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Non è una prefazione il luogo
per trarre i bilanci circa l'eccezionalità della presenza di chinasky nella
cultura laperquisiana. Ma qualcosa si può dire, se non altro per evidenziare
questa rubrica e cercare di darne una interpretazione. L'uomo chinasky di Via
Tiziano è un uomo di miniera, un uomo che scava, divelle e trivella. Trasforma
il quotidiano in stimolante pretesto per raccontarne i fatti. Cercate di
seguirlo da minatori, signori, premesso che abbiate gli occhi per poter
fare un lavoro in quelle profondità. Cercate di emularlo per capire. Sentite
gli odori del sottosuolo che pervadono il vostro olfatto, camminate con la sua
delicata inesorabilità. Non chiedetevi cosa stia cercando lassotto. Questo lo
scopriremo quando tornerà alla luce senza tradire l'affanno che l'assenza
d'aria gli produce. Tornerà forse con pepite e gemme o semplicemente tornerà
con la fame che lo contraddistingue dagli altri autori laperquisiani. Ed è
proprio l'alternanza di emozioni opposte che fa scrivere chinasky in
queste pagine, l'oscillare della bilancia dell'orgoglio e dell'umiltà,
l'alternarsi di desiderio e quiete dell'animo. Per scrivere questa opera spruzza
sul tormentato presente nuovi colori. Le regole gli causano una reale
artificiosità del discorso e in un certo senso un'impurità di pensiero, ed è
per questo che preferisce abbandonarsi alla prorompente energia creativa che da
tempo ristagnava sotto le proprie ascelle. Quello
che Chinasky aggiunge a questo realismo è la capacità di penetrazione
psicologica, la quale deriva da un enorme lavoro di critica costruttiva ed
etica, ma soprattutto dal vivere su di sé questa critica. Ci
sono due modi per leggere gli scritti di un amico perchè siamo
continuamente li a dirci " Questo è suo, lo ha fatto lui,
corrisponde alla sua intimità, alla sua esperienza, è un segno del suo
ingegno, togo! " e poi c'è il tentativo di stabilire invece la reale
portata del suo scritto o della sua opera, trovare un metodo di
valutazione, sentire di quali arricchimenti meriti. Questi due modi di
lettura cozzano, si disturbano a vicenda, per cui il mio mesto tentativo
è stato quello di dimenticare per un attimo di essere amici. Zenone |