Amante delle adunate
oceaniche e della propaganda il 21 settembre 1938 fa scendere in piazza 6.000
dopolavoristi cremonesi. Mostra i muscoli e Mussolini lo ‘premia’
strumentalizzandolo per bene al momento della campagna antisemita. Pubblicamente
Farinacci si dice d’accordo, in privato fornisce documenti falsi a ebrei e,
addirittura, si rifiuterà sempre di licenziare la sua segretaria Jole Foà,
nonostante le sue accertate provenienze israelite. Un tocco di umanità, forse
strumentale al tornaconto personale, in un essere altrimenti dagli atteggiamenti
vagamente disumani. Le sue continue critiche alla disorganizzazione delle Forze Armate portano nel ’41 alla destituzione di Badoglio (reo di aver subito grandi perdite in Grecia). Al suo posto, come Capo del Comando Generale, viene messo Ugo Cavallero. I tempi per la propria auto-candidatura alla Presidenza del Consiglio maturano di lì a poco. Sfruttando la scarsa efficacia dell’esercito italiano Farinacci si individua come perfetto successore del Duce. Il 10 giugno ’43 la resa agli Alleati sull’isola di Pantelleria viene giudicata irragionevole e quindi ideale per generare le dimissioni degli alti vertici della gerarchia fascista. Mussolini, ovviamente, non ci sta. Ritorna le accuse al mittente assicurandolo che si tratta solo di una crisi temporanea e che il nemico verrà annientato non appena poserà piede sul suolo siculo. L’Onorevole Glicerina non è però ancora domato. Si dice sicuro che forti componenti di Casa Reale e Forze Armate stiano tramando nell’ombra. A Roma nessuno gli crede e va dunque a riferire anche a Berlino. Anche i teutonici, però, lo mettono alla porta. L’ambasciatore von Makensen gli fa, nemmeno troppo cortesemente, notare come il suo atteggiamento sia troppo simile a quello del ragazzo che gridava sempre al lupo. [3- continua] |