste, ma sono comunque parole già sopra la media tv.
il Bizza - 4 December 2008
io comunque mi sento grande quando ingrasso...
il Bizza - 4 December 2008
- continua - ragioniamo così cadiamo nel banale qualunquismo culturale, che può avere eroi e cattivi sia da una parte che da un'altra!
Appunto sulla parola meglio usata nel brano citato: non è che forse stiamo succhiando a questo brano temi e idee che non aveva lo scopo di suscitare??
Lo riporto per far capire meglio:
Se non potete essere un pino su una vetta di un monte, siate un cespuglio nella valle, ma siate il miglior cespuglio sulla sponda del ruscello.
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il Sole, siate una stella.
Non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio, qualunque cosa siate.
Io non so voi ma nn ci vedo proprio la smania occidentale, soprattutto tipica degli ultimi anni di assimilarsi ad un modello dominante, creando frustrazione e depressione se non lo si raggiunge... credo che voglia dire tutt'altro... ora mi leggo anche gli altri post... ciao!
il Bizza - 4 December 2008
Lo ammetto, non sono riuscito ancora a leggere tutti i nuovi post nati dall'eterno dibattito sulla parola "meglio", ma voglio subito rispondere ad alcune cose prima che me le perda...
Se ho ben capito Gandhi ha parlato bene non tanto per le parole che ha detto ma per la sua tradizione, e invece Martin Luther King è compromesso quanto figlio di una tradizione cristiana... ok, ho esemplificato per provocare, ma è ciò che si capisce.... ma cazzo stiamo dicendo??? Non voglio aprire il dibattito su ciò che c'è di buono e di male nella tradizione cristiana e induista, ma se - continua -
beru - 3 December 2008
Io (estemporanea), ad esempio mi sento "diventato grande" da quando mangio anche le acciughe e il gorgonzola.
Syd#9 - 2 December 2008
Questo per dire in conclusione che la facoltà razionale che ho per decidere se una canzone sia bella o brutta diventa estetica nel momento in cui m'impongo un giudizio materiale sulla stessa,ma l'impulso che io avverto non è né uno né l'altro:resta un impulso,insignificante o devastante che sia.
Syd#9 - 2 December 2008
Sono d'accordo con quel che dici ch! ma solo in parte:).Mi riferisco alla frase in cui dici che "l'arte è legata all'estetica per sua stessa vocazione"...lo trovo abbastanza sbagliato.
Probabilmente un artista si lega all'estetica per vocazione,l'arte in realtà è la nostra interpretazione del prodotto di quell'artista vocato all'estetica...io ritengo che l'arte,come già accennai alcuni perquilibri fa,sia un impulso;non solo il suo principio creativo,ma anche il processo emotivo-mentale che sviluppiamo durante la sua interpretazione...sono impulsi.Solo con la sua applicazione,la sua esposizione,la sua commercializzazione si trasforma poi in un prodotto per forza di cose
estetico quindi bello o brutto,ma ritengo che non lo sia nel suo stadio iniziale.
beru - 2 December 2008
Bè, oggi ho voglia di scrivere. Poi, Chin, ti ricordi quella volta in cui accennammo a qual è il fine verso quale tendiamo, e si parlò di cos'è il Bene? Sfarinammo la concezione platonica del Bene, inteso da lui neanche come valore umano, ma come luce che fa vedere le cose, tra cui i valori stessi.
E'stuzzicante questa versione trascendente, secondo me. Noi individualmente sappiamo cos'è il bene per noi, e lo perseguiamo. A volte le diverse concezioni di cos'è il bene producono scontro e malessere, allora sembra che il bene non è un valore assoluto.
Ma se usciamo da tutto questo e pensiamo il bene non come valore umano ma come Accettazione trascendente, forse è più facile ridurre la concezione individualista all'Infinito-Sempre che noi siamo/non siamo.
Basta per ora con la Matafisica.
beru - 2 December 2008
Notevole è, Chin, il fatto che tu abbia ricordato che l'aspirazione al "meglio" sia propria non solo della natura umana ma della natura intera, del cosmo. Ma allora, quanto è affascinante questo discorso! Permettimi di andare per gradi, utilizzando anche qualche fastidiosa indottrinatura filosofica: riguardo la natura tutta, se è vero che c'è un flusso temporale fatto di prima e di dopo, possiamo anche ipotizzare che questo cammino non abbia in se, nelle sue ultime cause, alcun principio morale o estetico, ma che esistano solamente stati successivi di stati precedenti. Come dire che lo stato successivo sia necessariamente meglio del precedente? Come dire che la direzione, l'aspirazione generale sia verso il meglio? Possono essere tanti gli esempi di involuzioni e di ciclicità.
Il mio parere, ciò di cui ora sono convinto, è che la nostra vita temporale, e la vita del cosmo visibile tutto, non aspiri ad alcun "meglio" teleologico. E' oltre ogni valore intellettivo.
ch! - 2 December 2008
in più, syd, "bello e brutto" o "meglio o peggio", che differenza fa?
dev'essere l'aspetto competitivo della questione a mettere in imbarazzo tutti quanti..
esistono dei criteri oggettivi per giudicare le opere (artistiche e non) dell'uomo. e questi sono dettati da fattori storici/zzati: l'impatto che hanno sul presente, sul futuro e sulla lettura postuma del passato. automaticamente una cosa "bella" è "meglio" di una cosa "brutta".
sarà poco simpatico fare discernimenti di questo tipo, ma se l'arte è legata all'estetica per sua stessa vocazione, non possiamo uscire da questo circolo vizioso (ciao anto!) di sottoporla a giudizio estetico, anche brutale e manicheo.
ch! - 2 December 2008
no no raga. tutto chiaro. c'ho pensato a 'sta cosa, poi syd contestualizzando il discorso (com'è giusto fare) m'ha fatto capire appieno il vostro punto di vista, dal quale non mi sento affatto di dissentire.
cioè, interpreto (interpretavo) il concetto di "meglio" in maniera non così allargata, o comunque, non così direttamene legata all'arrivismo pure e semplice.
certo, mi dite, se c'è un meglio giocoforza esiste anche un peggio. e se il "meglio" è meglio, allora il peggio è fonte di onta, fastidio, emarginazione, schifo.
e arrivo a comprendere il riferimento all'aziendalismo di beru (che fino ad oggi mi era del tutto oscuro).
ma la rivoluzione, partendo dall'assunto che fare il meglio è connaturato all'uomo, sta nell'interpretare diversamente il passaggio di cui sopra, non nello snaturare lo stato delle cose. almeno imho.
il problema sta, e credo che ciò sia condiviso tra di noi, nell'interpretazione del peggio o del "non meglio".
sbaglio?
Syd#9 - 1 December 2008
riguardo al discorso artistico sono d'accordo sulla frase scritta da te in veste di "ch!" "il meglio è quando il senso ha un suo senso. decifrabile o oscuro che sia.",niente di più vero!

io però mi riferivo al "bello e il brutto" di Miles citato da te,che reputo un concetto un po' forzato e troppo univoco quando di mezzo c'è la musica e quindi l'arte e quindi l'uomo e quindi la psiche, ma resta sicuramente accattivante di tutto rispetto se uscito dalla bocca di Miles:)
Syd#9 - 1 December 2008
Certo,ambire al meglio è insito in me,probabilmente un mio umano istinto innato di spingermi "oltre",ma la critica che ho fatto giorni fa sulla frase "Siate il meglio, qualunque cosa siate" resta ferma dov'è.
Perchè AMBIRLO come dici tu,quasi in modo implicito,quasi come spinta interiore è un conto, ESSERLO in un senso così materiale come reputo di scorgere nell'esortazione di King,è tutt'altro.

E ribadisco,me l'avesse pronunciata Gandhi quella frase,nella veste di Mahatma rifacendosi alla tradizione spirituale del suo paese, probabilmente l'avrei interpretata in modo diverso,ma campata lì da un pastore battista americano,mi lascia un retrogusto di cristiana retorica sdolcinata.
Quindi in realtà la frase in sé non è una merdata,semplicemente la giudico in base a chi l'ha pronunciata come credo sia razionalmente giusto fare...
beru - 1 December 2008
Non sono molto d'accordo. Su che basi è possibile dimostrare che l'uomo, nel continuo fluire delle sue attività, aspiri al "meglio", senza prima definire cosa è questo meglio? Come, inoltre, dimostrare che possa esistere un meglio per l'individuo quando questo agire non da luogo a esternalità positive, al bene comune appunto?
Sembri un pò troppo ottimista nei riguardi della capacità umana di perseguire il meglio. D'altronde, se ti sembra che questo venga fatto, allora conosci cos'è questo meglio.
Non capisco se identifichi il meglio con l'eccellenza. Se è così, stai attento che c'è anche un'eccellenza della malvagità, del cinismo e di valori morali non certo positivi.
Diversa è la questione se stai solo facendo confusione tra il meglio e il bene. Ma si tratta, è evidente, di cose diverse.
ch! - 1 December 2008
il=in (scusate)
ch! - 1 December 2008
mi sa che vedete il concetto di "meglio" il maniera un po' miope.
non è che c'è granchè da ricevere "insegnamenti" a riguardo, a meno che non si voglia inquadrare la questione in maniera vuotamente e forzatamente polemica.
è connaturato nell'uomo, nella natura, nel cosmo, di ambire al "meglio". questo meglio poi non collima nè con il bene comune, nè con il bene del prossimo/vicino.
nemmeno l'autolesionismo fine a se stesso esiste.
idem dicasi per il discorso artistico. l'espressione "migliore" ha mille e mille sfaccettature, che non attengono necessariamente al sentimento o al concettualismo esasperato (come nell'esempio da te riportato). il "meglio" è quando il senso ha un suo senso. decifrabile o oscuro che sia.
Syd#9 - 1 December 2008
Personalmente china,al contrario di Miles,io riguardo l'arte in generale,rimango fermo sulla scelta di percepirne le "sfumature" i "contrasti"...

Bello-bellissimo-eiaculazione.

Brutto-bruttissimo-merdata.

E' come quando si ascolta "Helikopter-Streichquartett" di Stockhausen,uno direbbe "ma che merda è?",però,in fondo ti accorgi che sottosotto dopo aver sentito quella geniale merdata un po' hai pure eiaculato... :)
Syd#9 - 1 December 2008
Personalmente china,al contrario di Miles,io riguardo l'arte in generale,rimango fermo sulla scelta di percepirne le "sfumature" i "contrasti"...

Bello-bellissimo-eiaculazione.

Brutto-bruttissimo-merdata.

E' come quando si ascolta "Helikopter-Streichquartett" di Stockhausen,uno direbbe ,però,in fondo ti accorgi che sottosotto dopo aver sentito quella geniale merdata un po' hai pure eiaculato...
beru - 1 December 2008
Molto bene. Il mondo è pieno di gente alla quale è stato insegnato di essere il meglio. E i risultati direi sono ottimi: è un mondo maniaco-depressivo! Ma il migliore dei mondi maniaco-depressivi!
Poi certo,è anche un mondo sereno e felice.
La sensazione è che, nella nostra generazione, il "siate il meglio" ha finora fallito. Alcuni valori hanno rigirato la frittata, e il "siate il meglio" si è rivelato utile all'individualismo aziendalista.
Se lasciamo dunque stare il valore trascendente e morale di questa frase, che potrebbe essere buono, la sua applicazione fa schifo.
ch! - 30 November 2008
"Siate il meglio, qualunque cosa siate" è secondo me una frase fichissima. (sì lo so arrivo in ritardo di 10 mesi)
come miles davis che dice che non esistono i generi ma solo musica bella e musica brutta.
e io sono d'accordo.
beru - 30 November 2008
Cos'è che snatura?
ute - elio - 27 November 2008
nel boschetto della mia fantasia
c'è un fottio di animaletti un po' matti inventati da me
che
mi fanno ridere quando sono triste,
mi fanno ridere quando sono felice,
in pratica mi fanno ridere sembre...
quel fottio di animaletti inventati da me
...
:)
beru - 16 November 2008
E' esattamente, o quasi, quello che avevo dentro durante la mai forte crisi di panico in quella caserma in cui lavoro.
Ho avuto conferma di essere debole, di cadere in profondi abissi di panico, d'identità.
il Bizza - 15 November 2008
Il buio che t’avvolge si ribella a te! Si rifiuta di venir sempre fagocitato e rigurgitato, vuole uscire e coprire le stanze, le tovaglie, le scuole, le piazze, anche quelle insanguinate. Il tuo buio a volte lancia spruzzi di luci: luce rabbiosa, luce stupida, che non bada alla Storia, luce stantia, che sa di muffa, come la tua dentiera che cade a pezzi e che blocca le parole cadenzate di chi ormai non ha più l’ipocrisia di nascondere ciò che pensa con l’accento sardo; una luce che tutti già immaginavamo, sapevamo, temevamo. Il buio uscirà da te e t’avvolgerà, scrivendo la sua pagina orribile per te, emerito Presidente di questa Repubblica che è morta già da anni sotto qualche maceria. Magra consolazione è il giudizio della Storia, ma ci dovremo accontentare. Ma tu, cosa hai ottenuto a parte un posto da senatore a vita?
Lei non ha assassinato Moro, lei ha ucciso questo nostro sgangherato Stato, presidente Cossiga.
ute - 13 November 2008
Che bello, grazie a chi ha riportato questa canzone di Fabrizio. E' la mia preferita insieme a "Ho visto Nina volare...". Per questo ho pensato a lungo se chiamare la bimba che verrà Nina... alla fine però ho deciso per Cecilia (forse) perchè è la santa protettrice dei musicisti (anche se sono profondamente atea), sperando che ami la musica e magari suonare... chissà!
Fabrizio - 11 November 2008
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.
Isbrunello - 9 November 2008
Il Papa Ratzinger è cattivo. Gesù forse piange per lui. Maometto ride e Zoroastro beve il tè all'ombra del caucciù. Il Papa Ratzinger è il governo. Se non da esempio d'umiltà che autorevolezza può avere?
Scempio di ricchezza, che scende sulle mie preghierine quotidiane al principio del tuttoniente, che mi dia niente, che niente voglio, se non la felicità! Ma questo è tutto.
Ah come sono bugiardo!
Il Papa Ratzinger è cattivo. Le sue mani sono fredde. L'ho visto mentre toccava Stephen Hawking. Aveva paura.
il Bizza - 8 November 2008
Ma cambiamo anche un po' fronte dai, se no facciamo indigestione della stessa pietanza:

ALBERT EINSTEIN
Il mistero è la cosa più bella che possiamo sperimentare. E' la fonte di ogni forma di arte e scienza. Chi non riesce a provare questa emozione e non sa stupirsi di niente, è come se fosse morto: i suoi occhi sono chiusi.
il Bizza - 8 November 2008
Ok, ci sto =)
Ne propongo un altro piccino, secondo me alla base della Nonviolenza:
"Non temo la violenza dei malvagi, ma il silenzio degli onesti".
sono pronto a sentirne di nuovi anche mai sentiti di aforismi e/o pensieri del pastore afro-americano!
Comunque non lo credo classista e penso che si riferisse al lato politico-sociale dell'uomo ma alla sua singolarità (anche perchè in quegli anni i neri facevano quasi tutti parte della classe proletaria-povera) quello che ho citato e paragono comunque volentieri Martino a Gandhino... entrambi politici, è vero... ma prima che politici pensatori, filosofi, religiosi; a differenza di Panella che è solo politico nell'uso della Nonviolenza.
Syd#9 - 8 November 2008
'Azzzoooo...non ho detto "borghese" ho detto "CLASSISTA" non mi mischiare le due cose o la frittata si rigira...

Non ho paragonato l'"abbronzato" con il "cavaliere nano",ho solo accostato due mondi diversi che convergono sulla stessa tematica del cazzo:quella del "migliorarsi".

...Probabilmente fossero state le parole di un monaco tibetano quelle pronunciate da King l'avrei accettate,ma siccome chi le ha pronunciate è stato un politico-pastore protestante-americano,mi rimbalzano come la pallina da tennis contro al muro...Alla fine King faceva politica.(quasi quasi gli preferisco Pannella:)

Piuttosto non paragonare Gandhi con King quello si è un grave errore...

Comunque diciamocelo,tra tutti i discorsi e aforismi del pastore King avresti potuto sceglierne un po' "migliore" :)...
il Bizza - 8 November 2008
azzo quanto ho scritto!!! eheheh
il Bizza - 8 November 2008
...dal precedente... Berlusconi si vanta del suo operato e non del suo essere ("mi sono fatto da solo") e poverino come dargli torto con l'essere che si ritrova... questo è l'ideale borghese, non quello che intendeva il buon Martino (il Lutero Re Junior degli anni '60) che forse anche lui ne aveva un po' le palle piene delle logiche capitalitiche e borghese della società razzista americana di quegli anni. =)
il Bizza - 8 November 2008
Io trovo più borghese il concetto di evoluzione e di progresso (e tu giustamente, contro questa idea, dici "non necessariamente è migliorativo") che quello di migliorarsi...
Ti prego non mi paragonare Martin Luther King a Berlusconi, anche se anche lui era abbronzato... se no che farai?? mi paragoni Gandhi (che era il maestro di Martino) a Bush?? AHAAAAAHAAA!!! NOOO!!
Comunque io credo che non potremo mai sapere fino in fondo chi siamo, ma abbiamo gli strumenti per percepire un poco di ciò che siamo e di ciò che non siamo... Altrimenti le vocazioni del dottore, del medico, del maestro, dell'eremita, dell'amante, del prete, del viaggiatore, dello scrittore, dell'artista e qualunque vocazione (vocazione, non mestiere, non farmi ricadere anche questo in un ottica borghese ti prego!!!) non esisterebbe; fare del proprio meglio qui non è inteso nell'etica capitalistica borghese, ma in una visione morale e spirituale più profonda, che tocca l'essere e non l'operato dell'uomo. continua...
Syd#9 - 7 November 2008
Partire dal presupposto che sei una merda,ovviamente non tu Bizza,parlo impersonalmente:),
significa sapere ciò che si è,e reputo presuntuoso ed infattibile possedere la conoscenza di ciò che si è...proporzionalmente parlare di "migliorarsi" è allo stesso modo un concetto anacronistico-politicamente liberale (berlusconista),esclusivamente occidentale per dire tutto ed un cazzo.
Il concetto di "miglioramento" è classista e non antropologico.
Una sola cosa esiste:evoluzione ed essa non è necessariamente migliorativa.

sopra la merda comunque ci stavano meglio le prugne...ehehe:)
Syd#9 - 7 November 2008
eheheh:)
il Bizza - 7 November 2008
Ma è proprio quello che dice il buon Lutero...
Non è un rinchiudere la persona in un essere deciso da altri, ma è accettare sè stessi, creare sè stessi secondo ciò che abbiamo... se io sono una merda, e magari è vero, non posso escluderlo, non vedo il motivo di non esserlo... è voglio essere orgoglioso di essere merda fino in fondo e cercherò di esserlo al meglio, migliorare il mio essere merda fino in fondo, anche cercando la ciliegina da mettermi sopra!
beru - 7 November 2008
cmq

Anche io propongo retoriche ideali:

se non potete essere il peggio, siate almeno il pegolo

se non potete essere meglio siate almeno bizzarri
beru - 7 November 2008
Grande bizza, hai scatenato un mini-putiferio!!!
alì - 7 November 2008
Cosa vuol dire siate il meglio? Chi lo decide cosa è meglio o è peggio?
Ognuno deve sentirsi libero di essere ciò che vuole, a mio parere.
Non c'è un meglio o un peggio. E' triste pensare che una persona sia meglio di un'altra. Trovo giusto che ognuno punti verso un'orizzonte, un'ideale. Questo va bene. Ma non deve essere un DOVERE. Piuttosto una VOLONTA' personale, non dettata da qualcun altro. Siamo ciò che siamo. Seguiamo fino in fondo i nostri desideri, ascoltiamoci. Basta con questi stereotipi irraggiungibili da seguire che generano solo una frustrazione o un accontentarsi di non essere così o cosà.
Syd#9 - 7 November 2008
fa abbastanza schifo la frase "Siate il meglio, qualunque cosa siate",'azzo vuol dire?
Se sei una merda devi essere una merda con la ciliegina sopra? bo'...
il Bizza - 6 November 2008
Forse il buon Martino d'America, che prima di essere politico era uomo di Dio, ma nel vero senso del termine, non retoricamente, vedeva in queste sue parole un significato del tutto lontano dall'anima borghese che molti legano alla natura protestante e anglossassone... vista nell'ottica della lotta per i diritti della minoranza nera americana era un modo per dire che non serve essere Obama per cambiare il mondo, ma anche Rosa Parks può contribuire, basta fare il possibile delle proprie possibilità con i mezzi che ci sono stati concessi. Ci è chiesto di fare il possibile, non l'impossibile. Ohooo noooooooooooooo??????
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